martedì 8 settembre 2026

Altra lucida analisi

 

Anche i progressisti hanno da imparare dalla vittoria dell’AfD 


di Andrea Scanzi 

La vittoria roboante dell’estrema destra tedesca dovrebbe insegnare alcune cose al campo progressista italiano. Queste.

Parla come mangi. Per vincere le elezioni bisogna parlare al cuore, ma anche alla pancia. Non dico che si debba ruttare per forza, come fa spesso l’estrema destra, ma di sicuro essere più assertivi e “semplici” aiuta a conquistare gli elettori. Se insegui per forza l’elucubrazione intellettuale, ottieni forse un’ospitata da Augias, ma le elezioni in Italia non le vinci mai.

L’importanza della leadership. La politica è diventata leaderistica, personalistica e dominata dal carisma (vero o comunque percepito) dei leader. L’AfD ha vinto anche perché ha leader che sembrano più convincenti. Con uno come Bonelli (e mica solo lui) non vinci mai: sarebbe un ottimo ministro dell’ambiente, ma come leader è improponibile. Il campo progressista italiano ha bisogno come il pane di figure assimilabili al Di Battista del 2018, al Salvini (aiuto!) del 2019, alla Meloni del 2022. E a parte un Ricciardi qua e là, di figure in grado di portare voti grazie a passione, dialettica e carisma, nel Campo largo se ne vedono poche. E tra queste di sicuro non la pompatissima Silvia Salis.

Demonizzare non serve a niente. Parlare di fascismo è storicamente nobile, ma elettoralmente masochistico. Esistono milioni di elettori che non solo se ne fregano del rischio fascista, ma votano estrema destra anche per dispetto. Più gli dici di non farlo e più lo fanno. Disquisire di fascismo riempie i talk show, ma rimpolpa pure i consensi a destra. Per sconfiggere questa gente bisogna casomai insistere sulla smisurata pochezza dei loro programmi, sull’analfabetismo delle loro proposte, sulla miseria della classe dirigente. È lì che li inchiodi, anche perché sono tutte figure che abbaiano all’opposizione e poi diventano zerbini incapaci una volta al potere. Proprio come il governo Meloni.

Il successo della destra è il fallimento dei progressisti. La destra vince pressoché ovunque perché il centrosinistra ha fallito pressoché ovunque. Quelli che ora votano estrema destra prima votavano (anche) centrosinistra, M5S, eccetera. Non è che siano diventati improvvisamente tutti fascisti. Se la cosiddetta sinistra insegue il riarmo, se ne frega di welfare e sanità pubblica e non fa nulla per combattere le diseguaglianze sociali, gli elettori percepiscono il centrosinistra come élite e la destra come cambiamento. È un falso storico, ma è quello che sta accadendo. E l’opposizione italiana deve capirlo in fretta.

Dire che gli elettori sono idioti è da idioti. Continuare a sostenere che chi vota a destra è stupido, equivale a una strategia politicamente scellerata. È ovvio che chi vota gente come Ravetto, Vannacci, Furgiuele, Donzelli, Sardone, Pozzolo & soci non brilla per cultura politica e conoscenza della storia. Ma questo possono dirlo gli intellettuali, gli artisti, i liberi pensatori. Non certo i politici di centrosinistra, che fanno politica per vincere e non per giocare alle per anime candide. Se gli dici che sono scemi, gli elettori non ti voteranno mai. Ancor più in Italia, dove la maggioranza è da sempre di centrodestra.

Serve radicalità, mica centrismo. Per sconfiggere l’estrema destra serve una risposta politica uguale e contraria. Non vuol dire estrema sinistra: vuol dire radicalità. Se il mondo si sposta (parecchio) a destra, non puoi cercare di controbilanciare andando al centro e inseguendo il mitologico “voto moderato”. Se qualcuno pensa di sconfiggere l’estrema destra seguendo Calenda, Picierno e Renzi, o è totalmente deficiente a livello politico, o è smisuratamente disonesto a livello intellettuale, oppure è semplicemente tonto. E onestamente non saprei individuare la migliore tra le tre opzioni.

Spietata ma al solito lucidissima

 

Come nasce un partito neonazi: Grazie Ursula


di Daniela Ranieri 

“Su Hitler non mi viene in mente niente”: così Karl Kraus iniziava il suo libro La terza notte di Valpurga, analisi in diretta di quello che successe in Germania durante il primo anno del regime nazista. Ecco: a guardare in video questo Ulrich Siegmund, il candidato governatore del land tedesco di Sassonia-Anhalt che ha fatto prendere a Alternative für Deutschland (AfD) il 45% dei voti, viene in mente proprio quel non venire in mente niente a Kraus di fronte alla mediocre feccia nazista. Il giovane e prestante biondino bacia la moglie sul palco e dice le solite frasi dei nazionalisti: abbiamo scritto la storia, ci stiamo riprendendo il nostro Paese, non ci piegheremo. Il sorriso è rassicurante e persuasivo, da immobiliarista di Biella; l’outfit è macroniano-neoliberista, completo blu e camicia bianca: uno startupper classe 1990.

Già più inquietante risulta il fototipo di Alice Weidel, co-leader di AfD insieme a Tino Chrupalla, colei che Elon Musk volle intervistare su X perché Trump deve sembrargli troppo moderato: una Ursula von der Leyen se possibile più ariana, che vedremmo bene come comparsa in un film sull’Olocausto, ovviamente nella parte dell’Aufseherin (sorvegliante) che fa salire la gente sui treni per Birkenau nell’abbaiare dei cani. Davanti a questa banalità, a parte ritirare fuori Hannah Arendt, che motivo c’è di provare panico? Ce ne sono diversi. Ma poiché noi non ci rassegniamo a considerare “putiniana” la complessità come vorrebbero i maniaci filo-Nato, è il caso di contestualizzare la crescita di AfD, a meno di liquidare la questione sostenendo che centinaia di migliaia di tedeschi si stanno riscoprendo nazisti da un giorno all’altro in un’Europa florida e democratica.

Senza dubbio AfD è filo-nazista: Björn Höcke, leader di AfD in Turingia, è stato condannato perché nel 2021 ha chiuso un discorso a Merseburg al grido di “Alles für Deutschland“, “Tutto per la Germania”, slogan delle SA, truppe d’assalto naziste, vietato dal codice penale tedesco (si è difeso dicendo di ignorare che fosse il motto delle camicie brune, ma i giudici non gli hanno creduto: è un ex insegnante di Storia). Un altro buonuomo, l’eurodeputato Maximilian Krah, ha detto che non tutti i membri delle SS erano dei criminali (per ciò AfD è stato espulso dal gruppo europeo Identità e Democrazia su spinta del Rassemblement National di Le Pen).

È vero che AfD è islamofobo: vuole vietare il velo integrale, la macellazione halal, i minareti sulle moschee, il richiamo dei muezzin alla preghiera; nel 2016 ha inserito nel suo manifesto la frase: “L’Islam non appartiene alla Germania”. In ciò AfD è in sintonia con FdI, che oggi fatica a dissociarsene, visto che anche nelle Tesi di Trieste, suo manifesto ideologico, c’è un continuo richiamo ai “patrioti” ad affermare i valori della “tradizione e dell’identità” contro “l’islamizzazione dell’Europa” (ma Meloni è apprezzatissima dalle élite sovranazionali che tanto osteggiava in campagna elettorale). Atroci scherzi della politica: è stato Friedrich Merz, cancelliere tedesco e capo della Cdu appena sconfitta da AfD, nonché uno dei leader della “Coalizione dei volenterosi” europei per il sostegno militare rafforzato a Kiev, a dire un anno fa: “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi”, laddove il lavoro è sterminare i palestinesi e bombardare l’Iran, e “noi” è l’Occidente buono che ha delegato al popolo eletto l’eliminazione dei barbari infedeli.

Come dimenticare poi i nostri lib-dem, che facevano gli occhi languidi davanti alla svastica tatuata sui petti dei ragazzoni del Battaglione Azov, una delle fazioni ultra-nazionaliste dell’esercito ucraino? Erano eroici “partigiani” che “leggono Kant” e combattono “per la nostra democrazia” contro l’autocrazia russa. Così mentre le élite europee, narcotizzate dalla droga del riarmo – droga che hanno cercato di somministrare anche ai loro popoli, indicando la Russia, in una risibile risoluzione dell’Europarlamento, come “la principale minaccia all’integrità dell’Unione” – lavoravano per la guerra invece che per la diplomazia, per la spesa militare invece che per la giustizia sociale, per la propaganda invece che per l’istruzione e la ricerca, AfD si presentava davvero come “alternativa” per la Germania, come il partito che avrebbe messo fine a questa follia in nome del pragmatismo e del sovranismo. Che volete che siano qualche richiamo a Hitler e qualche buffetto alle SS, peraltro già sdoganati dai “democratici”, di fronte a un regime, quello neoliberista, che toglie il pane di bocca ai poveri per alimentare cannoni? Sono stati i lungimiranti leader europei a disporre un riarmo da 800 miliardi per i 27 Paesi dell’Unione e la riconversione dell’industria tedesca, specie automobilistica, in industria bellica. E AfD era già al 25% nei sondaggi: cosa può andare storto, se approda al governo federale? Sono loro, che dobbiamo ringraziare.


Saggio bignamino

 

Suicidio perfetto 


di Marco Travaglio 

Mentre in Sassonia l’AfD sbancava le urne e spianava quel che resta dei vecchi partiti, a Cernobbio il ministro Giorgetti sussurrava la prima ragione del cataclisma che travolge l’Europa: “L’Italia paga le due guerre, in Medio Oriente e in Ucraina, due volte elevato a potenza. Noi ci approvvigionavamo del gas russo, non lo possiamo più fare: ci siamo affidati ad altri fornitori, che hanno difficoltà a fornircelo e a prezzi aumentati. Metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini e il prezzo del gasolio dipende dal fatto che nessuno lo raffina più”. È la fotografia del suicidio perfetto dell’Ue: prima subisce, poi fomenta e allunga la guerra fra Nato e Russia in Ucraina; rinuncia al gas russo a buon prezzo per comprarlo a costi più alti da regimi uguali o peggiori; si fa distruggere i gasdotti da Kiev continuando a finanziarla (siamo a 220 miliardi: più della quota italiana di Pnrr) e armarla, fornendole i missili che distruggono le raffinerie russe e fanno impazzire i prezzi; e i pochi soldi che restano li butta nel riarmo (su cui già spende il triplo della Russia) e li toglie a salari, sanità, scuola, investimenti produttivi e gestione dei migranti. Il resto lo fa la guerra di Israele&Usa all’Iran, spalleggiata dagli europei con basi aeree e zero sanzioni.

I popoli impoveriti e impauriti s’incazzano e s’aggrappano a chi non c’entra nulla con l’Ue: destre estreme e progressisti radicali. E il combinato disposto più povertà-più paura-meno voti ai partiti tradizionali fa impazzire le élite, come Giove che toglie la ragione a chi vuole rovinare. Ecco Paolo Gentiloni su Rep: “Hanno vinto quelli che vogliono farla finita con la memoria dell’Olocausto”, i “nostalgici del nazismo e i filo-putiniani”. Comunque niente di che: quattro baluba di un “Land poco meno popoloso della Calabria, i cui cittadini sono i più anziani e tra i più poveri della Germania”. Ed ecco la ricetta vincente: un succulento mix fra “un’Europa più integrata e forte”, “il messaggio di Mattarella a Cernobbio”, la “difesa comune” contro “l’ostilità russa”, la “pace giusta in Ucraina” e magari, volendo esagerare, l’Agenda Draghi. Questi geni, invece di guardarsi allo specchio per capire perché tutti li odiano, danno la colpa a Putin raccontandosi che la gente li adora, ma appena entra al seggio viene traviata dalle fake news russe e vota male. Quindi va rieducata a suon di insulti (populisti, sovranisti, putiniani, fascisti, nazisti, bifolchi), curata con dosi intensive di Europa, Occidente, Ucraina e riarmo (se “ha stato Putin”, bisogna fargli la guerra) e punita mettendo al bando i suoi punti di riferimento (censure “democratiche”, piazze represse, sanzioni individuali, partiti fuorilegge, elezioni annullate). Con idee così brillanti, cosa potrà mai andare storto?

Brividi

 

Solo per la fonetica ho i brividi lungo la schiena come se organizzassi una festa e avessi vicini di casa Rosa e Olindo… e avrei i brividi anche se la nazista stesse dicendo “come sono belle le colombe della pace!” 

Ma non sta dicendo questo…




Esausto

 

Questo non è un fake, ma è lo spot del ministro dell’agricoltura italiano. Devo essere sincero: non ce la faccio più a reggere questi idioti!




Ma...

 

Ma questo Sfera Ebbasta che si presenta a San Siro con dieci ragazze, e queste dieci ragazze che vanno a San Siro con Sfera Ebbasta dove li collochiamo, in quale vomitevole antro della scurrilità trovano spazio? 

Spero solo di non ascoltare mai, neppure una nota di sfuggita, qualcosa delle sue fregnacce sonore, che tanti chiamano canzoni!