Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 7 aprile 2021
Reazioni
Un bel botta e risposta!
"Giuseppi" è tornato, ed ha scritto una lettera al direttore del La Stampa Massimo Giannini.
Ve l'allego qui sotto, dopodiché potrete leggere la risposta del direttore in edicola oggi.
(Non commento naturalmente, anche se tifo da sempre per Conte. Lascio a voi farvi un'idea al proposito)
Lettera di Giuseppe Conte al Direttore de La Stampa, Massimo Giannini. 06.04.21
martedì 6 aprile 2021
Sottofondo pensieroso
Aleggia, girovaga, appare a tratti, d'altronde tutti i saccenti avvertono che i rischi del post pandemico nella collettività saranno durevoli e, ahimè. fastidiosi, giusto?
Ebbene avverto un cambiamento in me, lo ammetto, una sensazione strana e di difficile catalogazione, anche se, faccio fatica a dirlo, il termine che più s'avvicina alla sua descrizione è... è ... misantropia!
Cavolo, mi dico: ma come hai fatto a trasformarti in un misantropo? Non amavi un tempo la compagnia, non sfavillavi ogniqualvolta si presentava l'occasione di andar tra la gente?
Si, è vero, era proprio così. Ma ho passato un periodo di solitudine, come tutti del resto, mi sono chiuso a riccio, e, ed è qui il problema, sono stato bene. Non ho sofferto la mancanza degli altri, non mi sono annoiato e non m'annoio quando resto da solo con me stesso, con le mie manie scaturenti dalla fobia di cuccarmi il bastardo. Potrei andare avanti decenni in questa situazione, lo ammetto, lo confesso. Non è che abbia sentimenti di avversione nei confronti degli altri, come recita il dizionario alla voce "misantropia." In parte, alcuni mi stanno fantasmagoricamente sulle gonadi, ed è inutile citarli basta scorrere i post precedenti a questo per farsene una chiara idea, vero Cazzaro?
Chiarisco ulteriormente: i miei amici mi mancano, sulla carta andrei di corsa da loro o con loro al ristorante. Sulla carta. In controtendenza il pandemico ha creato attorno a me una specie di capsula ove tutto è rigorosamente dettato dai tempi del giorno e della notte: sveglia alle 5:00, Deka alle 5:30, alle 6 bicchiere di acqua tiepida con mezzo limone spremuto e tre noci, alle 6:30 colazione con focaccia scongelata e spremuta di due arance e l'altra metà del limone, indi sigaretta e pillola di omega 3. Se vado a lavorare alle 7 uscita di casa per caffé e rientro alle 18:30 per leggera lettura, visita da mia madre, cena da lei e rientro ore 20:30 con camomilla e presa dal freezer della focaccia che servirà la mattina seguente; se non vado a lavorare navigata sino alle 10, uscita per acquisti e passeggiata, pranzo, riposino e successiva lettura. Se invece torna mia moglie dal lavoro fuori città, il programma diventa libero dagli schemi sopra citati.
Quello che mi preoccupa è che lo svolgimento prefissato della giornata non mi annoia, non mi disturba, non mi innervosisce, pur essendo stato da sempre uno che non ha mai schematizzato nulla, il classico vivere il momento che viene inventandosi cosa fare all'istante, la regola della mia insana e fanciullesca impostazione di vita.
Ora invece no, tutto è cambiato, tutto è preordinato, nella solitudine, nel muoversi autonomamente senza sentir alcuna nostalgia degli altri. Gran bel problema questo, di difficile risoluzione, credo.
Sono orientato a criticare tutto quanto faccia parte della cosiddetta ripartenza sociale: odiavo il sistema su cui si reggeva il turismo, divenuto una specie di "pestatura dei calli a vicenda" per l'eclatante e sovrabbondante aumento delle presenze nei luoghi cosiddetti famosi, siano essi d'arte o naturali. Occorrerebbe una saggia e specifica autoregolazione degli arrivi, delle presenze al fine di evitare l'annientamento della bellezza, la scomparsa delle caratteristiche artistiche, sia di musei o di luoghi naturali, fondate sulla giusta presenza umana.
Non sopporto i latrati degli imbecilli, che sono ovunque, la lardosa manifestazione di epuloneria, odio i cretini incastonati nella riprovevole moda di apparire, nel vestirsi, nel ciacolare, nel culo tondo con gli starnazzi che impediscono di volare (cit.), nell'immersione nella vita intesa come un compendio di apericene, mi stanno sulle palle chi intende la vacanza solo come partire ed andare lontano, quelli che al ritorno raccontano di favolose immersioni nella natura bella perché lontana. Non sopporto più chi ostenta, vivendo solo per quello, aborro parlare di idiozie conclamate per far passare il tempo, detesto chi ride solo perché vuol farti credere di essere nella parte alta della forbice sociale, sempre più divaricante. Sfanculo tutti i buzzurri impegnati ad annientarti con la loro gradassa inutilità.
Mi chiedo e vi chiedo: sono diventato misantropo o più sveglio?
Già!
lunedì 5 aprile 2021
Contatto diretto
Buongiorno,
come sta, tutto bene, ha passato bene la Pasqua? La disturbo per alcuni chiarimenti sul suo operato, che ritengo indegno, da ribaldo di prim'ordine. Mi spiego: l'ho sentita cicaleggiare molto durante il governo precedente, quello retto dalla "Persona per bene" per intenderci; insani editti senza alcun ritegno, piagnistei degni di vlogger spasmodicamente intenti ad aumentar il parco buoi, perché di buoi si parla a mio modesto parere, eclatante esempio di tutto quanto fa spettacolo per continuare l'accaparramento insano e malevolo.
Sembrava che foste alla canna del gas, il terrore vi portò a divincolarvi come anguille a Comacchio, temevate che la torta europea finisse in mani sbagliate e, soprattutto, non confacenti alle ovvie ragioni di egoismo; pensare che alcuni ceti sociali traggano benefici per un posizionamento migliore nella scala sociale infatti si rivelerebbe dannoso per voi, sempre attenti a mantenere le distanze, gozzovigliando ed infarcendo con stereotipi le supercazzole di cui siete portatori insani.
Venne dunque il Mario Draghi da voi adulato più che la Madonna in processione, il faro, l'Alfa e l'Omega, l'araldo della finanza quale fulcro risolvente ogni problematica, il simposio del dogma della staticità delle diseguaglianze, motore perenne per il buon andamento del banchetto epulonico infinito, con briciole pioventi sugli strati sottomessi all'eclatante brama, vostro cammeo di famiglia.
Tutto cessò, il gorgoglìo mediatico si placò, i giornali, praticamente tutti di vostra proprietà, si trasformarono nei foglietti che trovi sulle panche alla domenica mattina nelle chiese, le giaculatorie divennero guida illuminante per molti, il comprendere che la situazione sarebbe mutata a vostro vantaggio consentì a lei, e alla sua ciurma, di ritornar alla prioritaria occupazione, quella di beffeggiar molti per ringalluzzir pochi.
Ed oggi restano, al solito, parecchi quesiti che mi pregio ricordarle :
1) Come mai lei e i suoi predecessori, non avete mai speso una parola, una sola parola, sull'enorme problema dell'evasione fiscale, che sottrae alla collettività almeno 100 miliardi all'anno? Alcuni sostengono che la ragione sia il fatto che non potete schierarvi esplicitamente in tal senso per l'ovvio motivo che molti dei suoi consociati risultino impelagati fino all'osso in occulte vicende legate ai paradisi offshore. Conferma?
2) Ci sono evidenti forme di schiavismo lavorativo nel nostro paese, i rider che consegnano le cene e i corrieri di Amazon, per fare un esempio. Qual è la sua posizione al riguardo?
3) I quotidiani, molti, non tutti per fortuna, omettono di raccontarci come si sia evoluta la produzione industriale. Mi spiego: prendo questi dati dal sito Contropiano, di matrice comunista, si lo so, solo pronunciare tale parola vi provoca eruzioni cutanee, ma occorre, mi consentirà, cercare dati sensibili in luoghi ove la lunga mano imprenditoriale stenti a raggiungerli, per addomesticarli; non vorrà, ad esempio, che mi possa abbeverare alla fonte sabauda di Repubblica - la Stampa - il Secolo XIX di proprietà di quel colossale affabulatore di fregnacce trasformatosi in capitano di finanza dopo aver ereditato dal nonno, che molti indorano ancora sviando dal fatto che fosse un accentratore di capitali, talvolta pare anche off shore, e che risponde al nome di John Elkann, tra l'altro accenditore di un credito verso lo stato di sei miliardi e, contemporaneamente, dispensatore di cedole azionarie verso la sua brigata, chiamarla banda mi sembrerebbe un pochetto forte, per un importo pari a 3,5 miliardi? No, non mi sembrava corretto cercare la verità in quegli anfratti! Quindi dal sito Contropiano, le trasmetto la seguente informazione:
L’ennesima conferma che le “chiusure” a causa della pandemia non sono state affatto tali (o perlomeno non per tutti), arriva dall’indice Pmi sulla produzione manifatturiera rilevato a marzo da Ihs Markit. L’Indice del settore manifatturiero italiano ha registrato a marzo 59,8 punti, in salita dal 56,9 di febbraio e segnala il più grande miglioramento delle condizioni operative in 21 anni. Il dato è in linea con le attese degli analisti. Si tratta dell’espansione della produzione e dei nuovi ordini ai tassi più veloci in oltre tre anni. Inoltre l’ottimismo rimane elevato, e incrementa la creazione di posti di lavoro.
“I dati di marzo hanno evidenziato l’ennesima accelerazione della ripresa del settore manifatturiero italiano – ha commentato Lewis Cooper, Economist di Ihs Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine – sia la produzione che i nuovi ordini hanno registrato la maggiore espansione in oltre tre anni, e le aziende campione hanno riportato crescenti vendite e una migliore domanda da parte dei clienti. Di conseguenza, per far fronte alla maggiore mole di lavoro, le imprese manifatturiere hanno aggiunto ulteriore personale ed è rimasto elevato l’ottimismo“.
Tuttavia, rileva ancora Cooper, “le pressioni inflazionistiche continuano ad aumentare, i costi di acquisto hanno indicato il più veloce incremento in quasi dieci anni, causando un tasso di inflazione dei prezzi alla vendita quasi record, in quanto le aziende hanno cercato di mantenere i loro margini. La causa dell’aumento dei costi citata principalmente è legata ai ritardi nella catena di fornitura; i tempi medi di consegna, infatti, si sono allungati al livello maggiore dal picco pandemico di aprile scorso“.Quindi come la mettiamo, Gran Visir dell'alterazione della realtà per scopi di bieco accaparramento?



