lunedì 5 gennaio 2026

Concordo pienamente

 

Su Facebook il pensiero di Lorenzo Tosa dice tutto. Perfettamente.

Non so voi, ma io mi sarei rotto abbastanza le gonadi - per usare un francesismo - di tutto quel destrume che da due giorni inneggia a Trump e attacca chiunque a sinistra non si allinei al clima di giubilo generale.
Così ho deciso di rispondere una volta per tutte a tutte le sciocchezze sesquipedali che ho letto e sentito nelle ultime 36 ore.
Perché davvero non se ne può più di tanta ignoranza e tale ipocrisia tutta insieme.
Pronti? Via.
“Dopo aver marciato per Gaza, adesso la sinistra scenderà in piazza per difendere Maduro…”
No, gentili analfabeti funzionali. Nessuno sano di mente scenderà in piazza per difendere Maduro, che considero (e così il 99% della sinistra) un criminale e dittatore da prima che la stragrande maggioranza di voi ne conoscesse anche solo il nome o sapesse collocare il Venezuela su una cartina geografica. Ma conosco abbastanza le basi del diritto internazionale da sapere che non spetta né a Trump né a nessuno Stato estero bombardare città, rovesciare regimi e sequestrare Presidenti. E in tutto questo - già che ci siamo - non c’è nulla né di “legittimo” né men che meno di “difensivo”.
Per le responsabilità politiche e penali esiste una cosina chiamata comunità internazionale e tribunali penali sovranazionali.
Esatto, quegli stessi tribunali che la destra calpesta e umilia un giorno sì e l’altro pure.
“E allora come mai la gente in Venezuela festeggia? Eh, eh?”
Festeggia perché in larga parte non sopportava più l’orribile regime di Maduro, come in qualunque Paese l’opposizione interna festeggerebbe la fine di un sistema politico sgradito. Ma questo non rende né Trump un eroe - semmai quello è un effetto collaterale - né il golpe americano politicamente e giuridicamente accettabile.
Apre solo la strada a un mondo in cui vige la legge del più forte e chiunque un domani potrà fare lo stesso ovunque riterrà di averne un tornaconto politico ed economico, a cominciare dagli stessi Usa in Groenlandia, la Cina a Taiwan e Israele in Palestina (ah no, quello succede già da 50 anni…)
“Eh ma Maduro è stato arrestato per narcotraffico…”
Tanto per cominciare, Maduro non è stato ‘arrestato”, è stato sequestrato.
E l’ultima cosa che interessa a Trump è combattere il narcotraffico (con cui, sia chiaro, Maduro ha dei legami), non a caso appena un mese fa il nuovo boss mondiale ha gentilmente graziato Juan Orlando Hernández, ex presidente dell'Honduras condannato negli Stati Uniti a 45 anni per aver controllato quello che era a tutti gli effetti un narcostato. Ma Trump allora, casualmente, non ebbe nulla da eccepire.
E ancora scrivono convinti di dire qualcosa di intelligente:
“Ma qualcuno crede davvero al diritto internazionale? Mentre voi state lì a parlare di diritto, Trump ha agito e liberato il Venezuela”.
Gulp!
Trump non ha liberato proprio nulla. Ha semplicemente rovesciato un regime a lui scomodo per sostituirlo con uno a lui comodissimo, ovvero quel genere di regime che gli permetterà di mettere le mani indisturbato sul 18% del petrolio mondiale. Alla faccia dell’eroe…
E no, su questo avete ragione, non è nulla di particolarmente nuovo: è quello che gli Stati Uniti fanno da 80 anni in America Latina, in Medio oriente e nel Sud Est asiatico (qui è andata un po’ meno bene) senza che nessuno battesse ciglio. Trump lo fa solo in modo molto più aggressivo, delirante e alla luce del sole. Autoproclamandosi pure “pacifista” per gli stolti che ancora ci credono.
“Se gli Stati Uniti non avessero fatto lo stesso con Hitler oggi parleremmo tedesco”.
Come se il nazifascismo, in particolare dal 1943 in poi, possa essere anche solo lontanamente paragonato per impatto, minaccia, brutalità, orrore, enormità storica al Venezuela di Maduro. Roba da matti.
Senza contare che a dirlo sono spesso gli eredi in linea diretta di chi stava orgogliosamente dall’altra parte degli americani. E se fosse stato per loro, di Hitler avremmo pure i monumenti…
Mi sembra sia tutto, per ora.
Adesso, gentili meloniani, leghisti, trumpiani, trumpini, cheerleader, se volete fare la grazia di aprire anche solo per sbaglio un Bignami di scienze politiche, diplomatiche, diritto internazionale, almeno ci risparmiate la vostra crassa, conclamata, intollerabile ignoranza. Perché costa a noi tempo e fatica smontarla.
E ha un prezzo incalcolabile, insostenibile, per la democrazia.
Grazie.

Nessun commento:

Posta un commento