Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 3 ottobre 2021
Auguri maestro!
Aridaie Andrea!
di Andrea Scanzi
In un video girato (pare) direttamente nella cripta di Nosferatu e diffuso nei suoi profili social, rompendo peraltro il silenzio elettorale, Donna Giorgia Meloni ha frignato e delirato:
“Per quanto si possa fingere di non vederlo, era tutto studiato. Scientificamente, a tavolino. A due giorni dalle elezioni. Non da Fanpage, ma da un intero circuito, o circo, se vogliamo. Era tutto studiato. Non ho niente di cui vergognarmi. Diamo fastidio ai poteri forti”.
Una disonestà intellettuale senza precedenti. E una banalità comunicativa senza pari. Meloni imita Berlusconi, Renzi e Salvini e parla di giustizia/inchieste a orologeria. Frigna e fa la martire, spostando l’attenzione dal contenuto dell’inchiesta (per il suo partito imbarazzante e moralmente abominevole) e se la prende col giornalismo e i poteri forti (di questa fava).
Meloni, non ce prova’. Il punto non è quando l’inchiesta sia uscita. Il punto è perché il tuo partito sia pieno di fascisti e permeabile da nazisti e antisemiti. Il punto è il comportamento abietto di uno dei tuoi fedelissimi (Fidanza). Il punto è la tua classe dirigente. Sono i razzisti, gli antisemiti. Il punto è che, anche solo da quei 13 minuti, emerge un ritratto che somiglia più a una fogna che non a un consesso partitico.
Rispondi su questo. Non sulle cazzate.
(E se non ti vergogni dopo un video come quello di giovedì, hai la coscienza foderata di ghisa e C4)
Grande Scanzi!
di Andrea Scanzi
Roberto Jonghi Lavarini, ovvero il “Barone Nero”, è una delle persone più respingenti e irricevibili del mondo. Fascisti e dichiarato, frequentatore di razzisti, antisemiti e adoratori di Hitler. Più volte candidato in Fratelli d’Italia (l’ultima nel 2018), condannato per apologia del fascismo. Il peggio del peggio, politicamente (e non solo) parlando. Ma ha un pregio: la sincerità (quando gli fa comodo).
Il tentativo di Salvini, e soprattutto Meloni, di far finta di non conoscerlo è ridicolo. E lui ieri lo ha ricordato con nettezza: “Sono assolutamente indipendente e apartitico, ma nessuno faccia finta di non conoscermi o, peggio, si permetta di offendere gratuitamente me e la comunità di veri patrioti che, mio malgrado, in questo frangente ho l’onore e onere di rappresentare. Il 5% di voti della destra radicale fa gola a tutti ed è indispensabile”.
Ovviamente è sacrosanto “offendere”, e più ancora disprezzare - sperando che finisca al gabbio - la “comunità” da lui rappresentata, essendo composta da fascisti, razzisti, antisemiti, nazisti eccetera. Feccia ideologica e morale che non può rientrare nell’alveo della democrazia.
Ma vedere Salvini, e più ancora Meloni, che fingono di non saperne nulla fa ridere. Se Meloni allontanasse i fascisti da Fratelli d’Italia, dentro quel partito rimarrebbero in quattro. Non ci prendere per il culo Donna Giorgia, su.
Captare
Già la ragazza ne aveva una voglia paragonabile a quella di Morisi a praticare una vita sana, in più le richieste da me captate tra i tavolini probabilmente l’avranno indotta ad ingurgitare un ansiolitico.
“Mi porta una pasta vegana e un cappuccino al latte di soia con poca schiuma e non troppo caldo!”
“A me invece un macchiato con latte bollente e tanta schiuma e una pasta integrale farcita con pistacchio senza zucchero a velo sopra.”
Cari barman e addetti/e ai tavoli, avete tutta la mia solidarietà!
sabato 2 ottobre 2021
Ed ecco Selvaggia!
“L’eretico” Giletti e il silenzio (inspiegabile) sul caso Morisi
di Selvaggia Lucarelli
“Sono un eretico e un masochista. Eretico perché sono sempre in cerca della verità, masochista perché alla mia non più tenera età accetto una nuova scommessa” ha dichiarato con una discreta enfasi Massimo Giletti alla vigilia del suo ritorno su La7 con Non è l’arena.
Con queste premesse pensavo stesse annunciando di aver spostato gli studi a Kabul davanti alla sede dell’Emirato islamico di Afghanistan o a Yangon, davanti al carcere dove è rinchiusa San Suu Kyi, o in Yemen per raccontare l’offensiva dei ribelli Huti a Marib. Oppure, ridimensionando le aspettative, davanti alla sede della Lega, davanti casa di Luca Morisi, voglio dire, era a andato a Mezzojuso per le sorelle Napoli, ti pare che un giornalista d’assalto come lui, “un eretico”, ignori la notizia della settimana.
E invece, l’eretico, apre la puntata negli studi romani insieme alla vice-questore anti-Green pass Nunzia Alessandra Schilirò detta Nandra la quale con un inquietante look da chiromante LunaNera era lì ad aiutarlo nella sua instancabile missione di ricercatore della verità. “La cura al plasma funziona!”; “Il Green pass viola la Costituzione”; “Ci sono le cure domiciliari precoci” sono solo alcune delle verità adamantine partorite in studio, senza che all’eretico sembrassero eresie. Prima che il vice-questore potesse ulteriormente contribuire alla ricerca della verità con disquisizioni scientifiche sulle Dee del pantheon germanico e i riti degli Elfi Scuri, Giletti la interrompe per farsi guidare nell’implacabile ricerca della verità da un’altra stella polare della conoscenza: il dentista che cura i malati Covid con un vermifugo per i cavalli. Roba che ci auguriamo tutti non estragga i molari col lazo, senza anestesia. A supportarlo un altro faro della scienza, Vittorio Sgarbi, il quale di recente ospite di Zona bianca ha così sintetizzato la sua posizione accademica sulla questione pandemia: “Avete rotto il cazzo col Covid”. La comunità scientifica si è riservata di tradurre in uno studio da pubblicare presto su Nature le sue stimolanti ricerche empiriche, studio su cui Giletti l’eretico non mancherà di informarci al più presto in un talk d’approfondimento con Can Yaman e Paolo Fox.
Resta solo da comprendere come mai il conduttore sempre così immerso nell’attualità, affamato di verità, ha la fortuna di debuttare nei giorni in cui è scoppiato il caso Morisi e gli preferisca il dentista che cura i malati Covid col vermifugo per i cavalli, per giunta l’unica sostanza non trovata nella casa di Morisi. Bizzarro che il giornalista schiena dritta abbia avuto una così improvvisa carenza di spina dorsale. Proprio lui che ha invitato Matteo Salvini nel suo programma così tante volte, giustificando così la scelta: “Contano le domande”. Ecco, nessuna domanda, mercoledì sera, sul caso Morisi. Ed è parecchio strano perché quelle cosette sobrie che piacciono tanto all’eretico c’erano tutte, in questa vicenda: lo scandalo sessuale, la droga, i festini, per esempio. Le cosette di cui ha parlato per mesi scavando senza pietà nella vita di Alberto Genovese o del figlio di Grillo per esempio, senza risparmiarci valzer di testimoni e dettagli scabrosi. Su Morisi, Massimo Giletti, colui che si autodefiniva “zio di Mirta” (la figlia di Salvini, ndr), in un’epica, audace puntata di Non è l’arena in cui le dava anche la buonanotte in diretta, ha fatto calare uno strano silenzio.
Un silenzio inspiegabile, tant’è che i due romeni protagonisti della notte brava di Morisi avrebbero contatto l’Autorità garante per le comunicazioni chiedendo spiegazioni per il trattamento iniquo riservato alla loro vicenda. “Che cos’aveva nostru festino che non andava?”, avrebbero domandato mortificati all’Agcom, che si è riservata di prendere immediati provvedimenti. Nel frattempo, si attende di sapere se l’affannosa ricerca della verità dell’eretico Giletti prevederà una svolta o mercoledì prossimo, all’argomento “Morisi e la crisi della Lega”, preferirà il più attuale, scomodo, ardimentoso tema “Curare l’Hiv con l’erba gatta”.
Marco e i proni al nulla
Le ignoranze parallele
di Marco Travaglio
Per dare l’idea dell’informazione italiana, bastano i titoli dei giornali di ieri sulla sentenza Lucano. Le ignoranze (o convenienze) parallele di destra e sinistra l’hanno dipinta come la condanna di una politica di accoglienza dei migranti – il “modello Riace” – senza neppure accorgersi che da quell’accusa, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, l’ex sindaco è stato assolto. A entrambi i fronti però fa comodo raccontare che è stato punito il “buonismo” (visto da destra, per goderne) e il “reato di integrazione” (visto da sinistra, per indignarsene). Peccato che la condanna riguardi tutt’altro. L’apoteosi del doppiopesismo, che è l’altra peste del cosiddetto giornalismo, si è toccata invece mercoledì a Stasera Italia su Rete4, ospite la Raggi. Paolo Liguori: “La Raggi è incoerente perché ha detto no alla grande occasione delle Olimpiadi e ora applaude Draghi che candida Roma a Expo”. Raggi: “Veramente l’ho candidata io, ci lavoro da due anni, avrà ricadute per 45 miliardi, mentre i Giochi con 13 miliardi di debiti non potevamo permetterceli”. Massimiliano Fuksas esalta la “classe dirigente capace che a Roma non c’è”: lui la trovò a Milano “con Berlusconi e Formigoni” (entrambi pregiudicati, ma a Rete4 è meglio non dirlo). Quanto alle Olimpiadi, “non costano perché le paga quasi tutte il Coni”: strano, perché non c’è edizione che non abbia devastato le casse della sventurata città ospitante.
La Palombelli inchioda la sindaca a una grave colpa: “Il Codice degli appalti è cambiato 102 volte negli ultimi anni?”. Raggi: “Li ha fatti il Parlamento, io faccio la sindaca”. Ah già. Veronica De Romanis, moglie di Bini Smaghi e vedova del Mes: “Roma è un disastro, i rifiuti, le buche…”. Liguori: “E i cinghiali: situazione miserabile!”. Raggi: “Gli impianti dei rifiuti e gli animali sono competenza regionale”. Ah già. Liguori: “Il commissario alle partecipate dice che nulla è cambiato”. Raggi: “Non ho commissari alle partecipate”. E vabbè, dài, che sarà mai. Fuksas: “Il Comune ha comprato la stazione Tuscolana che era già sua”. Raggi: “No, era dell’Atac”. Ah ecco, vabbè. Palombelli: “Che fate contro lo spaccio di droga?”. Raggi: “Ho assunto 1500 vigili, ma l’ordine pubblico è materia del governo e della Polizia”. Ah già, vabbè. Fuksas: “Ci vorrebbero progetti culturali sulle periferie”. Raggi: “La invito alla mostra ‘Roma Eternità nel Futuro’ con 100 progetti di rigenerazione urbana”. Fuksas: “Non ci vengo a vedere i suoi progetti!”. Raggi: “Non sono miei, sono della città”. Palombelli a bruciapelo: “Conte piace alle ragazze: e a lei?”. Liguori s’illumina d’immenso: “Domenica, su quattro candidati, come minimo due vanno al ballottaggio”. Ma potrebbero pure essere di più. The end, in tutti i sensi.
Anto'
La bestia manda tutto a puttani per 1.500 euro
di Antonio Padellaro
Eh no, fermi tutti, non è giusto, non ci sto, se poi si scopre che il Carroccio è sul punto di scarrucolare, Matteo Salvini di cappottare, la destra intera di sgrugnarsi, Michetti e Bernardo di inabissarsi (ma ce la fanno benissimo da soli), e tutto perché la famosa, terribile, spietata, ghignante, grugnante Bestia ha il braccino corto, beh allora ditelo che in questo Paese non funziona più niente, neppure i complotti. Sì, c’avevamo fatto la bocca ai torbidi misteri del cascinale di Belfiore, alle tante tessere che non quadrano, alle troppe incongruenze delle indagini, alle versioni contrastanti dei modelli rumeni, al Maghetto Magò della Rete incastrato dai Poteri Fortissimi (oppure dai Servizi, o dai Pupari, o dalla Giustizia a Orologeria, o dalla Spectre, o vai a sapere). Angosciosi ci agitavano gli interrogativi su chi ha portato la bottiglietta con la droga (se poi era davvero droga), e sul quarto uomo che parlava russo (o forse non era russo, o forse non parlava, o forse neppure c’era). Ma soprattutto la bomba che, guarda caso, deflagra a cinque giorni dalle elezioni, cribbio, non ci faceva letteralmente chiudere occhio.
Poi, ieri mattina, leggiamo avidamente le cronache immaginando nuove rivelazioni sulla tentacolare cospirazione, e ci cascano le braccia. Apprendiamo sgomenti che rispetto al prezzo pattuito di quattromila euro (duemilacinquecento versati con regolare bonifico), ai prestatori d’opera non ne sono stati saldati millecinquecento. Che insomma il Guru ha fatto casino, tanto che ne nasce un litigio e quando la pattuglia arriva sul viale alberato del cascinale, i carabinieri “trovano i due romeni e Morisi che urlano” (Repubblica). Purtroppo avete letto bene: “urlano”. Come in una qualsiasi volgare rissa da marciapiede. Come se in quel fatale attimo della storia patria in ballo non ci fossero le sorti del partito di maggioranza relativa, l’immagine adamantina di un leader chino sui problemi del Paese, ma anche la stabilità del governo e la credibilità stessa delle istituzioni. Almeno, ai bei tempi di Villa Certosa l’“utilizzatore finale” Silvio non solo pagava senza fiatare ma accompagnava il dovuto con dei preziosi cadeau. Altro stile. Noi, che pure con Salvini non abbiamo mai legato, non ci sentiremmo di biasimarlo se fosse un tantino irritato con il suo geniale spin doctor. Uno che poteva rovinare la vita a chiunque, e ne ha rovinate parecchie. Uno che girava a bordo di una Maserati Levante. Uno che per millecinquecento euro più Iva ha mandato tutto a puttani.
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