sabato 18 aprile 2026

Visione opposta

 


Buongiorno,

sento il dovere di rispondere a questo volantino, avendo un parente implicato nella vicenda, per cercare di trasmettere la mia visione del calcio e di come, da tanti anni, mi relaziono con una partita. Non ho alcuna intenzione di insegnare nulla a chicchessia. Magari auspicherei un sereno confronto al riguardo.

Non sono psicologo, né sociologo, né pensatore fine. Nulla di tutto questo.

Sono uno a cui piacciono le coreografie allo stadio, i cori, i canti, insomma la festosa atmosfera che dovrebbe supportare ogni partita.

Vorrei dunque condividere con voi la mia esperienza pallonara da canuto come sono: andare allo stadio per supportare la mia squadra, certo, la ritengo cosa buona e giusta. Vivere le ore che precedono il match con gli amici, a sfottere quelli della squadra avversaria, il tutto accompagnato da qualche buona birra. E poi allo stadio soffrire, gioire, sproloquiare contro qualcuno, sempre nei limiti della cosiddetta decenza. E una volta terminata la gara, in amicizia, valutarne il risultato, gli errori, il match che verrà, sempre sfottendo chi non ha il cuore colorato come te.

Sfotto da sempre gli altri tifosi, solo ed esclusivamente per via orale o scritta.

Il calcio è passione, vera, sana. Per intenditori. E quando la tua squadra del cuore perde, la si applaude sempre, in ogni vicissitudine, senza esitazioni.

Probabilmente sarò un coglione ai vostri occhi. Ma vedere e sentire attorno a me vite rovinate da una palla che rotola mi provoca dolore. Forte dolore.

Tutto qui.

Non ci sono eroi nello sfasciare un treno dopo una trasferta. Non ci sono eroi che dormono in carcere dopo una retata post partita. Non ci sono eroi nel vendicarsi dopo una sconfitta. 

Gli eroi sono quelli che si alzano all'alba per portare a casa il pane quotidiano, circondati dallo stesso silenzio con cui seguono un'azione fibrillante dell'amata, anticamera dell'urlo di gioia sportiva che inebria cuore e mente.

Tutto il resto, compreso il benaltrismo, è polvere nel vento.

Scusate il disturbo. 


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