venerdì 9 gennaio 2026

Riepilogando

 

Morituri te salutant

Le parole e le azioni di Trump non hanno neppure bisogno di un traduttore simultaneo. Le ripete uguali fin dal primo mandato. Tutto quello che gli serve è suo, le regole non esistono, contano solo gli affari per cercare di salvare l’ex impero Usa in rotta: dazi, energia, minerali, IA. Il mondo bipolare crollò col muro di Berlino, quello unipolare a trazione Usa è sepolto, ora le potenze Usa, Cina e Russia si tengono le proprie aree di influenza senza pestarsi i piedi, anche se per definirle i piedi se li pestano eccome. Ma l’America Latina come “cortile di casa” non l’ha inventata lui: accomuna tutti i presidenti dalla notte dei tempi. Trump per ora non fa guerre, perché disturbano gli affari, costano vite e quindi voti, e gli Usa le perdono sempre da 79 anni. Trump fa blitz e raid mordi e fuggi per prendersi subito quel che gli serve, senza preoccuparsi del dopo: Somalia, Iraq, Iran, Yemen, Siria, Nigeria, Venezuela, domani chissà. L’uomo, anzi il bandito, è imprevedibile, ma il trend è prevedibilissimo: il cortile di casa, che lui estende all’Atlantico, all’Artico, all’Europa centro-occidentale e a un pezzo di Medio Oriente, è roba sua. Non perde neppure il tempo a indorare la pillola – come i predecessori, guerrafondai e pure ipocriti – con la difesa e l’esportazione della democrazia, il diritto internazionale e altre fiabe per sepolcri imbiancati. Infatti a Caracas lascia il regime madurista senza Maduro (altro che regime change): purché faccia quel che dice lui. È tutto orrendo, ma non nuovo. Gli Usa sono il più longevo Stato canaglia dei tempi moderni: da Hiroshima e Nagasaki in poi, hanno il record mondiale dei morti ammazzati e delle violazioni del diritto internazionale.

In questo quadro fanno quasi pena i nanerottoli europei: chi pigola ruggiti pensando di spaventarlo e chi si mette a vento pensando che esista ancora un Occidente di alleati e non di sudditi. Mentre il mondo va da tutt’altra parte, questi ominicchi travestiti da “volenterosi” cianciano di truppe a Kiev e di articolo 5 Nato per difendere l’Ucraina (che non ne fa parte) ed eventualmente la Groenlandia (ma per dichiarare guerra agli Usa serve il voto degli Usa). Credono ancora che gli Usa abbiano finanziato per 80 anni la difesa europea per difendere noi, anziché i loro interessi. Temono che Trump se ne freghi dell’Europa, che invece gli serve più che mai, ma la dà per scontata (infatti non ritira un marine né un missile dalle basi). Per non contrariarlo, si guardano bene dal promuovere una difesa comune spendendo meno e in loco. Si arrendono su su tutto ciò che non ci conviene: gas, dazi, armi, tasse alle Big Tech, chiusura a Cina, Russia e Brics. E lo sabotano sull’unica cosa che ci conviene: il negoziato sull’Ucraina. Dio acceca chi vuole perdere.


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