venerdì 8 agosto 2014

Ssssst


Solidarietà alla lotta


Sono vicino alla triste vicenda che accomuna una particolare categoria di lavoratori, impegnati in una trattativa contrattuale estrema, coadiuvati da undici (undici avete letto bene) sigle sindacali, a cui mi unisco in solidarietà, sperando che la vicenda possa risolversi nel migliore dei modi.
Personalmente infatti ritengo molto fastidioso e dequalificante che si metta un tetto di 240.000 euro agli stipendi dei lavoratori di Montecitorio. 
Inaudito che un commesso o un barbiere o uno stenografo debba avere sul capo questa tremebonda spada di Damocle, svilente la propria attività. 
Coraggio amici! 
Lotta dura senza paura! 
Vi sono vicino... sperando in qualche vostra lauta mancia!

giovedì 7 agosto 2014

Indizi


Sob!


Mogio come dopo un dialogo con il Ministro Madia, ieri sera sono entrato in ascensore con il groppo in gola.
Mi sento responsabile di questo regresso, di questo scivolio verso baratri sconosciuti. Sono correo di questa frenata, di questo impasse, di questo impensabile stop alla nostra economia!
Non ho consumato a dovere, secondo i sacri parametri conservati a Berlino in camera di Herr Angela, pare sul comodino accanto alle sue letture preferite, una su tutte "Italianen accattonen" di W.B.J.K. Wurstel.

Si, lo confermo, non ho comprato un altro televisore, non sono andato in vacanza in qualche suite, non tanto per mancanza di fondi quanto per il rischio di incontrarvici Tronchetti Provera o El Kann. Non ho acquistato un nuovo cell, un pc, una stampante, delle scarpe, delle magliette alla moda, dei pantaloni.

Niente di tutto questo!
Sob!
Ho fermato il PIL, l'ho fatto retrocedere, ho dismesso i piani del Beato Renzi di Pontassieve e del suo sodale, il Gran Visir dei Puttanieri Pregiudicati, tra l'altro domani a Cesano Boscone per scontare la pena!

Sono un parassita, un attentatore al Sistema di Messer Capitale, un profittatore insulso di occasioni che altri, saggi ed onesti, lanciati nella nobile, sana e proficua corsa verso un consumismo sfrenato, mi donano.


Chiuso nella mia stanza, triste e senza cena medito sui miei misfatti, sulla mia ritrosia a raddoppiare i confort già in mio possesso, a frequentare Spa o tatuatori, circoli velici o località mondane, insomma a non collaborare in qualche maniera a riportare il PIL in progresso, consumando oltre misura perché facente parte di questo nobile sistema, non da me scelto, non da me voluto, non da me agognato, che sulle ali di un capitalismo per pochi donerà al popolo, non più sovrano, anni splendidamente vissuti da sudditi, seppur vacui ed inutili.