giovedì 11 dicembre 2025

Fantasticamente

 



Dico, ma non lo trovate fantastico, meraviglioso, incredibilmente affascinante? 
Che cioè Dudi, il figlio di colui che per trent'anni ci afflosciò intellettualmente, durante l'Era del Puttanesimo, non curante di tutto quello che dovrebbe essere normalità, visto che in democrazia, di default, chi detiene un potere mediatico non dovrebbe avere influenze o possedimenti in politica - ciao core!- ha appena avuto la sfrontatezza di liquidare il fagocito Tajani dal perenne rutto libero, asserendo che servano forze e facce nuove nel partito azienda fondato dal babbo, assieme all'amico fraterno Dell'Utri colluso con la mafia.

Ma il nocciolo non sta nello sfanculamento del cacciatore di laute cene, bofonchiante e per l'anomalia di qui sopra pure ministro degli Esteri! 

Sta nell'incredibile dichiarazione di uno che dirige un enorme concentramento di potere mediatico chiamato Mediaset e che si permette il lusso di confermare l'appropriamento indebito di un partito politico; sta nell'affloscio democratico, nella stortura del potere, risiede nel conflitto d'interesse mai affrontato e combattuto da chicchessia. 

In questa nazione allo sbando un AD di una società con tre canali televisivi nazionali si permette il lusso di licenziare un segretario di partito perché considera lo stesso di sua proprietà, alla faccia di statuti, direzioni politiche, consigli, organi direttivi. 

E questa anomalia è la causa di tutto quanto sta infierendo sulle nostre libertà, sulla nostra dignità. 

E nessuno, dal Colle allo strapuntino di un'opposizione acefala obietta alcunché. Nulla di nulla! 

Che tristezza!   

Calendario dell'Avvento

 



Fate la carità!

 



Natangelo

 



Analisi

 

Ora è l’Europa che vuole esportare la democrazia
DI ELENA BASILE
Siamo di fronte a un’operazione di manipolazione propagandistica inquietante. Vi partecipano politici, accademici, diplomatici e giornalisti europei. La nuova dottrina militare di Trump è essenzialmente basata sulla registrazione del fallimento delle politiche neoconservatrici di esportazione della democrazia attraverso le guerre. Il presidente registra la sconfitta in Ucraina. Come ha affermato l’Alto Rappresentante estone, Kaja Kallas, si voleva smantellare la Federazione russa in una guerra che doveva continuare fino all’ultimo ucraino. Trump riconosce le ragionevoli e legittime preoccupazioni di sicurezza della Russia e pone fine all’espansionismo della Nato, alleanza militare che dopo il crollo dell’Unione sovietica nel 1991 è stata utilizzata in modo offensivo ad ampio raggio. Tutti ricorderanno le guerre in Afghanistan, Iraq, le Primavere arabe, il regime change in Siria, l’attacco alla Libia.
Trump afferma inoltre nella nuova dottrina, in continuità con Obama e Biden, che l’Europa deve pagarsi la sua difesa. Ha intenzione di smantellare la Nato? Non credo, nonostante il coro impazzito degli analisti occidentali. L’Europa sarà il braccio armato della Nato per interessi statunitensi. Gli Stati uniti si impegneranno in America Latina rivitalizzando la dottrina Monroe con metodi contrari alla più modesta parvenza di rispetto del diritto internazionale, e si concentreranno nel Pacifico per affrontare la sfida dell’unico rivale strategico: la Cina. Il partenariato con Mosca basato su interessi economici potrebbe servire scopi geopolitici: staccare Mosca da Pechino anche se il risultato appare improbabile. In Medio Oriente, che data la sufficienza energetica raggiunta dagli Usa, ha perso la sua centralità, Washington si propone una tregua armata basata sulla complicità di Turchia e amici sunniti.
La risposta delle élite europee a questo documento trumpiano è surrealistica. Non vi è nessuna reazione rispetto alla violazione del diritto internazionale e umanitario in Medio Oriente, dei diritti individuali massacrati con le esecuzioni extragiudiziarie in Venezuela e nel progetto neocoloniale in America Latina. L’attenzione è concentrata sulla mediazione con Putin e sulla fine dell’espansionismo della Nato. Siamo di fronte al paradosso: l’Europa continentale e mediterranea che si è opposta al Vertice di Bucarest nel 2008 all’inserimento di Ucraina e Georgia nella Nato, che si è dovuta allineare malvolentieri dopo il colpo di Stato a Kiev nel 2014 a una guerra che ha portato benefici energetici, economici e geopolitici agli Stati Uniti calpestando gli interessi economici ed energetici dei popoli europei e riducendo l’Ue ad appendice della Nato, dunque questa Europa, brutta copia dello Stato profondo statunitense espresso nei Dem e nei neocon repubblicani come Bush e Cheney, critica la dottrina Trump perché vorrebbe portare avanti, anche da sola, le guerre di esportazione della democrazia a interesse esclusivo del dollaro. La situazione è surrealistica. Sui giornali mainstream, intellettuali come Ezio Mauro o competenti giornalisti come Milena Gabanelli, si disperano individuando l’essenza dell’Europa nell’espansionismo della Nato e nella continuazione della guerra in Ucraina, nell’indifferenza delle vittime di una guerra di attrito il cui numero ha raggiunto cifre incompatibili con la nostra morale e civiltà. Nella manipolazione mediatica, a cui purtroppo si associano i rappresentanti delle maggiori istituzioni politiche e culturali europee, la difesa dell’Europa contro il post fascismo di Trump (di cui si nega la continuità con la plutocrazia del predecessori Clinton, Bush, Obama e Biden) sarebbe costituita dalla continuazione della guerra contro la Russia e per esportare la “democrazia/Nato” nel mondo. Salvare l’Europa dalla crescita delle destre che in Trump trovano un punto di riferimento, non significa ritornare all’umanesimo, ai valori di mediazione e dialogo, alla diplomazia e alla prevenzione dei conflitti, ma nella visione distorta delle oligarchie illiberali europee e di tutta la loro classe di servizio, si sostanzierebbe nella propaganda militarista, in Bruxelles che non alza bandiera bianca, nella militarizzazione delle coscienze, nelle guerre dei neocon.
Sembra di vivere un incubo. I naufraghi annaspano nella tempesta distopica. E, come in Approdo per noi naufraghi torniamo a chiedere, ai cantori dell’Occidente bellicista, neocoloniale e genocida, veramente volete questa società per i vostri figli e nipoti? Volete il riarmo e la leva obbligatoria, in un clima di insicurezza perenne e di tregua armata con Mosca? Questo è quanto volete salvare dell’Occidente, della nostra storia di civiltà e barbarie? Non l’Europa di Edgar Morin, potenza civile, ma quella delle lobby delle armi e di Israele, l’Europa guerrafondaia e appendice dell’imperialismo statunitense?

Cambiamenti

 

L’infiltrato
DI MARCO TRAVAGLIO
E niente: dopo Otto e mezzo mi ero convinto che Trump non conta più niente e sta per ritirarsi dai negoziati, mentre le sorti della guerra sono tutte in mano alla nostra bella Ue, che per essere proprio perfetta deve sposare l’Agenda Draghi (ove mai la trovasse), quindi scegliere finalmente “fra la pace e il condizionatore acceso”. Avevo già pronti gli spilloni e la bambolina col broncio e il ciuffo giallo del Puzzone per la macumba, così che, sparito lui dalla scena, la nostra Ue tornasse a rifulgere più bella e più superba che pria, d’amore e d’accordo con gli americani, che fino a Trump han fatto il nostro bene. Poi mi sono imbattuto, in fondo a pagina 8 di Rep, in un’intervista agghiacciante. Che mai dovrebbe uscire su un giornale perbene se funzionasse lo “scudo democratico” contro la guerra ibrida putiniana, ma pure trumpiana (che è la stessa cosa). Parla Cesare Maria Ragaglini, già consigliere diplomatico di D’Alema, Amato e B., sherpa di Prodi al G8, ambasciatore all’Onu e a Mosca. Incipit: “Nella storia non ricordo né guerre giuste né paci giuste. Sull’Ucraina serve un sano realismo, se vogliamo fermare questa carneficina”. Apperò. “Prima di Trump gli Usa non hanno mai amato l’Ue. Solo che prima c’era la Gran Bretagna che pensava a mettere i paletti a una maggior integrazione Ue”. Non quei fottuti sovranisti di Orbán&C: la mirabile Gran Bretagna. “L’Europa è stata in una posizione di totale sudditanza nei confronti degli Usa senza far valere i propri interessi geopolitici ed economici. Non ha mai assunto un’iniziativa diplomatica. Questa guerra, tornando indietro al 2014, si poteva evitare”. Oddìo.
E gli eroici Volenterosi? “Del tutto velleitari. Perché mai la Russia dovrebbe accettare delle truppe Nato in Ucraina quando l’ha invasa proprio per evitare che Kiev entrasse nella Nato?”. E gli europei? “Prigionieri del mito della vittoria ucraina, quando tutti sapevano che non sarebbe successo. Nel novembre ‘22 lo disse pure il capo degli stati maggiori Usa”, generale Milley. E ora? “Non si tratta di darla vinta a Putin, ma di leggere la situazione con realismo. Gli europei sono fuori gioco per l’oggettiva incapacità di proporre soluzioni concrete. Perciò Trump ci ritiene inefficaci nel fermare il conflitto”. E sul tavolo c’è un solo piano: quello concordato da Trump con Putin: “Se vogliamo arrivare alla pace dobbiamo tutti mettere da parte questioni non attinenti alla realtà … Alla fine quello che conta è un compromesso per finire questa guerra”. Ma gli euroatlantisti di Rep si sono accorti della falla nella sicurezza? Che aspetta chi di dovere ad arrestare il putribondo figuro e a organizzare una marcia riparatoria con bandiere azzurro-stellate e gialloblu? Guai se queste minacce di pace restassero impunite.

Il Bavoso Guerrafondaio

 

Il Bavoso, per compiacere la Caciottara, sta facendo una disgustosa propaganda bellicista, per inculcarci l’idea che la guerra è bella e necessaria.
Sfanculatelo in modalità Jingle Bells!