Gara di solidarietà
La gara di solidarietà della stampa italiana al Fatto, colpito da due cause temerarie negli Usa (220 milioni) e in Italia (altri 5) per aver pubblicato notizie vere sul duo Cipriani&Minetti, non accenna a placarsi. Tra olgettini di destra e corazzieri di sinistra, è tutto un coro di “non mollate”, “tenete duro”, “non fatevi intimidire”, “viva il giornalismo d’inchiesta”. Sì, è vero, ci chiamano Falso o Fango quotidiano o Fatto disfatto; danno per scontato che se un patteggiatore per reati fiscali e una pregiudicata per favoreggiamento della prostituzione e peculato ci chiedono tutti quei soldi li otterranno di sicuro e il Fatto chiuderà; si eccitano perché testimoni e avvocati della coppia danno ragione alla coppia e “inguaiano Travaglio”; sostengono che Graciela mente quando dice le stesse cose per tre mesi a due tv uruguayane e a due giornali italiani e diventa attendibile quando “ritratta” senza smentire quasi nulla; scrivono che ha detto “mai visto escort e prostituzione” anche se s’è guardata bene dal dirlo; ma lo fanno solo per simpatia. La Verità, per eccesso di affetto, aggiunge alle due cause reali una denuncia immaginaria di Graciela: “La superteste di Travaglio vuol fare causa a Travaglio”. Ma così, ad abundantiam.
Il Corriere, per starci più vicino, inaugura un nuovo genere letterario: una paginata dal titolo “‘Falsità e danni gravi’. Caso Minetti, ecco le carte. La richiesta di 250 milioni del gruppo Cipriani. E la teste parla di ‘frasi travisate’”. E quali “carte” saranno? I fiumi di audio, chat e foto inviati dalla massaggiatrice Graciela a due giornalisti uruguayani e due italiani? No, quelle le pubblica il Fango– Falso. Le “carte” sono nientemeno che la denuncia di Cipriani, che “il Corriere ha visionato”. Ammazza che scoop. Ogni giorno tutti i quotidiani, Corriere in testa, sono subissati da richieste di danni. E nessuno ha mai pensato di pubblicarle. Poi ieri il Corriere, anziché alle sue denunce, ha dedicato un’intera pagina a quella contro Fatto e Report: appena 206 righe con le accuse di Cipriani e ben 4 per dire che “il Fatto e la Rai produrranno la propria versione della storia nelle sedi competenti” (ma va?). Nel ringraziare il direttore Fontana per il gentile pensiero, ci sorge un dubbio: chissà se ha saputo che Graciela, quella che ora “parla di ‘frasi travisate’”, le stesse cose dette a noi e a due tv uruguayane le aveva riferite a un altro quotidiano italiano, che il 12 maggio titolò: “Caso Minetti, parla la massaggiatrice Graciela: ‘Dentro a quel locale ho visto di tutto. Ho paura e vivo nascosta’”. Ed è proprio il suo: il Corriere. Se Graciela è stata “travisata”, l’ha travisata anche il Corriere. Ora speriamo che i Ciprinetti non se ne accorgano e non denuncino pure Fontana, sennò ci vuole un’altra paginata.
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