Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 12 novembre 2018
Che fantastica notizia
Ci voleva una notizia di questa portata per rallegrare l'inizio settimana! Non sto più nella pelle dalla gioia di sapere che arriveranno navi mercantili più grosse, enormi, che i container pulluleranno attorno a noi. Che gioia immaginare code sterminate di camion, accatastamenti, impilate di otto, nove, speriamo, dieci teu, si chiamano anche così gli scatoloni di ferro che ammiriamo nelle ex campagne di Santo Stefano, per il bene della nostra economia naturalmente e delle tasche di Contship Italia, che ha dato l'annuncio. Contiamo di arrivare a due milioni di container movimentati all'anno! Ma ci pensate che meraviglia!
Dunque faccio un breve riepilogo: container e porto mercantile in espansione, navi da crociera a gò gò sbuffanti notte e giorno per i nostri e sani fumenti, impossibilità da aprile a settembre di raggiungere le Cinque Terre, Portovenere e Lerici per la presenza stupenda di migliaia di amici lontani, fautori della tanto benefica vacanza mordi e fuggi. Cosa vogliamo di più? E perché gli amici della Contship non si organizzano per arrivare a tre, quattro milioni di container, con relativi stoccaggi sparsi in tutta la provincia? Dai amici! Pensateci! Noi restiamo a disposizione naturalmente!
Beppe un po’ strano
lunedì 12/11/2018
LA LETTERA
Ode alla borghesia (dove eravate?)
RIECCOLA - SI È RICOMPOSTA SULLA TORINO-LIONE (CHE NON ESISTE). MANCA SOLO GABER A PRENDERLA IN GIRO
di Beppe Grillo e il suo neurologo
Caro direttore, le classi sociali sono come gli organi, tutti importanti. La borghesia oggi appare con l’occhiale spesso e strano, con infinite magliette e infiniti colori da spalmarci sopra, non deve certo farsele sponsorizzare dall’elettrauto sotto casa. Ha una tradizione di “gente studiata” e, oggi, non si vergogna di dare agli altri dell’ignorante. È ricomparsa, ed è anche cambiata. È la borghesia di questo primo scorcio di millennio, un po’ più aggressiva e sempre più benpensante. La globalizzazione le ha fornito tanti elementi su cui benpensare.
E così, a vedere i nostri borghesi in piazza a manifestare per il Tav ho provato un senso di nostalgia ed affetto per i tempi andati. Tutta quella dissimmetria ideale e fattiva fra l’enorme buco da fare, le tonnellate di polveri, il clangore delle merci che passano, l’appoggio ideale della destra salviniana, insomma: tentare un nuovo Mose, tentare un nuovo ponte di Messina.
Benpensanti che vedono nel Tav inesistente l’Italia che non entra nel mondo, ma il Tav di cui si parla da decenni non è stato proprio fatto, non c’è, così come è chiaro quanto - nei trasporti - la velocità la facciano gli snodi e non le tratte libere (i porti e il loro funzionamento e non i mari).
Ma anche questo è uno dei caratteri distintivi della cara vecchia borghesia che saluto felice: bisognava mettere in discussione uno dei suoi feticci per vederla ricomparire.
Questo è un periodo storico importante, perché in modo figurato - oppure un po’ meno - l’Italia si sta colorando di tutti gli ingredienti degli anni del boom: i lavoratori, la borghesia, i compagni, i fascisti, ma… mancano soltanto i rossi, magliette sì… ma quelle non c’entrano niente. Abbiamo i parrucconi, che si sono trasferiti nei talk show abbandonando i salotti buoni dove lasciano i figli annoiati a tirare su e iniettarsi dolci nettari d’oblio per scordarsi almeno per qualche ora dell’ipocrisia.
Stanno tornando tutti, puliti e lindi nei loro licei di pregio… che classificano ogni anno, rinchiusi dentro una gabbia di provinciale cerchio intorno alla testa. Non manca nulla, chi se la prende con gli immigrati personalmente e non come problema epocale di trasferimento di manodopera a basso costo (e così via), chi se la prende con i congiuntivi di Di Maio e chi cede alla tentazione di far rivivere Kossiga al ministero dell’Interno…
Insomma, c’è da essere contenti, l’Italia cambierà molto più lentamente di quello che speravamo. Ma, intanto, bentornata borghesia: faro sempre fisso, punto di riferimento per la noia di vivere, ma anche fucina delle menti di tutta Europa. Ma, ricordate, come dice la storia, tocca a voi negare i diritti della gente che lavora, siete voi il cuscinetto fra Amazon e i suoi dipendenti sottopagati, a voi arrivano prelibatezze accompagnate dal sudore dei ragazzi a domicilio.
Davvero, sono contento, perché il Paese potesse cambiare era necessario che la borghesia si ricomponesse: non importa se il Tav Torino-Lione in Italia non esiste proprio, nemmeno un chilometro, quello che importa è che siete tornati voi borghesucci: manca solo Gaber a prendervi in giro e l’Italia sta tornando (forse) se stessa? Questa borghesia rediviva ci aiuterà soprattutto in una cosa, determinante: trasformare aspri conflitti sociali in questioni da salotto e questioni da salotto in tragedie: bentornati ancora.
domenica 11 novembre 2018
Sogno
Che meravigliosa esperienza sarebbe stata quella di essere stato accolto dalla ristrettissima riunione a Salsomaggiore dei cosiddetti renziani, una riedizione dell’oramai collaudatissima Leopolda! Un incontro passato un pochetto sottotono perché anche in Rai si sa gli aficionados alla Mario Circo Orfeo ormai languono, visto i tempi correnti. Eppure avrei dato chissà che cosa per sedermi nel teatro dietro alla nobile prima fila pregna di oramai datati, per fortuna, protagonisti dell’aurea Era del Ballismo: il fratellone ed indagato Luca Lotti, eterno manovratore della sontuosa politica del giglio magico, la Bellezza fatta persona, la figlia di tale babbo, la ricercatrice di consensi in Trentino si lei, la Mariaelenadituttiloro Boschi, tolta da tolde sempre condotte con sagacia, intelligenza e determinazione. E poi Kedrion Marcucci, il farmaceutico prestato alla politica, difensore senza alcun ritorno di vaccini ed affini, già proteso ad un ritorno sul proscenio con geniali idee e progettualità indiscusse! E poi Lui, il Sommo, l’Unico, il Fromboliere della parola, l’Egoriferito per antonomasia, il Glossario della nostra felicità, lo scrigno delle nostre speranze, lo conoscitore insuperabile delle mancanze, dei sospiri, delle speranze del suo popolo: il Bomba! Sempre sul palco a dispensar rimbotti, battute, ad inspirar la nobile arte della vera Politica! Tra incensi, baci pindarici, buffetti spirituali è stato, al solito, osannato dalla sua corte, pendente da sempre dalle sue irrefrenabili e sagaci labbra. Lo seguono senza sosta, ben sapendo di aver davanti l’unico in grado di raddrizzare barca e placar marosi. Per il bene dell’Italia, intesa come banca naturalmente!
Tav Tav Tav!
Trentamila persone hanno manifestato a Torino per continuare questa colossale opera da oltre 100 miliardi. E lo han fatto in nome e per conto del lavoro, così asseriscono questi manifestanti. E han pure parlato: il primo degli oranti, uno studente del Politecnico ha detto testualmente "Penso positivo perché il Tav è il futuro che ci permette di andare a studiare in altri posti d'Europa." Peccato che il Tav sia destinato al trasporto di merci.
Tav tav tav! Ai grandi signori di questo piccolo paese non frega una mazza a che serva spendere miliardi, vedi il Mose che è utile a Venezia come a noi un pensiero della Gelmini. A lorsignori interessa infarcire torte immani per i loro sollazzanti piaceri, mentre su questo suolo abbiamo ancora scuole non a norma, con impianti elettrici farraginosi ed obsoleti quasi quanto l'incontro carbonaro dei renziani attorno al loro Bomba in quel di Salsomaggiore, un nuovo effluvio leopoldiano equiparabile ad un peto dentro un hangar con turbine di aerei accesi.
Tav tav tav! Cercano di convincere la pubblica opinione sull'utilità di un traforo infinito trasportante modernità e merci oltralpe, viatico di una modernità sempre più effimera e ad uso e consumo dei soliti noti, mentre nella penisola lo schiavismo 2.0 attanaglia sempre più i rendiconti di una moltitudine di famiglie ad un passo dal baratro economico. Per fortuna il governo attuale, di scellerati dicono molti, sta studiando il progetto, concentrandosi sugli ipotetici benefit scaturenti da questa opera omnia. Il progetto alla Chiamparino-Fassino per intenderci è oramai arcinoto: progetta un'opera da costruirsi in decine d'anni e infischiatene se la stessa realizzazione porterà o no benefici. L'importante è che la macchina accalappia denari sia in moto. Tanto nel 2024 chi si ricorderà più degli ideatori, dei sostenitori di tale, probabile, scempio economico?
Ma per fortuna ad un gruppo di stolti, di inetti che continuano a versare milioni di euro prelevandoli dai propri stipendi, è venuto in mente di fermare il progetto e di verificarne benefici ed annessi.
Ma per fortuna ad un gruppo di stolti, di inetti che continuano a versare milioni di euro prelevandoli dai propri stipendi, è venuto in mente di fermare il progetto e di verificarne benefici ed annessi.
P.S. Molto commovente vedere ieri alla manifestazione vedere il PD e Forza Italia uniti nella lotta. Fan quasi tenerezza ormai!
Domandina
Nell'articolo del direttore Calabresi di Repubblica di oggi...
HANNO PERSO LA TESTA
Mario Calabresi
Virginia Raggi è stata assolta, il giudice ritiene che il fatto esista ma non costituisca reato. Il pubblico ministero invece aveva chiesto 10 mesi di condanna per falso ideologico.
La sindaca si è commossa, i suoi compagni di partito invece hanno perso la testa e se la sono presa con i giornalisti, arrivando a definirli « i veri colpevoli, pennivendoli e puttane » ( Di Battista), « infimi sciacalli » ( Di Maio) e a promettere leggi contro gli editori.
Non si capisce quale sia la colpa dell’informazione, se non di aver raccontato l’inchiesta e il processo. Si capisce benissimo invece quale sia la pulsione del Movimento 5 Stelle: mettere il silenziatore a chiunque racconti le loro difficoltà o mostri incongruenze, incapacità e grandi e piccoli scandali.
I due leader del Movimento dimenticano come gli articoli su Raffaele Marra, diventato nei primi mesi il braccio destro della sindaca, abbiano messo in luce quegli episodi che poi hanno determinato il suo arresto per corruzione con la richiesta di una condanna a quattro anni e mezzo di carcere. Dimenticano la vicenda di Salvatore Romeo, scelto come capo della segreteria con stipendio triplicato mentre intestava a Raggi polizze vita.
Fatti che i magistrati hanno qualificato come privi di rilevanza penale, ma che hanno posto sotto gli occhi di tutti i metodi di gestione del Campidoglio pentastellato.
Soprattutto è sotto gli occhi di tutti il degrado di Roma, che nasce sicuramente sotto le giunte precedenti di destra e sinistra, ma che in questi mesi ha assunto dimensioni indegne di una capitale europea.
Nessuno dei fatti descritti da Repubblica è stato smentito. La procura e il giudice per le indagini preliminari li hanno ritenuti rilevanti. Il Tribunale ha ritenuto che non costituiscano reato e Virginia Raggi è stata assolta. Sulla rilevanza etica e politica di quei fatti si pronunceranno i cittadini.
Ma la cosa che colpisce di più è un’altra: è l’idea delirante che l’assoluzione di Raggi sia una sconfitta dei suoi critici. Forse l’assoluzione di Andreotti a Palermo significava che i giornalisti che per anni avevano sostenuto che la Democrazia Cristiana fosse collusa con la mafia erano dei venduti e delle puttane? Per inciso molti di quei giornalisti lavorano in questo giornale. Significa che ogni volta che Berlusconi è stato assolto, allora questo dimostrava che i giornalisti che avevano fatto campagne contro di lui (una per tutte le dieci domande di Peppe D’Avanzo) fossero infimi sciacalli?
La risposta è perfino scontata e inutile da dare. Possiamo solo immaginare che la vista della piazza di Torino, che certifica il no della società civile alla decrescita infelice grillina, insieme ai sondaggi e alle difficoltà quotidiane del governare abbiano fatto saltare i nervi ai due leader grillini. Ma tali follie restano imperdonabili e sono una minaccia ai principi base della democrazia.
La sindaca si è commossa, i suoi compagni di partito invece hanno perso la testa e se la sono presa con i giornalisti, arrivando a definirli « i veri colpevoli, pennivendoli e puttane » ( Di Battista), « infimi sciacalli » ( Di Maio) e a promettere leggi contro gli editori.
Non si capisce quale sia la colpa dell’informazione, se non di aver raccontato l’inchiesta e il processo. Si capisce benissimo invece quale sia la pulsione del Movimento 5 Stelle: mettere il silenziatore a chiunque racconti le loro difficoltà o mostri incongruenze, incapacità e grandi e piccoli scandali.
I due leader del Movimento dimenticano come gli articoli su Raffaele Marra, diventato nei primi mesi il braccio destro della sindaca, abbiano messo in luce quegli episodi che poi hanno determinato il suo arresto per corruzione con la richiesta di una condanna a quattro anni e mezzo di carcere. Dimenticano la vicenda di Salvatore Romeo, scelto come capo della segreteria con stipendio triplicato mentre intestava a Raggi polizze vita.
Fatti che i magistrati hanno qualificato come privi di rilevanza penale, ma che hanno posto sotto gli occhi di tutti i metodi di gestione del Campidoglio pentastellato.
Soprattutto è sotto gli occhi di tutti il degrado di Roma, che nasce sicuramente sotto le giunte precedenti di destra e sinistra, ma che in questi mesi ha assunto dimensioni indegne di una capitale europea.
Nessuno dei fatti descritti da Repubblica è stato smentito. La procura e il giudice per le indagini preliminari li hanno ritenuti rilevanti. Il Tribunale ha ritenuto che non costituiscano reato e Virginia Raggi è stata assolta. Sulla rilevanza etica e politica di quei fatti si pronunceranno i cittadini.
Ma la cosa che colpisce di più è un’altra: è l’idea delirante che l’assoluzione di Raggi sia una sconfitta dei suoi critici. Forse l’assoluzione di Andreotti a Palermo significava che i giornalisti che per anni avevano sostenuto che la Democrazia Cristiana fosse collusa con la mafia erano dei venduti e delle puttane? Per inciso molti di quei giornalisti lavorano in questo giornale. Significa che ogni volta che Berlusconi è stato assolto, allora questo dimostrava che i giornalisti che avevano fatto campagne contro di lui (una per tutte le dieci domande di Peppe D’Avanzo) fossero infimi sciacalli?
La risposta è perfino scontata e inutile da dare. Possiamo solo immaginare che la vista della piazza di Torino, che certifica il no della società civile alla decrescita infelice grillina, insieme ai sondaggi e alle difficoltà quotidiane del governare abbiano fatto saltare i nervi ai due leader grillini. Ma tali follie restano imperdonabili e sono una minaccia ai principi base della democrazia.
... c'è la quintessenza del giornalismo di parte, allorché scrive "Forse l’assoluzione di Andreotti a Palermo significava che i giornalisti che per anni avevano sostenuto che la Democrazia Cristiana fosse collusa con la mafia erano dei venduti e delle puttane?"
Perché Andreotti non fu assolto: La sentenza di primo grado è del 23 ottobre 1999 ed è di assoluzione con il comma 2 dell’articolo 530 cpp, la vecchia insufficienza di prove. In appello, il 2 maggio 2003, i giudici in parte prescrivono e in parte assolvano l’ex premier. Proclamano la prescrizione per il reato di associazione a delinquere (in quegli anni non c’era ancora il reato di associazione mafiosa, 416 bis) “commesso fino alla primavera del 1980”. Per le accuse successive alla primavera del 1980, la Corte d’appello assolve sempre con la vecchia insufficienza di prove. La Cassazione conferma l’appello il 15 ottobre del 2004. (fonte il Fatto Quotidiano)
Una domanda: chi è quindi la peripatetica?
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