venerdì 11 settembre 2026

Al lupooo!

 

I rindronati 


di Marco Travaglio 

L’“attentato a Zelensky” col “drone russo che ha quasi colpito il suo aereo” ha riempito giornali, tg, siti e social per poi sgonfiarsi subito come un soufflé abortito. Intanto il “quasi colpito” somiglia tanto al “quasi gol” di Nicolò Carosio. E soprattutto a smentire tutto ha provveduto il governo di Kiev (“allarme esagerato”), una volta tanto in sintonia col Cremlino (“allarme inesistente”). L’unica certezza è che uno dei tanti droni della guerra in Ucraina ha sconfinato in Moldova prima di precipitare a 160 km dall’aeroporto dove Zelensky attendeva il decollo. Del resto Putin dovrebbe essere impazzito se volesse farlo fuori proprio ora che non è più il cavaliere senza macchia e senza paura, ma un leader screditato da scandali, disastri al fronte, arruolamenti forzati e attacchi di rivali molto più amati. Ma il fatto che a diffondere la “notizia” sia stato il premier norvegese, capo di uno dei governi più ostili ai negoziati, la dice lunga su chi e perché sparge allarmi sulla minaccia russa all’Europa proprio mentre si riaprono spiragli di dialogo.

Giusto un anno fa, il 1º settembre 2025, l’aereo che portava la von der Leyen e la sua lacca in Bulgaria atterrò con 9 minuti di ritardo. E subito scattò l’allarme rosso, anzi russo. La sua portavoce sparò: “Secondo le autorità bulgare, è stata una palese interferenza della Russia. Siamo abituati alle minacce, una costante del comportamento ostile della Russia”. Purtroppo il ministro dell’Interno bulgaro Mitov la smentì: “Escludo categoricamente un attacco informatico”. E i siti di tracciamenti aerei certificarono “la buona qualità del segnale Gps dal decollo all’atterraggio”. Ma il Circo Togni dei bufalari&boccaloni, da Picierno a Calenda, da Sensi al Giornalone Unico partì in quarta. Corriere: “Ursula, l’aereo in tilt: la pista russa”. Rep: “Nel mirino dei russi il jet di Von der Leyen”. Sole 24 Ore: “Ombre russe sul volo”. Stampa: “Putin-Europa, il fronte dei cieli”. Messaggero: “Sabotato il volo di Ursula. L’Ue: ‘Sono stati i russi’”, “La ‘Guerra fredda’ del Gps minaccia gli aerei europei”. Giornale: “Putin minaccia i nostri aerei”. Domani: “I sospetti Ue: ‘Interferenze russe’”. Macron riunì d’urgenza i mitomani Volenterosi: “26 Paesi sono pronti a inviare all’Ucraina forze armate nei cieli, nei mari e a terra”. Poi, il 5 settembre, la portavoce della Von der Leyen dovette smentire l’attentato. Probabile che a mandare in tilt la strumentazione fosse stata la lacca di Ursula. Oggi resta da capire chi abbia lanciato quel drone in Moldova sbagliando clamorosamente mira. Ma un recente scoop di Rep può aiutare a capire: “Putin arruola ciechi e sordi”. Sarà stato un pilota di droni non vedente col bastone bianco e il cane guida.


giovedì 10 settembre 2026

Natangelo

 



Vien da commuoversi


 

Caro Maestrone

 

Devo confessarti, Maestrone, di aver acquisito un retrogusto amaro nell'apprendere le tue ultime volontà, non tanto per la divisione penalizzante, diciamo così, di "Culo Dritto", tua figlia, al secolo Teresa. Non dovrei dirlo, ma forse Pavana sarebbe dovuta toccare a lei: scusa l'intromissione, ma la penso così.

Ma non è questo che mi provoca una strana sensazione amareggiante. No, ci mancherebbe. È un altro aspetto, tipico di noi idealisti palesemente sconfitti.

Premesso che è giusto e sacrosanto che nella tua luminosa carriera tu abbia guadagnato, e tanto, con le tue poesie musicali e i tuoi saccenti libri, resta il fatto — ecco il nocciolo — che questo tuo patrimonio, stimato dai 6 ai 10 milioni di euro e comprensivo di innumerevoli case sparse tra Bologna e Roma, stride un pochetto con certi tuoi versi indimenticabili che ora non ho voglia di elencare, ma che sono tanti.

Certamente non sognavo di apprendere che ci hai lasciato povero in canna, sia chiaro.

Ma il retrogusto di cui sopra, forse — e mi permetto nuovamente di interagire con gli affari tuoi — sognava dell'altro, perché sai bene che i sogni sono il pane fragrante della vita: che so, un terzo alla tua seconda moglie, un terzo a Teresa e... un terzo al popolo cubano!

Ma sono solo fregnacce, queste, Maestrone! Ognuno decide e agisce come meglio crede, e gli altri dovrebbero non dir nulla di nulla in merito, a meno di non aver mai ascoltato...

"Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione
Un treno di lusso, lontana destinazione
Vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori
Pensava al magro giorno della sua gente attorno, pensava a un treno pieno di signori"

Buon riposo Maestrone!


Commenti sul ddl

 

Il ddl Antisemitismo protegge solo Israele: la sinistra non lo voti


di Tomaso Montanari 

Se passasse il ddl “Antisemitismo” che ieri è approdato alla Camera, si potrebbe proibire una manifestazione “in base alla probabilità di grave rischio” di comparazione delle politiche di Israele a quelle della Germania nazista, perché questo paragone rientra tra gli atti di antisemitismo, secondo la screditatissima dichiarazione dell’IHRA che ora si vuole adottare come ‘legge’. Il problema non pare che Netanyahu e i suoi assomiglino oggettivamente sempre di più ai nazisti: ma è dirlo. Dalla scuola alla polizia, un nuovo catechismo morale verrebbe a stroncare la libertà di espressione prevista dalla Costituzione, e un’intollerabile ipocrisia userebbe le vittime della Shoah per negare giustizia alle vittime di Israele. Se c’è davvero, oggi, un pericolo grave per gli ebrei è la deriva etnico-nazionalista di estrema destra per cui questo Israele criminale non solo è ormai uno Stato ebraico, ma vorrebbe accreditarsi come l’unico rappresentante dell’ebraismo mondiale. Non per caso a proporre questa legge è, in Italia, una destra ancora antisemita e fascista, ma incondizionatamente sionista.

Come ha scritto Luciano Belli Pace, “importanti esponenti delle comunità ebraiche, anche davanti al ‘folklore’ fascista, non solo si voltano dall’altra parte per non vedere la regressione, ma arrivano a ‘kasherizzare’ il partito della Meloni, eleggendolo a baluardo contro l’antisemitismo becero diffuso nelle componenti più radicali della sinistra antisionista e apprezzandolo come un prezioso alleato di Israele. Assistiamo a un rinnovato commercio delle indulgenze: tu appoggi incondizionatamente Israele (rectius, la destra sovranista e con componenti fasciste e razziste che in questo momento governa Israele) e noi in cambio certifichiamo il tuo inesistente approdo antifascista”. Di fronte a tutto questo non ci possono essere dubbi o astensioni: il grande mondo della sinistra che manifesta a Montecitorio non voterà per partiti che non dicano un chiaro e netto ‘no’ a questo scempio. E ha sacrosanta ragione.

Popolo bue

 

Abolire il popolo bue 


di Marco Travaglio 


Siccome l’AfD avanza in Germania e minaccia di contagiare l’Europa, le menti più fulgide del giornalismo italiota vogliono portarsi avanti col lavoro e aprirne una filiale anche qui. Stiamo parlando di Polito El Drito, Sambuca Molinari e il rag. Cerasa. Qualcuno obietterà che non ce la possono fare, perché non se li fila nessuno. Ma loro non lo sanno e s’impegnano a diffondere le posizioni più assurde e detestate dagli elettori, per portarli alla disperazione che in Sassonia-Anhalt li ha spinti a votare Afd. La parola d’ordine del rag. Cerasa sul Foglio è “svuotare i populismi con più Europa”, più riarmo e più Ucraina: come curare l’obesità con più grassi e la cirrosi epatica con più alcol. El Drito invece vuole convincere gli elettori di AfD, tutti suoi assidui lettori, che non hanno capito niente, sennò non voterebbero così: “Le nuove destre scacciano anche le migliori idee sulla base del semplice fatto che sono condivise dall’establishment”. Che, essendo depositario delle idee migliori, non deve fare autocritica per non averne azzeccata una, ma perché “non siamo stati abbastanza bravi da spiegare perché abbiamo ragione”. Gli viene anche il dubbio se “abbiamo davvero ragione”, ma è solo un attimo, poi torna a sgridare i beoti perché non capiscono niente delle migliori idee delle élite: tipo spendere centinaia di miliardi in armamenti anziché finanziare il Welfare e farci pagare bollette doppie o triple per fare un dispetto alla Russia. Ergo basterà spiegargliele meglio e il popolo bue ritornerà all’ovile.

Casomai l’elettore titubasse ancora e gli servisse un’ultima spinta per votare l’ultradestra, gliela dà sulla Stampa Sambuca Molinari, quello che sta con l’invasore buono Netanyahu, ma sull’invasore cattivo Putin non transige, anzi lo vede pure sotto il suo letto. Per lui il voto tedesco dimostra che “Putin sfida l’Europa su tre fronti della stessa guerra”: l’invasione in Ucraina; i “partiti filorussi” annidati dappertutto con “lo stesso obiettivo dei soldati russi: fermare il sostegno a Kiev e far implodere Ue e Nato”; “i sabotaggi e gli sconfinamenti di droni non identificati” che, non essendo identificati, sono russi perché lo dice lui. Segue una lunga lista di partiti di destra, di sinistra e post-ideologici come i 5Stelle che, siccome non piacciono a lui, devono per forza essere pilotati o finanziati da Putin. Le prove non sono i bonifici in rubli (mai trovato mezzo), ma “le stime dell’intelligence Usa” (che notoriamente se ne intende, visto che finanzia da una vita i partiti amici e ogni tanto pure qualche golpista e stragista) e i programmi di “opposizione al sostegno a Kiev e alla coesione Ue-Nato”. Cioè i veri motivi per cui la gente vota così: non perché non capisca le idee delle élite, ma perché le capisce benissimo.

mercoledì 9 settembre 2026

Modello

 


Siamo un modello nel mondo onnivoro per il fatto che il figlio del presidente del senato ottenga l’incarico di presidente ACI a circa 200mila euro all’anno. E che si chiami Geronimo!