mercoledì 8 marzo 2017

Scrive


Di seguito uno scritto di Ezio Bosso appena scaricato dal suo profilo Facebook 


"Me lo state chiedendo in tanti...
Cosa sta succedendo?

il ritmo si rallenta
Lo vuole il corpo 
E non è facile da accettare
fa anche un po' paura
Quando hai fatto tanto

Ma la musica me lo insegna
è un opportunità
Per darle il tempo di rubar tempo
Per amare con dolcezza
e La dolcezza non va veloce
E le carezze sono lente

Ad agio col dire con agio
Per stare bene
non è fermarsi
E non ti fermi

E non esiste troppo o troppo poco

E impari ancora e ancora
E le stanze vanno un po' meno in giro
Ma non finiscono mai

E dove le dita finiscono
Torna la bacchetta (che è magica) e la tua natura

Ci vediamo a Lucerna con chi vuole... 
E' un posto importante per me
Voluto da chi mi ha insegnato tanto
da chi ha illuminato questo cammino
Dicono sia una stanza col suono più bello al mondo
Sicuramente il suo suono è lì
Portiamo il nostro 

di lì iniziamo
e con dolcezza fino a dove arriviamo
Perché ancora ricominciamo...

andando per tornare
Si tornando per andare"

Il ritorno



È tornata, con la sua freschezza, acqua e sapone, utile anche per lavare impercettibili macchie frutto più di inesperienza che di cattiveria. È tornata per insegnarci nuovamente la strada, per gettare via, anzi rottamare, lo stantio, l'obsoleto della precedente politica, nella quale svettava come primadonna, madre di tutti coloro che agognavano il rinnovamento. Tutto nel frattempo è cambiato, il popolo non l'ha capita, ha gettato alle ortiche il suo nobile progetto di donna illuminata, di amica degli dei. 
È tornata a parlare, stella cometa del renzismo, fulcro vitale del nuovo che al Lingotto nel prossimo weekend strabilierà l'intera nazione, allorché il Profeta figlio del su' Babbo, presenterà la nuova strada salvifica, il ritorno ad un pensiero di sinistra utile solo, così parrebbe, per rimanere in sella. Ed è tanta la gioia di rincontrare il suo sorriso che rivedendo il video qui sotto allegato, tanto irriverente alla Storia, giubilo pensando "meno male che in quel momento del 2016 scherzò!"

Il ritorno dei morti viventi


Atterrisce, sgomenta, fa venir voglia di rieducazione morale, la vicenda dell'ennesimo scempio sui malati, del polo oncologico di Loreto Mare, a Napoli, dove pare che il primario Francesco Rizzo, nipote dell'ex ministro De Lorenzo, colui che vent'anni fa in un'ignobile commedia tragica aveva dato adito a tutti noi comuni mortali esenti da guapperie, di spaccare vetri e quant'altro quale segno di un'incazzatura nei suoi confronti, tanto fu lo sdegno indicibile per le malefatte compiute assieme all'altro bastardo Poggiolini (con signora), ebbene oggi il suo nipotino parrebbe anch'egli essere dedito al malaffare, assieme alla moglie Giulia Di Capua, la quale possiede una società, la Gimed, intermediaria nell'acquisto di apparecchiature per la cura di tumori. Il prezzo con cui il polo acquistava i macchinari veniva gonfiato, pare, del 75% che finivano nelle tasche dei due piccioncini e dei loro sodali.
Speculare sui malati di tumore. Che altro ci può essere di più mefitico nella storia dell'umanità?
Ma lo spettacolo, sicuramente, continuerà: in primis non sono stati arrestati, ma spediti ai domiciliari, nella loro splendida, si suppone, casetta. Adesso partirà ineluttabilmente il carosello degli avvocatoni, le dichiarazioni d'estraneità ai fatti, le lacrime, i tempi che s'allungheranno per cavilli di aitanti azzeccagarbugli, minuzie di testi di codici, fino all'arrivo benedetto dalle genti della dea Prescritta, tanto amata da faccendieri, omuncoli, sguatteri senza ritegno, malware di questa nostra società, sempre più immersa in un liquido tendente al letame. 
Se le accuse verranno confermate, se la giustizia riuscirà a fare il suo corso, a personaggetti (cit.) come questi, incuranti dell'incurabilità di certi mali e del conseguente strazio di pazienti sfiniti dal dolore, sarebbe giusto espellerli per sempre dalla società, indegni come sono di relazionarsi con le cosiddette persone perbene a volte, a dire il vero, scambiate più per coglioni.

martedì 7 marzo 2017

Okkio!


Ma andate a cagare!!!

(Scusate, non è per voi. Siccome però da oggi è ufficiale che la Cia spiava e spia milioni di persone nel mondo, se per caso controllassero anche me, li saluto così!)

D'altronde profeta Eugenio Finardi lo cantava già nel 1976:

"La C.I.A. ci spia e non vuole piu' andare via
la C.I.A. ci spia sotto gli occhi della polizia
la C.I.A. ci spia e non vuole piu' andare via"

Non per le mie orecchie


Capita a volte che Virgin Radio sparisca dalla sua frequenza ed io rimanga solo con la manopola in mano, alla ricerca di qualcosa che possa sostituirla decentemente. 
Di radio che trasmettono solo rock, purtroppo, non ce ne sono altre. Di conseguenza, in ufficio, mi tocca sperimentare altre realtà radiofoniche, tendenzialmente rivolte al pop, di cui, me ne dolgo, non sono un grande ammiratore.
Stamani, durante l'assenza di segnale, ho ascoltato una canzone nuova dell'aggiustatore di rime Max Pezzali, che scrive in versi come io l'aramaico. Poi è arrivato lui, Gigi D'Alessio l'istigatore di acufeni che al confronto sono migliori della sua insalata di note. Indi Robbie Williams, sdolcinato ed incolore interprete di come il mieloso può rendere sdolcinato persino il curaro. Ogni tanto smanopolavo alla ricerca di Virgin, ma l'emittente latitava. E siccome senza note musicali al lavoro mi sento fuori luogo più che Chico Marx in una tragedia Shakespeariana, ho rimodulato con la speranza di cogliere qualcosa, per me, di decente. 
Nulla da fare: alcuni frequentatori dell'ultimo Sanremo, levati immediatamente di torno per il bene delle mie coclee, alcuni gruppi pop scatenanti voglie di erigere pannelli anti acustici e tutta la massa degli incontinenti musicali, tendenti al romantico con gradazioni autolesionistiche. 
Infine, tra giubilo e commozione, ecco ripresa la sintonia! Un piacere immenso, un'amaca per le mie orecchie, una saporosa rivitalizzazione sinaptica, tra U2, AC-DC e Rolling. 
Viva sempre e per sempre, il Rock!      

Compleanno


Il 6 marzo di 542 anni fa, nasceva in quel di Caprese uno degli uomini per cui riusciamo ancora oggi, nonostante tutto e tutti, a credere nell'ingegno, nell'Arte e nella relativa bellezza, pur restando mistero indissolubile come abbia potuto raggiungere cime tanto alte, inviolate ed in seguito mai più violate.

 

Quasi mile giorni