Palazzo Chigi lucida le auto blu: 50mila euro di autolavaggio
Arriva la bella stagione e le auto blu del governo devono essere tirate a lucido. Anche per evitare che le piogge primaverili possano sporcare carrozzerie e vetri. Per questo la Presidenza del Consiglio ha deciso di spendere quasi 50 mila euro (39.900 euro più Iva) in due anni per un servizio di autolavaggio per pulire e lavare le auto di servizio su cui ogni giorno salgono la presidente del Consiglio, i ministri, sottosegretari e funzionari con annesse scorte. Autovetture che servono per esigenze di sicurezza per trasportare i vertici del governo.
La delibera di 6 pagine, che il Fatto ha letto, risale allo scorso 27 marzo e spiega così le ragioni dell’affidamento diretto alla società di autolavaggio Gestioni riunite srl: secondo la Presidenza del Consiglio c’è “la necessità di garantire, per ragioni di rappresentanza nonché igieniche, la pulizia dei mezzi di servizio”. La questione è semplice: Palazzo Chigi, come si legge nella delibera, “non dispone di un lavaggio interno alla propria struttura”. E quindi si prevede un affidamento a una società esterna per il servizio di lavaggio interno ed esterno alle autovetture.
Così si è deciso di spendere un massimo di 39.900 euro in due anni alla società romana Gestioni riunite srl per lavare e pulire i mezzi della presidenza del Consiglio. Aggiungendo l’Iva si arriva a quasi 50 mila euro. Anche se la determina di Palazzo Chigi stabilisce che il contratto non prevede una spesa minima dell’importo e che quindi saranno finanziati solo i singoli ordini per pulire e lavare le auto blu.
A inizio 2025, la Presidenza del Consiglio aveva anche sostituito il tipo di auto blu in servizio quando si era arrivati a scadenza del contratto. Il noleggio delle Ford americane era iniziato nel 2021 con il governo Draghi e a inizio 2025 diverse auto di servizio sono state sostituite con auto Stellantis, anche con modelli italiani come la Alfa Romeo Tonale che hanno preso il posto di 6 Ford focus ibride.
La Presidenza del Consiglio in questi mesi era stata particolarmente attenta alla gestione delle auto blu. A settembre scorso era stata firmata una direttiva sulla spending review in cui si chiedeva alle pubbliche amministrazioni e ai ministeri tagli draconiani proprio sulle auto di servizio. In particolare, in quell’occasione, Palazzo Chigi imponeva un uso moderato delle vetture istituzionali e rilanciava il “tetto massimo” introdotto nel 2014 dal governo Renzi: cinque autovetture per le amministrazioni che hanno più di 600 dipendenti, quattro macchine con autista per chi ne ha tra i 400 e 600 e così via in maniera progressiva.
Ma alla fine i fondi sulle auto di servizio della Presidenza del Consiglio aumentano moderatamente quest’anno. I fondi per la pulizia e il lavaggio vengono presi nella voce del bilancio della Presidenza del Consiglio 2026-2028 sui “Consumi e manutenzione straordinaria delle autovetture per il servizio di tutela e per assicurare le finalità istituzionali” che risulta uno di quelli che non hanno subito tagli nell’anno in corso rispetto a molti dipartimenti di Palazzo Chigi che hanno dovuto rispettare il criterio della diminuzione del 5% come per gli altri ministeri.
Come aveva raccontato il Fatto lo scorso 22 dicembre, nel 2026 sono aumentate proprio le spese relative alla manutenzione delle auto blu in dote alla Presidenza del Consiglio: se i fondi per il noleggio restano invariati per un costo totale di 100 mila euro per tutti i dodici mesi dell’anno, quest’anno sono aumentati di 40 mila euro i costi relativi al carburante, pedaggi e manutenzione delle auto arrivando a 175 mila euro l’anno.
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