domenica 12 settembre 2021

Occasione persa!

 



Mi dispiace di non averlo saputo in tempo, mi sarei sicuramente accodato! Festeggiare il compleanno di Marcello è una meravigliosa occasione per ricordarci in che situazione siam piombati qui ad Alloccalia, dove appunto personaggi come Marcello, che si è dato tanto da fare per sviluppare rapporti costruttivi con la mafia, riescano a restar saldi non solo nei ricordi di molti, ma anche ad assurgere a quella fragrante nobiltà d'animo, ad esempio Marcello è un infaticabile e minuzioso amante di libri antichi, tipica dei padri nobili della patria. Il che è tutto dire.

(PS se non sapete chi è Marcello non disperate: è in rampa di lancio l'ennesima e fortunata stagione del Grande Fratello!)

Armageddon

 


Rispostina di Daniela a Grasso

 

Grasso, il sicario del “Corriere” con licenza di parlare a vanvera
Critico tv - L’attacco a Barbero (e Montanari). Le argomentazioni? Un optional
di Daniela Ranieri
Sul Corriere (della Sera, non dello Sport) di ieri, a pagina 55 (ma solo perché a pagina 26 c’è un paginone a pagamento di auguri a Marcello Dell’Utri), è comparso uno sputacchio a firma dell’esperto di televisione Aldo Grasso contro il prof. Alessandro Barbero, colpevole di averlo deluso: “Mi è caduto un mito e la cosa mi dispiace enormemente” (i critici di vaglia sono così: le cose che noi consegniamo gratis al compagno d’ascensore loro le scrivono a pagamento sul maggiore quotidiano italiano). In realtà risulta che Grasso amava Barbero fino al dicembre 2020 (“Crede nella sua missione. E poi è molto preparato”) e ha smesso di amarlo dopo l’intervista sulle foibe e sugli attacchi subiti da Tomaso Montanari rilasciata alla sottoscritta (“Vanitoso, superficiale, ridanciano”).
Grasso è un’autorità indiscussa nel suo campo (il sarcasmo fine a sé stesso poggiato su fondamenta teoriche traballanti e arbitrarie), ma il pezzo di ieri è un tentativo di doppia character assassination clamorosamente rabberciato. Vediamone qualche passo: “Il prof. Barbero ha avallato le teorie di Montanari sulla ‘falsificazione storica’ delle foibe”. No: Barbero ha argomentato, da storico, la sua posizione, concorde con quella di Montanari, il quale a sua volta non ha affatto espresso sue strampalate “teorie” sulle foibe, ma si è avvalso delle conclusioni della storiografia più seria, quella rappresentata da studiosi come Angelo d’Orsi e Angelo Del Boca. Ma evidentemente Grasso è contento di pensarla come gli illustri studiosi di Fratelli d’Italia, Italia Viva e CasaPound. Forse il problema è avallare quel che dice Montanari, “un rettore agit-prop”, secondo il Grasso di qualche giorno fa, autore di “una mascalzonata sulle foibe” (è che gli elzeviri dei critici sono di necessità brevi, come rutti o pernacchie, altrimenti chissà con quale dovizia e perizia avrebbe accoppato l’impudente!). Sistemate le foibe, si passa all’altra fonte di delusione: l’adesione di Barbero all’appello degli accademici contro il Green pass: “I professori firmatari, quando hanno potuto accedere ai vaccini per una corsia riservata, si sono ben guardati dal lanciare appelli”. E non si vede perché avrebbero dovuto, visto che Barbero non solo è favorevole al vaccino, ma addirittura all’obbligo vaccinale.
Qualunque approfondimento critico è interdetto al critico. È che questo Barbero comincia a disturbare un po’ troppo: finché parlava del “passato” da Piero Angela andava bene, ora pretende di mettere bocca sul “presente” (sic) contestando una misura del governo, e questo al Corriere non possono accettarlo (auguri, Marcello!). L’occasione, per il simpatico sicario massmediologo, era troppo ghiotta: colpire con una palla sola Barbero, Montanari e chiunque non sia allineato all’oligarchia benedetta dall’establishment per cui lavora.
Ps: Lettura consigliata: Sull’ignoranza delle persone colte di William Hazlitt: “Le cose nelle quali eccelli veramente non contano perché non le possono giudicare. La forza intellettuale non è come la forza fisica. Certe persone non le batti mai”.
Pps: Sappiamo di esserci fatti nemico Grasso, che in quanto tuttologo è temuto da tutte le categorie di lavoratori di concetto, che perciò lo considerano un maestro di pensiero. Pazienza, ci scanseremo per tempo.

venerdì 10 settembre 2021

Prova


Probabilmente, all’insaputa, avrò falciato un volatile, o schiacciato inconsapevolmente una marmotta; lo dico perché il fato mi ha costretto a partecipare ad una riunione di condominio, una delle perdite di tempo peggiori paragonabili ad ascoltare un rigurgito del Cazzaro o della Maglie, dove il celato cagnesco si manifesta in sorrisetti mascheranti il digrigno, l’accidia, il portar acqua al proprio mulino, dove gli epuloni fingono mestizia, compartecipazione, unità d’obiettivi, sinergie, vastità d’umanità, tra codicilli per adepti ad uso e consumo d’azzeccagarbugli. Una prova probabilmente agevolante centrature di “sei” superenalotteschi, terni secchi e scalate dorate nella società, almeno così spero!

Travaglio!


Bianchi a rotelle

di Marco Travaglio

Mercoledì Draghi ha esautorato Andrea De Pasquale, neo-sovrintendente dell’Archivio di Stato, dalla guida del comitato per la desecretazione degli atti sulle stragi. L’ha fatto dopo la campagna dei familiari delle vittime, di intellettuali come Tomaso Montanari e del Fatto, contro l’ex presiedente di quella Biblioteca nazionale che aveva tessuto le lodi del neofascista Pino Rauti. In due mesi è il terzo “impresentabile” segnalato dal nostro giornale, dopo Farina e Durigon, che perde il posto per indegnità. La decisione fa onore a Draghi, anche se queste improvvise sparizioni meriterebbero una parola di motivazione. Ma dimostra anche che una stampa libera e dunque critica aiuta i governi a sbagliare meno e, ogni tanto, a rimediare ai loro errori. Ai governi Conte la stampa non perdonava nulla (neppure i meriti), dunque i ministri si sentivano ogni minuto sotto esame. Al governo Draghi perdona tutto, dipingendolo apoditticamente come una covata di fenomeni, di cui peraltro sfuggono le imprese memorabili. Così i ministri, a furia di sbagliare senza l’ombra di una critica, si credono infallibili. E sbagliano ancor di più.

Oltre agli imbarazzanti Cartabia, Cingolani e Brunetta, c’è il catastrofico Bianchi, l’ectoplasma che chiamiamo “ministro dell’Istruzione”. Quello che “la scuola sarà la prima a riaprire” (invece è la prima a richiudere). Quello che “l’anno scolastico durerà di più per recuperare” (invece è durato meno). Quello che “scuole aperte tutta l’estate” (sì, buonanotte). Quello che “non faremo sanatorie” (ha fatto quella dei precari). Quello che “ho immesso 59mila nuovi insegnanti” (ma 53mila sono merito della Azzolina). Quello che “nelle classi con tutti vaccinati si possono togliere le mascherine” (ma il vaccino non esclude il contagio). Quello che “abbiamo fatto un lavoro titanico per far ripartire la scuola in sicurezza”. E invece ha fatto poco o nulla: le aule sono più o meno le stesse di un anno fa, quando l’Azzolina in pochi mesi ne trovò 40mila in più e non bastavano ancora per evitare l’effetto “pollaio” e garantire il distanziamento di un metro. Ma la Azzolina, essendo 5Stelle, era pessima per definizione: una “ministra a rotelle” a causa dei 400mila banchi a seduta innovativa (su 2,4 milioni) ordinati non da lei, ma dai dirigenti scolastici. Ora si scopre che, dopo un anno, le classi-pollaio sono ancora una su dieci, anche se Bianchi le chiama “soprannumerarie” (non riuscendo a cambiare le cose, cambia i nomi). Infatti la sua inerzia ha costretto il Cts a imporre comicamente la “distanza interpersonale di almeno un metro” solo “qualora logisticamente possibile”. La scuola come la Casa delle Libertà di Corrado Guzzanti: “Fate un po’ come cazzo vi pare”.

mercoledì 8 settembre 2021

Sempre in fiera

 


Nulla è immutabile tranne il comportamento brigantesco della nostra vergogna nazionale! Covid o no Covid, lockdown, vaccinazioni, Green Pass, scuole che riaprono, morti in gran numero, milioni di persone in difficoltà: nulla può scalfire il comportamento mefitico del pagatore di tangenti alla mafia. Coadiuvato da una pletora di avvocatoni, amico intimo di luminari eccelsi, tra cui quello che un anno fa dichiarò che il virus era morto, allupato come non mai con vista Quirinale - se questa sciagura si realizzasse, prometto a me stesso di cercare una residenza a San Marino perché l'infausto non potrebbe mai essere il mio presidente - il pregiudicato per antonomasia che qui ad Alloccalia molti stan tentando da tempo immemore di sdoganare affinché babbei e disastrati in cervice riescano ad accostarlo ai padri della patria, somma ed indecente idiozia questa, tra un ricovero lussuoso e l'altro persegue, con diabolica volontà, di ritardare il processo in cui è imputato; non potendo trovare scuse da impedimento politico, visto che non ha da fare una mazza, si è completamente indirizzato verso i dorati ricoveri, nella speranza di riuscire a sfangare l'ennesima, probabile, condanna. 

Mi vergogno di vedere un tale energumeno sulla martoriata terra italica! Mi vergogno ad assistere a queste sceneggiate oramai sdoganate dal pensiero comune, basti pensare ai molti che addirittura reclamano e protestano per la persecuzione giudiziaria a cui Al Tappone è sottoposto, a parer loro naturalmente!

Tutto questo deriva dallo sdoganamento pluri decennale agevolato all'erotomane; se penso allo stratosferico conflitto d'interesse che abbiamo ingurgitato, la proprietà delle tv commerciali rese nazionali dai miliardi fagocitati dall'amico e defunto Cinghialone, le cene eleganti, le barze sulla mela al sapor di culo, le leggi ad personam, lo sfanculamento della prescrizione, i servi, gli sguatteri, mi chiedo: che abbiamo fatto di male per meritarci sì tanta disgrazia?