lunedì 17 novembre 2025

Dadaumpa a voi!

 


Quando irruppero in tv negli anni 60, Alice ed Ellen squassarono il video, i pensieri, la normalità dell’Italia di quei tempi. Le loro danze, sincronizzate divinamente, agevolarono la trasformazione del paese, “la notte è piccola per noi” e “dadaumpa” imbizzarrirono più di ogni altra cosa l’enorme platea a quel tempo legata a solo due canali, prendere o lasciare e a nanna presto, col monoscopio che non ammetteva deroghe. La loro professionalità, da Kessler, la lontananza da ogni chiacchiericcio tanto ricercato oggi, le pongono lassù sul piedistallo dei miti inscalfibili, nella storia dell’etere nazionale. Oggi che non ci sono più lasciano un’eredità che pochissimi potrebbero raccogliere, visto l’aria fritta che ci circonda. Erano altri tempi si dirà. Vero, ma nel 2070 chi ricorderà qualcuno/a di oggi? Riposate in pace Gemelle!

domenica 16 novembre 2025

L'Amaca

 

Lavorare sotto schiaffo
di Michele Serra
Come tutte le persone (poche) che, vivendo nel calcio, si ribellano alla prepotenza degli ultras, il citì degli azzurri Rino Gattuso merita solidarietà e simpatia. Gli ultras non sono genericamente “pubblico”, ovvero singole persone che hanno il diritto di fischiare o di applaudire, di gradire o non gradire lo spettacolo. Sono bande organizzate, composte nella quasi totalità da maschi adulti, quando non armate perlomeno manesche e comunque militarizzate per mentalità e atteggiamento, che pretendono di esercitare un controllo non richiesto sulle attività della squadra cosiddetta “del cuore”.
Fanno pressioni pro e contro gli allenatori, pro e contro le campagne acquisti e i giocatori, e le società di calcio sono così imbelli, impaurite o distratte che quasi sempre subiscono questo controllo ingombrante e invadente senza denunciarne l’evidente violenza. Bene che vada (proprio come fanno i politici) si accodano alla magistratura approfittando di qualche inchiesta che incastra i boss delle curve, e solo allora osano prendere qualche misura contro i bulli.
La Nazionale, fino a poco tempo fa immune dal fenomeno (ha il vantaggio di non essere legata a un territorio, a una città), da un po’ di tempo ha sul groppone poche centinaia di esagitati, di estrema destra come la grande maggioranza dei capi ultras, che trattano la maglia azzurra come “cosa loro”.
Non per caso, nelle contestazioni durante la partita in Moldova, gli ultras minacciavano di «venire a Coverciano», che è il luogo fisico degli allenamenti della Nazionale. Un modo per territorializzare anche la Nazionale in modo da poterla “controllare” fisicamente, proprio come fanno gli ultras locali con le squadre di club. A Gattuso non garba lavorare sotto ricatto o sotto minaccia, e ha fatto benissimo a ribellarsi.

Imbarazzante

 

Taci, il nemico ti ascolta
DI MARCO TRAVAGLIO
Mentre la destra delle ministre che svacanzano sugli yacht in fuga dai processi per truffa all’Inps finge scandalo per il piccolo naviglio di Fico per portar voti al candidato-viceministro Cirielli con consorte capo-dipartimento al ministero della Salute, si spacca sui nuovi aiuti da inviare all’Ucraina, casomai i corrotti locali avessero finito i soldi da rubare. Da una parte Salvini vuole chiudere il rubinetto ai corrotti di Kiev: e avrebbe pure ragione, se non fosse il capo di un partito che fece sparire 49 milioni di fondi pubblici. Dall’altra il forzista Tajani e l’ex forzista Crosetto, sentendo evocare la specialità della ditta, si rianimano e annunciano “nuovi aiuti consistenti” alla mangiatoia perché in fondo ha beccato “solo due corrotti”: cioè niente, al confronto di quelli che han visto passare loro (al capobanda hanno pure dedicato la riforma costituzionale della giustizia). Per fortuna in Ue non si bada a questi dettagli: von der Leyen e Kallas continuano non proferire verbo sulla Tangentopoli ucraina e a trafficare per dirottarvi anche i 150-200 miliardi di asset russi rapinati nelle banche, così il governo di Kiev si riunirà al gran completo nel più vicino penitenziario.
Intanto la libera stampa ha colto il vero problema: la propaganda russa sulle tangenti ucraine. Repubblica ieri non aveva una riga su cessi e bidet d’oro, chili di banconote da 200 euro, amici di Zelensky sfuggiti all’arresto, ministri cacciati, appalti energetici e militari truccati. In compenso svelava il “dettaglio che complica l’eventuale acquisto di armi americane” per Zelensky: un “allarme fake news russe” dei Servizi “rimbalzato fino a Palazzo Chigi” (gli 007 non trasmettono più i report brevi manu o via mail: li nascondono in palle di gomma). E che dice l’Sos rimbalzante? “È in arrivo una nuova tempesta di disinformazione russa”. Ullallà. “Una guerra ibrida combattuta con propaganda su social e canali Telegram”. Perdincibacco. “Una campagna che prende spunto da un dato di cronaca molto concreto: il pesante scandalo sulla corruzione nel settore energetico ucraino”. Quindi non fake news, ma fatti veri: che però, se raccontati da russi o filorussi, si chiamano “azioni di spam per moltiplicare all’infinito le notizie”. E “creare un clima ostile all’Ucraina nell’opinione pubblica”, che sennò sarebbe felicissima di donare altro sangue a una banda di ladri. Crosetto ne ha subito “parlato col suo omologo ucraino”, finché resta a piede libero, e ne discuterà domani con Mattarella al Consiglio supremo di difesa. “L’ordine del giorno è molto attuale: la guerra ibrida” di Putin. L’idea è più avvincente che originale: non sono i ras ucraini che devono smettere di rubare, siamo noi che dobbiamo smettere di parlarne.

sabato 15 novembre 2025

Saltate pure!

 

Vedere una foto come questa, con la pletora di macchiette intente a saltare al grido di "chi non salta comunista è!" tra cui si riconosce al centro Ella, la donna cannone, nel senso che ne sta sparando sempre più di fragorose, e poi Lupetto Lupi, tanto tenero, tanto immarcescibile, col suo unpercento sempre in tolda alla faccia di noi coglioni, ed infine il ruttante post cenone, un tempo Cameriere al soglio durante l'Era del Puttanesimo, Tajani che sta al riflesso come Lupi al decoro politico, ebbene rimirarli nelle loro facezie potrebbe provocare risentimenti, ire, volgarità. Invece no, guai cascare al loro livello. Lasciamoli saltare, divertirsi, anche se i miliardi dati a quel cocainomane infoiato dalla terza guerra mondiale sembra siano stati percentualizzati in tasche vicinissime al comico, anche se le decine di milioni spesi per mandare in vacanza agenti di polizia in Albania stanno per riemergere, anche se crescono i poveri, coloro che non si curano, le spese di gas, di cibo, anche se la produzione è in calo, la forbice sociale sempre più divaricante. Lasciamoli saltare. Il tempo di ritornare a casa, infilandosi tra le grate stradali durante un temporale, è sempre più vicino.

Voglia di populismo

 



Natangelo

 



A proposito di...

 

Il progetto di Licio Gelli era vanificare la democrazia
DI ADRIANO SANSA
La Loggia P2 era oscura e corruttrice. È credibile che qualcuno dei suoi progetti fosse indirizzato al bene comune? Oppure tutto tendeva a consumare dall’interno le istituzioni, per asservirle a un sistema di potere invisibile capace di vanificare la democrazia? Ora si capisce che i più giovani possano non avere presente il contesto di quegli anni drammatici e la vicenda del ritrovamento di quell’elenco, penoso e pauroso insieme. Ma poiché siamo un Paese dall’età media elevata, bisogna pensare che la maggior parte di noi ricordi e sappia. Alla loggia P2 erano iscritti esponenti di tutti i poteri dello Stato e vari personaggi di ogni settore della vita nazionale, accomunati da un disegno eversivo, pericoloso e vergognoso. Alcuni dei vertici dei corpi armati confermavano la complessità e le profonde diramazioni del disegno. Non tutto si è potuto chiarire, ma ciò che è emerso, anche a proposito del suo ruolo nella macchinazione delle stragi, basta a dire che la P2 fu un tradimento delle istituzioni della Repubblica.
Nei piani scoperti dai magistrati milanesi era prevista anche la separazione delle carriere, quella stessa sulla quale ora si dovranno pronunciare gli italiani. Mi domando, e domando ai miei concittadini: come potete, come avete potuto così spesso dimenticare che si sta realizzando ora un risultato cui mirava una ramificata banda di corrotti, corruttori, traditori e delinquenti?