lunedì 10 dicembre 2018

Un eroe moderno



Un benemerito dell’era moderna, un vate a cui tanti, tantissimi, ogni giorno mandano buffetti ed affettività via web, dopo essersi persi in un groviglio caotico di cavi, sigle, connessioni, avendo davanti dei totem inattivi che nei propositi, nelle aspettative, dai pagamenti appena effettuati, si sarebbero dovuti trasformare in modem, stampanti, mouse. Ma questo benefattore tramite il suo sito, visitato da circa 700mila persone al giorno che gli permette di fatturare circa 3 milioni di euro all’anno, riesce a rianimare, a far ritornare dall’oscurità, dai meandri della nostra ignoranza tecnologia, i tanto amati gadget ultramoderni, riappacificando menti e scacciando probabilissime blasfemie, frutto di non accensioni di led, di agghiaccianti silenzi mediatici.
Un immenso grazie a questo ventottenne, il cui nome è appunto sinonimo di misericordia: Salvatore Aranzulla!

Così, tanto per dire!



Chiaro che i giornali ieri abbiano messo giustamente in risalto la tragedia nella discoteca di Ancona; ma il posizionamento nelle pagine interne dei vari articoli, fa insospettire molto sull’agire corretto o meno dei giornaloni qui ad Alloccalia. Da un lato la grande evidenza ai Si Tav organizzato dalle madamin in cachemire, con servizi nelle pagine più importanti dei quotidiani; dall’altro il No Tav messo in soffitta, a pagina 12 per Repubblica. 
Le grandi opere falliche del precedente e, per fortuna, logorato potere, costituiscono l’ultimo tentativo di auto-alimentazione per non soccombere; basta guardare al veneziano Mose, con tutti gli sperperi prodotti e l’inefficacia manifestata ancor prima di entrare in funzione, infatti andrebbe già pesantemente manutenzionato. Il Tav finirebbe allo stesso modo: un’opera costosissima ed inutile, fuori dal tempo, da ogni logica. Solo un pretesto, un appiglio, un barlume per chi ancora non demorde, sperando in un’ennesima cuccagna, con Chiamparino, i giornaloni e le madamin a tenere l’albero e le baggianate insufflate in aere ad hoc (tipo le inesistenti penali, l’avanzamento dei lavori, a zero visto che per ora si è solo scavato un tunnel geognostico a titolo d’indagine tecnica) per abbacinare i già fin troppo storditi allocchi.

venerdì 7 dicembre 2018

Ancora sulla distruzione


L'avevamo predetto, l'abbiamo vissuta in questi anni, maledetti: siamo arrivati alla fine di un progetto squallido, infingardo, letale, pensato, contro ogni previsione riguardo alle sue capacità neuronali, architettato, messo in opera dal più grande bluff degli ultimi lustri, il patetico Giullare di Rignano. Egli e la sua pletora sono riusciti ad annientare tutto quanto fu conquistato con fatica e sudore da persone rette e sagge, tramandato a questa generazione di inetti, senza alcuna morale, senza alcuna dignità. E'stata distrutta la sinistra attraverso un piano coordinato e tramandato dal Grande Maleficio, colui che per vent'anni ha guidato la nazione nell'Era del Puttanesimo, pagando per un certo periodo anche tangenti alla mafia. 
L'Egoriferito del Giglio Magico ha elargito fendenti morali che alla fin fine hanno tramortito la sinistra: Jobs Act, annullamento dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, aiuti svergognati alle banche, norme e leggi ad uso e consumo di Confindustria, tentativo, per fortuna evaporato, per riformare la Costituzione per una scellerata epopea d'ingiustizia. 
Fiero di averlo annusato, di non essere cascato dentro il fatal abbraccio, assisto inorridito all'ultimo atto, il gran finale: l'empio infatti aveva organizzato la trappola quasi perfettamente: due candidati, Minniti e il poveretto Martina, alla segreteria del partito in modo che Zingaretti non potesse arrivare al 51%, con l'obbiettivo di far eleggere il segretario dall'assemblea ancora in mano ai cosiddetti renziani. 
Per fortuna Minniti, inaspettatamente, ha sfanculato questo insano progetto, aprendo la possibilità che i nefasti proseliti del Pifferaio scappino dalle macerie del PD per formare un nuovo progetto politico, finalmente alla luce del sole, ossia di centrodestra come sempre sono stati questi vandali democratici. 
Le macerie della sinistra faticheranno invano a riunirsi, a ritrovar energia e pensiero, visto il cataclisma che li ha travolti in questi ultimi e deleteri anni. 
Tolta la maschera di uomo di sinistra, ricordo ancora con dolore quando l'inetto proferì la parola "compagni" durante una riunione di partito, deposta la sceneggiata di essere "uno di noi", il Ballista per antonomasia si presenterà per quello che da sempre è stato, checché ne scrissero, adulandolo, i suoi giornaloni: una prosecuzione del puttanesimo in revisione 2, per accorpare potere in mano a pochi e baggianare, sbertucciare molti, divenuti nel frattempo allocchi grazie al piano di imbecillimento, subliminale, che il Padrone Pregiudicato dell'Etere ha perseguito scientemente per anni, rimbambendo generazioni di oramai molluschi scarsamente intellettivi, date un'occhiata ai vispi e ringalluzziti francesi in giacchetta gialla per crederci.  

Profezia




"Venne un Guitto mandato da Silvio, il suo nome era Matteo. Veniva per distruggere un ideale, una forza politica, un sentimento popolare d'intralcio ai suoi grandi amiconi da sempre indaffarati a raggranellar moneta alle spalle degli allocchi sparsi in ogni dove."
(Antica Profezia post Era del Puttanesimo, preludio dell'Era del Ballismo - Fonte Anonima)

Ah però!