La vittima: «Provo pena, non ira. Gli direi: studia e impara l'ascolto»
Rossana Gabrieli, 62 anni, iscritta ad Avs e all'Anpi
di Viola Giannoli
ROMA
«Non provo rabbia, ma una grande tristezza». È ancora scossa Rossana Gabrieli, la donna ferita con Nicola Fasciano dagli spari il 25 aprile, quando risponde al telefono dopo il fermo del suo aggressore.
Qual è la prima cosa che ha provato?
«Una grande soddisfazione per il lavoro svolto dagli inquirenti, a cui va tutta la mia gratitudine e riconoscenza. E una grande pena».
Per il suo aggressore?
«Sì, perché un ragazzo così giovane, di appena 21 anni, e già così imbevuto d'odio è la dimostrazione che il livello di livore toccato dalla politica ha provocato una radicalizzazione estrema dei comportamenti. C'è una grave responsabilità politica dietro quell'agguato».
In che senso?
«Troppa aggressività. Servono toni più pacati e una comunicazione più efficace per ritrovare la serenità della convivenza civile».
Bondì appartiene alla Comunità ebraica. Se lo aspettava?
«Purtroppo lo sospettavo e lo avevo anche detto agli inquirenti. Ci ha attaccato perché portavamo il fazzoletto dei partigiani. Ormai c'è un divario estremo, un odio tra la Brigata ebraica e l'Anpi, come si è visto anche a Milano, che dev'essere anzitutto riconosciuto e poi gestito. Episodi del genere non devono più ripetersi, bisogna che si riattivi un dialogo tra tutte le parti».
Chi le ha sparato con un'arma da soft-air è accusato di tentato omicidio.
«Credo sia giusto così. Io ho visto quella rabbia scatenarsi, un'aggressività enorme esplosa in tutti i sensi. Non ha sparato una sola volta, ma almeno quattro. Se invece di una pistola ad aria compressa, ne avesse avuta una normale non sarei qui a parlare con lei».
A lui cosa direbbe?
«Studia, studia tanto, leggi, leggi tanto, apri la tua mente e impara l'ascolto. Non giudicare le persone da un simbolo. Chi c'è dietro a un colore, a uno slogan, è una persona. Come te».
Lei come sta? È ancora scossa?
«Lo shock non è passato, continuo a rivivere continuamente quel momento, a riprovare quel trauma, ho incubi di notte e flashback improvvisi di giorno. Mi sento molto fragile dal punto di vista psicologico e continuo a star male, mi ci vorrà del tempo per riprendermi».
Ha rivisto il video dell'aggressione?
«Non ce l'ho fatta a guardarlo tutto fino in fondo. Quel gesto mi è sembrato ancora più doloroso e più aggressivo. L'ho trovato veramente assurdo, incomprensibile e inaccettabile. Io resto la vittima di quell'atto».
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