venerdì 21 novembre 2014

Travaglio ha l'oro in bocca!


Mors tua, prescrizione mea
di Marco Travaglio
   
Diciamo subito che la Cassazione non era affatto obbligata dalla legge a dichiarare prescritto il reato di disastro colposo per il patron dell’Eternit Stephan Schmidheiny, condannato in primo e secondo grado per la morte da amianto di 2154 persone (bilancio parziale). Anziché allinearsi alla richiesta del Pg Jacoviello, noto annullatore di processi eccellenti, e dell’avvocato Coppi, sempre molto fortunato al Palazzaccio quando fa certi incontri, la Corte poteva sposare l’interpretazione alternativa data dal Tribunale e dalla Corte d’appello di Torino, che con due sentenze molto ben motivate avevano spiegato come il disastro provocato dall’amianto, rimasto a lungo latente e poi esploso con effetti che semineranno malati e morti per tanti decenni ancora, non può cristallizzarsi – come invece ritiene la Cassazione – all’istante in cui le fibre del minerale-killer smisero di depositarsi sul terreno con la chiusura della fabbrica di Casale nel lontano 1986 (ragion per cui il reato, pur accertato, si sarebbe estinto addirittura prima del processo, che dunque non avrebbe dovuto neppure cominciare). Insomma, come scrive Vladimiro Zagrebelsky su La Stampa, c’era un’altra “scelta, ragionata e seriamente argomentabile, tra un’interpretazione che metteva d’accordo diritto e giustizia e un’altra che proclamava summus jus summa injuria”. I giudici hanno imboccato la via più facile, e anche più comoda dinanzi al potente di turno. E, trattandosi della Cassazione, non c’è rimedio al loro eventuale errore: per convenzione, l’ultimo giudice che si alza è quello che ha ragione. Ma c’è qualcosa di ancor più odioso della sentenza Eternit: il commento furbastro di Matteo Renzi: “Cambieremo le regole della prescrizione e faremo in modo che i processi siano più veloci”. Intanto denota un’ignoranza sesquipedale del caso Eternit: se la Cassazione ritiene che il processo non sarebbe dovuto neppure iniziare, la sua durata non c’entra nulla. E poi il tempo dei “faremo” è scaduto da nove mesi: da quando Renzi smise di essere outsider e diventò premier. 
Che la prescrizione non rientri fra le sue priorità fu chiaro fin da subito, anzi da prima che entrasse a Palazzo Chigi: precisamente dal 18 gennaio 2014, quando siglò il Patto del Nazareno con il recordman mondiale delle prescrizioni. Poi quando accettò che Napolitano gli depennasse il nome di Gratteri dal ministero della Giustizia. Quando rinviò a settembre la riforma della giustizia promessa per giugno. E infine quando firmò due decreti per altrettante scemenze, cioè le ferie delle toghe e alcune regolette inutili del processo civile, avviando invece le cose serie (prescrizione, anticorruzione, autoriciclaggio ecc.) sul binario morto dei disegni di legge. Che, come tutti sanno, non passeranno mai perché B. non vuole. Come spiega Davigo sull’ultimo Micromega ( pag. 3  ), la prescrizione non è l’effetto dei processi lunghi: ne è la causa principale, perché incoraggia i ricorsi dilatori e le perdite di tempo degli imputati ricchi e dei loro avvocati specialisti in criminalità & impunità. Un pilastro della Costituzione materiale di quest’Italia marcia, che consente a centinaia di politici, amministratori, imprenditori e finanzieri di riunirsi in Parlamento e nei Cda anziché nell’ora d’aria. Il timidissimo ddl Orlando, ove mai fosse approvato, non cambierebbe una virgola dello sconcio, che dipende da due fattori nemmeno sfiorati dal ministro della Giustizia: in Italia la prescrizione parte quando il delitto viene commesso, non quando viene scoperto; e – caso unico al mondo – non si ferma mai, nemmeno dopo due condanne di merito alla vigilia del giudizio di legittimità in Cassazione, e neppure quando uno patteggia la pena (e poi fa ricorso contro la sanzione da lui stesso concordata). Quindi le chiacchiere stanno a zero: se Renzi vuole avere titoli per parlare, faccia subito un decreto per bloccare la mannaia della prescrizione al momento del rinvio a giudizio, come in tutti i paesi civili. Se il Pd è una cosa seria, troverà in Parlamento i voti dei 5Stelle e di Sel per convertirlo in legge. I requisiti di necessità e urgenza, se non li capisce da sé, se li faccia spiegare dai parenti dei morti ammazzati dall’Eternit.

Detto


"Quando i giusti, i retti di cuore sentono parlare i politici di prescrizione, di nuove regole per bloccare la mannaia ammazza sentenze, dovrebbero chiudersi in casa, prendere un martello e colpirsi forte il mignolo di una mano a piacere, per provare dolore che rammentasse loro che la prescrizione in Italia l'hanno modellata in questa indecente forma proprio quelli che ora, nel momento preciso in cui quel porco dannato svizzero infame l'ha sfangata a scapito dei tremila morti di Eternit, fingono di indignarsi al riguardo.

E quel povero imbelle e sbruffone toscano, dichiarante che provvederà subito a sfornare una legge che metta fine alla vigente prescrizione  vergognosa ed illiberale che protegge politici, boiardi ed imprenditori, si dovrebbe ricordare che l'artefice, il genio malefico, l'inventore, il modellatore della suddetta torbida ed infamante salva-potenti, se lo ritrova davanti ogni qualvolta lo incontra negli scellerati appuntamenti che chiamiamo patto del Nazareno!
E finché tratterà con lui, che è un po' come voler parlare di norme antincendio intavolando riunioni con Nerone, mai e poi mai potremmo avere una riforma seria, giusta, rigorosa e democratica della giustizia italiana."

( Da "Detti popolari accanto al camino sbucciando una castagna, bevendo un rosso ed imprecando contro la mala suerte che quando ha distribuito i politici nel mondo, non ha mescolato quel cazzo di mazzo!" - ed. Fricassea 2014)

giovedì 20 novembre 2014

Riassunto Bignami



Quelle poche volte che studiavo, utilizzavo il Bignami per abbreviare il già troppo corto tempo a disposizione per affrontare un'interrogazione.

Adesso che sono adulto mi occorre qualcosa della stessa tipologia per spiegare in poco tempo che cosa voglia dire essere politico in Italia.

Come fare? 

Occorrerebbe qualcosa o qualcuno per compendiare al massimo quel termine che identifica da parecchi anni il connubio massimo di malaffare, privilegi, intoccabilità, insomma la Casta!

E chi potrebbe farci da Bignami?

Lui: 


Il deputato del Pd Marco Di Stefano
Un poco di storia:
Ex missino cacciato da Storace (farsi cacciare da Storace vuol dire che sei peggio di Storace)
Democristiano vicino a Baccini 
Consigliere comunale per il CCD
Segretario provinciale dell'UDC di Casini
Passa nel 2005 a sinistra divenendo assessore a Roma con deleghe al Demanio, Risorse Umane (vedi a volta la storia!) e Patrimonio
Passa all'UDR di Mastella e diventa assessore all'Istruzione con la giunta regionale di Marrazzo.
Rientra nel PD area Fioroni
Passa sotto l'ala di Enrico Letta ma finisce sesto alle elezioni politiche.
Grazie però alla chiamata di Marino di una non eletta diventa deputato. Ma nel frattempo ha abbracciato chiaramente Renzi!!!

Che dire di più?
Ancora più stringato di un Bignami! 
Questo è il tipico politico italiano.
Senza contare che le storie di mignotte raccontate dalla moglie, presunte tangenti, scomparsa di un portaborse. Affaracci che hanno indignato, o finto di indignare il PD che non lo ha fatto sedere alla cena da mille euro con lo Sbruffone a capotavola, organizzata per finanziare il partito.

Un'ultima cosa: Bignami-Di Stefano era presente alla Leopolda, coordinando un tavolo di lavoro.

Il titolo?
Moneta digitale!!!!!

Wawaummma!!!



Sarcasmo


E’ scomparsa María del Rosario Cayetana Alfonsa Victoria Eugenia Francisca Fitz-James Stuart y de Silva Falcó y Gurtubay 
No, non è un’ecatombe ma l’unico nome della donna più titolata al mondo.
Pare avesse una lontana parentela con Ornella Vanoni (versione anch'ella ritoccata) di cui è sosia.




Aveva 40 titoli nobiliari tra cui 5 duchessa e 18 marchese. Le mancava quello di arciduca di Gela e Caporale delle Biglie, per il quale pare fosse disposta a fare follie.
Tra i tanti titoli nobiliari aveva anche quello di XXI contessa di Modica in Sicilia ereditata durante la dominazione spagnola in Italia, anche se pare abbia avuto una vita non proprio modica! 
Pare anche che quando partecipava alle feste solenni tra altezze varie e cotangenti, seni e coseni, la gente giocasse a canasta in attesa che il paggio terminasse di enunciare nomi e titoli nobiliari di pertinenza.

Attualmente il marmista Cico de Coimbras Artuso Exertabbia, che è stato incaricato di preparare la lapide funebre, sta andando a Carrara per asportare una fetta di montagna allo scopo di contenere i nomi ed i titoli della scomparsa.
Spero che la contessa non se ne abbia a male di quanto sopra. 
E' anche un modo estroso per salutarla! 

Ribrezzo


Solidarietà e rispetto alla signora Nicoletta Faraldi, di anni 62, dirigente della Regione Liguria che è stata defenestrata dal suo incarico per aver bocciato la costruzione di un centro commerciale legato alle Coop con annesso immancabile grattacielo che sarebbe dovuto sorgere a Genova vicino a via Bisagno, dove recentemente è morto un uomo a causa dell'esondazione del torrente, e che forse sorgerà visto gli intrallazzi regionali.
La signora Faraldi che lavorava seconda coscienza e ragione è stata trasferita dalla cloaca che governa la regione Liguria ad incarico prestigioso, ovvero "Sicurezza alimentare e sanità animale"
Questa vergogna grida vendetta e per ora sonori vaffanculo a questi signori del cemento, falsi profeti di un falso partito, di un falso stato dedito esclusivamente a traffico di letame, in un coacervo ignobile di affarismo portato all'estremo, con supporto, pare, di malavita organizzata.
Sentire l'assessore "storico" tirarsi fuori da questa pratica che annienta i retti a scapito degli stolti, provoca ribrezzo come la sua richiesta di deroga per farsi altri cinque anni sulla giostra Regione Liguria con annessa lampada abbronzante!
Non si costruisce in zone a rischio, lo sanno anche i babbani! Ma lor signori incuranti di morti e dolore, proseguono nell'ignobile arte di ingrassaggio, di cementificazione, di deturpamento di questa regione splendida ma allo stremo, per opere remunerative come il centro Shoppin di Brugnato che se in un futuro verrà allagato dal vicinissimo Vara, mi costringerà a prendere a calci in culo, chi so io!

mercoledì 19 novembre 2014

E quattro!


Oh Matteo! 
Quattro! Siamo a quattro!
Il tuo amico Denis Verdini ha ricevuto il quarto rinvio a giudizio! 
Fantastico! 
È sempre più perfetto per farti da consigliere! 
Davvero! 
Fidati di lui e mi raccomando: fate una bella legge elettorale e modificate saggiamente la Costituzione! 
Se aggiungiamo a Denis il Puttaniere Pregiudicato, non c'è che da star tranquilli!
Waooooow!

Achtung!


Porterò i pantaloni a mezza gamba, le camicie larghe, le scarpe larghe e senza linea.
Insomma: voglio essere fuori moda, fuori completamente.
Indosserò colori che mal si accostano, pantaloni marroni e giacca grigia, calzini colorati con pantaloni neri. 
Devo far tutto per scoordinarmi il più possibile.
Ed invito anche voi a seguirmi in questa sana violazione di regole dettate da pochi! 

Perchè lo faccio?

Per non ridurmi così!


State alla larga dalla moda!!!!!
Mamma mia!!