martedì 5 ottobre 2021

Incontri casuali




La non politica vince

 Testardamente continuo a credere nella buona politica, ovverosia quel mix d'impegno, d'ingegno, di scelte utili ed essenziali per il comune cammino su questo pianeta. Ammetto però che questo ideale esista oramai soltanto nell'immaginario comune delle persone per bene, dedite alla convivenza civile, sulla carta insomma. Guardando attorno con sguardo di pernice, noto infatti un imbarbarimento continuo, costante, ossessivo. 

Partiamo dalla Calabria: non dovrebbe spingere ad entusiasmi l'eclatante vittoria del candidato di Farsa Italia, tutt'altro; dovrebbe generare cautela, sintomi di panico, per l'ovvio avvicinamento di molti pii devoti ad Al Tappone con la malavita organizzata, che convoglierà l'affarismo ruspante e deleterio, probabilmente, nei meandri della casa pubblica calabrese. 

Altro punto dolente, la vittoria al primo colpo di Beppe Sala, leggasi infatti l'avanzare di una sinistra dedita al mix mefitico con le altre sponde, quell'accozzaglia che genererà il solito effluvio di cemento addobbato a festa, per ossequiare quel finto dogma che accosta la modernità allo scialacquio di risorse fagocitante ambiente e spazi verdi in nome appunto del progresso - tanto poi nella Milano da bere gli alberi li piantano sulle terrazze, come il bosco verticale testimonia. -

M5S: una debacle storica, un salto indietro colossale, una figura miserrima. Hanno stancato, perdendo la sana verve che li contraddistingueva dalla marmaglia appassita; si sono seduti miseramente su ciò che oramai è rimasto degli storici anatemi lanciati verso la casta, attualmente divenuti soltanto slogan patetici e borotalcati. Serve, a mio parere - quello di un ex aderente - il saluto finale agli imbolsiti e ingurgitati fetecchie alla Bibitaro, e il ritorno di cavalli di razza alla Di Battista per intenderci. Urge che Conte ridipinga la casa comune, in fretta, aprendo le porte al PD che conta, quello esclusivamente di sinistra vera, ammesso che ancora esista. 

Post fascisti: stanno emergendo, come l'ascesa di Sora Cicoria testimonia. Il pericolo immane è che riescano a farsi identificare con l'idea di cambiamento, di moralità, di pulizia, di rinnovamento, che sta a loro come Merisi alla vita integerrima. La caduta del Movimento 5 Stelle agevola lo scambio d'identità, per lo sdoganamento di ciò che è ancora un partito accogliente nostalgici fascisti; in soldoni, un vero pericolo per la democrazia.

Cazzaro: è stato e rimarrà per sempre un Cazzaro con la famigerata Bestia dimezzata. E noi godiamo alla grande per questo sano ridimensionamento. 

Draghi: in tanti auspicano che salga al Colle, lo stesso stesso oggetto del desiderio del Tappo erotomane. Mario tentenna perché dal suo punto di vista è molto meglio continuare a fare il premier, visto l'enorme massa di denaro in arrivo da Bruxelles. L'ascesa implicherebbe un nuovo premier: Giorgetti? Uno dei suoi scudieri? 

Intanto nelle ceneri insonorizzate Pierferdinando cova, cova, cova. Franceschini e la Vien dal Mare anche loro sognano e agognano.

Per il resto è la solita monotona corsa ad accaparrarsi previlegi e prebende.    

 

Botta e risposta

 


lunedì 4 ottobre 2021

Missione compiuta!

 


Suonino le campane a festa, la tavola si riapparecchi perché, stando agli exit poll, Virginia Raggi non sarà più sindaco di Roma!
Ce l'hanno fatta! Complimenti di cuore a tutti coloro che per cinque anni hanno travisato la realtà, che li faceva soffrire tremendamente, al fine di evitarne la riconferma.
E' stata derisa, insultata, è stata fatta passare come una divoratrice di uomini (ricordate il titolo di quell'opuscolo ignobile che chiamano "Libero" a firma di quel poveretto di Feltri che a nove colonne sbraitava "Patata Bollente"?) un'inetta, pazza, poco di buono, incompetente, le è stata addossata la colpa dei rifiuti lasciati allo sbando per le vie della capitale, di competenza invece di fi-fi Zinga e della regione Lazio, l'hanno incolpata di aver macchiato il prestigio della nazione non volendo le prossime olimpiadi, generanti normalmente debiti per decine di miliardi, hanno sorvolato sul fatto che Atac l'azienda dei trasporti fosse al collasso finanziario al tempo del suo arrivo al Campidoglio, e che con quel baratro nessuno avrebbe potuto far granché se non cercare di rientrare degli scellerati debiti delle passate amministrazioni; l'hanno boicottata in ogni dove, l'hanno combattuta aspramente perché con lei i contratti si contraevano legalmente e non in modalità volemose bene del passato buio e trasudante olezzo mafioso; l'hanno calunniata, persino coloro che andarono dal notaio, guidati da mano e (poca) mente ebetina, per sfanculare quel "poco di buono" di Marino, della stessa pasta di Virginia, perciò tendente alla legalità.
Or dunque Virginia passa la mano e d'incanto vedrete che sia il pappagorgia Gualtieri che l'araldo del fasciodestrismo Michetti, percorrenti con tonalità leggermente differenti lo stesso sentiero luminoso, in termini di rimpatriata dell'azienda degli affari, saranno vezzeggiati, coccolati, agevolati da quella forma insalubre di serventi lor signori che ancora molti hanno il coraggio di definire giornalisti.
E' tempo di resa, di retrovie, di deporre le voglie di cambiamento. Roma tornerà quella di un tempo, per il bene di pochi e l'imbambolimento di molti.

Deridenti

 


L'ennesima scorpacciata di derisione s'abbatte sui poveri coglioni, che siamo noi, con lo scandalo del Pandora Papers, ovvero la canagliata dei cosiddetti potenti ai danni delle moltitudini di umani indaffarati per la sopravvivenza su questo martoriato sasso roteante come le palle giranti dei troppi sbeffeggiati, inani ed inermi. 

Già i "potenti"! Una flaccida e vergognosa casta indaffarata ad eludere i balzelli che alla fin fine poi paghiamo noi per loro! Ecco perché non possiamo che considerarci coglioni! 

Scorrendo le prime liste emergenti dall'inchiesta ecco apparire regnanti, ex capi di stato, dittatori, merdoni senza dignità che con le famigerate società off shore, nascondono i propri tesori per farla da furbi ai danni della collettività. 

Non li voglio neppure nominare, anzi solo uno: Tony Blair e consorte che avrebbero risparmiato quasi 400mila euro di tasse per l'acquisto di un immobile. 

Vorrei invece evidenziare in quale fogna ci siamo fatti segregare: senza alcuna obiezione abbiamo concesso loro di aprire quelle società off shore studiate da bastardi per allontanare da questi riccastri della malora la giusta scure dei balzelli, indispensabili per illuminare strade, costruire parchi, manutenzionare beni comuni. Non abbiamo protestato, non siamo usciti per le strade, non li prendiamo a calci in culo! 

Nulla di nulla. Silenti e remissivi permettiamo loro di briganteggiare in soave e paciosa tranquillità. Come se fossero una specie aliena, lontana dai comuni mortali. 

Una vergogna, un peccato collettivo che necessiterebbe di una seria e scrupolosa azione di disturbo, rivoluzionaria. 

Ma intanto stasera c'è la nuova puntata del "Grande Fratello Vip!" Buona visione...