martedì 2 giugno 2026

L'Amaca

 


La gente non mormora più

di Michele Serra


Il delitto di Garlasco è (anzi, fu) una cosa. Il Garlasco show è tutt'altra cosa. È come una smisurata, scintillante protesi applicata sopra un grumo di dolore e di sangue. La proporzione è uguale a quella di una bilia di fronte a una mongolfiera. Della mongolfiera fa parte la notizia che è stato aperto un fascicolo per diffamazione a carico dell'avvocato di Alberto Stasi, di un inviato delle Iene e di un maresciallo dei carabinieri. Mancano solo un parroco, una sindaca, una blogger, un criminologo da palinsesto, e il presepe è completo.

Per altro, si legge che i fascicoli aperti dalla Procura di Milano sono settantanove (79!), tutti scaturiti dalla disputa furibonda su quella fosca storia. Gli indagati sono blogger, youtuber, giornalisti; i querelanti la famiglia Poggi e le gemelle Cappa, delle quali so dirvi poco o niente perché non faccio parte della smisurata tribù inquirente. Diffamazione e stalking i reati contestati, e si immaginano agli atti montagne di parole, di post, di commenti ai post, di articoli di giornale, di trasmissioni televisive.

Quando Tina Pica, in Pane amore e fantasia, diceva «la gente mormora», non poteva immaginare che il mormorio, un giorno, sarebbe diventato un autentico uragano di accuse, sconfessioni, partiti presi, risse tra i contradaioli di Stasi e quelli di Sempio. La gente non mormora più, la gente posta, la gente indaga, la gente giudica, e ne sortisce il presente putiferio su Garlasco, uno spettacolo che non prevede più pubblico, solo protagonisti. Avvocati che dichiarano, giudici che dichiarano, periti che dichiarano, marescialli che dichiarano, è come se il processo fosse già in atto. La giustizia ha tempi lunghi, ma la gente ha tempi brevi.

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