martedì 22 settembre 2026

Chiaro e lampante

 

Come se ne esce


di Marco Travaglio 

Riusciranno i nostri eroi del fronte progressista a trovare un accordo sui due punti del programma che più dividono il Pd da una parte e M5S e Avs dall’altra, cioè il riarmo europeo e le armi all’Ucraina? Per saperlo, bisognerebbe conoscere i programmi dei tre partiti, mentre ne è noto soltanto uno: quello del M5S, che l’ha appena approvato con i suoi iscritti dopo mesi di proposte dal basso. Ed è un No secco sia al riarmo Ue da 800 miliardi a debito (solo in parte sovrapponibile al 5% del Pil per la Nato), sia all’invio di altre armi a Kiev. Di Avs si sa che finora ha votato No su entrambi i punti. Del Pd, come sempre, non si sa nulla: c’è chi è per il Sì a tutt’e due le cose, chi per il Ni, chi per il Sì alla prima e il No alla seconda, chi viceversa. Dipende da chi risponde: la segretaria Elly Schlein ha una linea, la leader dei giovani Virginia Libero un’altra, la destra interna un’altra ancora ecc.: gli eurodeputati si dividono regolarmente e riescono quasi sempre a votare all’opposto dei parlamentari italiani. Quindi sono le varie tribù del Pd che devono mettersi d’accordo, prima di portare una proposta unitaria – possibilmente comprensibile, senza supercazzole – al tavolo del programma con gli alleati. E a oggi non si sa né se né in quale sede ciò avverrà, né tantomeno cosa uscirà dal cilindro magico.

Siccome però il tempo stringe, è molto meglio sciogliere subito il nodo dei nodi. Come? Affidando alla base degli elettori progressisti la scelta che paralizza i vertici. Dove? Nelle primarie aperte per il candidato premier. Conte dirà che, se sarà lui, cancellerà i piani di riarmo e smetterà di armare Kiev per non ritardare ancora il negoziato. Schlein dirà che ridurrà un pochino il riarmo e continuerà ad armicchiare Kiev, ma intanto si batterà per la famosa “pace giusta”. Il candidato della destra dem, tipo Gori o un altro dei famosi “riformisti” (che poi sono 7 in tutto), dirà che bisogna confermare il riarmo e seguitare ad armare Kiev fino alla vittoria contro la Russia, cioè fino all’ultimo ucraino. Altre eventuali figure di centro o di sinistra copriranno le altre posizioni del Kamasutra. Poi gli elettori voteranno, decidendo una volta per tutte sia il candidato premier sia la linea su queste questioni che non sono due fra le tante, ma “le” questioni fondamentali e dirimenti. Poi si potrà completare il programma su tutto il resto: sanità, lavoro, giustizia, scuola, cultura, tasse, investimenti, sicurezza. Tutti temi molto meno divisivi, ma soprattutto inutili se vincerà un candidato riarmista e bellicista. Perché, se i progressisti si impegneranno a spendere decine di miliardi per le armi all’Italia e pure all’Ucraina, non solo non saranno alternativi alla Meloni: saranno come lei. Ma per le urgenze degli italiani non avranno neppure un euro da spendere.

lunedì 21 settembre 2026

Tirata di somme

 


Ricapitoliamo per onorare la verità:

C'è un leader di opposizione, vituperato oltremodo da poteri forti - pennivendoli - balordi in cravatta, che ha ascoltato la base, sembra strano ma è così, e ha preso spunto dalle decisioni democratiche, parola oramai desueta, per annunciare i punti saldi del programma del Movimento 5 Stelle.

Giuseppe Conte, da tanti ridicolizzato solo perché vorrebbe scalfire ed abbattere l'attuale sistema consociativo composto da fregnacce per mantenere al potere i soliti noti, che portò all'Italia in dote 209 miliardi di PNRR, bene questo signore ha presentato i futuri punti del programma:

  • Stop alle armi all'Ucraina. Con le armi non si costruisce la pace. 
  • Il primato del diritto internazionale (A Taja' scansate!)
  • No al riarmo 
  • Stracciare gli accordi con Israele 
  • Annullamento di tutte le leggi bavaglio fatte dal Governo Meloni 
  • Tasse sugli extraprofitti 
  • Pene certe per corruzione 
  • Lotta ai conflitti di interesse (ancora oggi gli eredi del Puttaniere conservano il 30% di una banca e possiedono un partito politico ove pullulano condannati) 
Ora al di là di tutto è sacrosanto credere che con questi punti chiari molti che non votavano mai, soprattutto giovani, torneranno a votare, e stiamo parlando di un 15% - 20% 

Dall'altra parte molti schiferanno queste proposte e nella fattispecie 

  • Gran parte degli analfabeti funzionali (30% in Italia) affascinati dal forte di turno, quel generale in pensione che per disprezzo non nomino neppure. 
  • I lavoratori di Berretta e Leonardo 
  • Tutti coloro a cui piace tanto la pacchia attuale, fatta di evasione e di amici degli amici 
  • Tutti coloro che si abbeverano al nero perdi sempre, in ogni ambito della cosiddetta cultura - ciao core! - e in particolare: giornalisti peripatetici, starlette sul dirupo dell'anonimato, ciarlatani alla caccia del gettone di presenza in programmi mostruosi annebbianti la ragione. 
Il nostro Paese è da troppi anni preda dei cosiddetti poteri forti, in grado di affossare il sistema sanitario nazionale a scapito degli interessi di Ucci-Ucci grande assenteista parlamentare e proprietario di carta igienica definita da pochi "giornali", e la sofferenza si tocca con mano, checché ne dica la ciociara attualmente impegnata ad inseguire quell'ex generale in pensione che nuovamente non nomino, per disprezzo. 

E grazie al...

 



Non capisco le ragioni!

 


domenica 20 settembre 2026

Precisazione celeste

 



Cattiveria

 



L'Amaca

 

I colori della cronaca


DI MICHELE SERRA


Se vivessimo nel famoso "paese normale", nessuno si chiederebbe dove è

nato il ragazzino che ha accoltellato la prof a Roma, e di che colore è la

sua pelle. E nessuno si chiederebbe dove è nato il ragazzino che l'ha

soccorsa, e di che colore è la sua pelle. Staremmo discutendo di ragazzini

e basta; della loro fragilità e della loro esposizione alla violenza, che i

social trasmettono come i ratti e le pulci la peste; e della loro capacità di

empatia, per aiutare una vittima e neutralizzare un aggressore.

Invece ci tocca la classificazione etnica dei protagonisti, è il bianco

indigeno che ha offeso, è il nero importato che ha difeso; e in aggiunta ci

tocca la mesta analisi delle idee della prof, che ama Almirante e di

conseguenza "difende la razza", è a favore della remigrazione che è un

poco come essere a favore del ritorno del dentifricio nel tubetto, ma si sa

che tra l'ideologia e l'intelligenza non sempre c'è un nesso. Cosa che non

la rende meno vittima, quella prof, e meno degna di soccorso e di

solidarietà: ma oramai il quadro è avvelenato, niente è più leggibile per

come la realtà lo ha scritto, anni e anni di schifoso razzismo e di

disperato, affannato antirazzismo hanno trasfigurato le parole e gli

sguardi.

A parti invertite (il nero che assale, il bianco che difende) la storia

sarebbe diventata una bandiera per l'oscena propaganda razzista, che ha

piantato le tende, da anni, nelle prime pagine dei giornali di destra. La

sola risposta intelligente e civile sarebbe ignorare totalmente quel

criterio di giudizio. Non invertirlo: proprio ignorarlo. Non approfittare

del fatto che è stato il bianco a violare e il nero a proteggere. Mi chiedo se

ci siano ancora margini per farlo, e temo di no. La lettura cromatica degli

episodi di cronaca è di per se stessa una vittoria del razzismo.