lunedì 8 giugno 2026

Riccardo Ricciardi

 

MINETTI, IL GIORNALISMO E LA QUESTIONE DI CLASSE

Leggo noti commentatori che quando le procure si pronunciano a favore di gente potente, diventano improvvisamente sostenitori delle toghe.

Leggo che quando si parla di gente potente, si scopre la pietas che si deve a un essere umano, si chiami Minetti o Alemanno.

Quando però urlano i poveracci, si può buttare la chiave.

Leggo scendiletto di professione, stipendiati anche grazie ai contributi pubblici che ricevono i loro giornali letti solo dai politici nelle sale stampa dei palazzi, che vogliono dare lezioni di deontologia professionale a chi fa il giornalista per davvero, a chi non guarda in faccia a nessuno e che fa inchieste senza guardare al portafoglio, all’appartenenza politica o alla provenienza di chicchessia.

Solidarietà e sostegno a Il Fatto Quotidiano per l’incessante lavoro che fa, al servizio di tutti noi.

Solidarietà a tutte le madri, i padri e gli esseri umani che vivono in condizioni devastanti, che rinunciano a curarsi e a curare i loro figli, ma la cui vita non entrerà mai nel cono di luce di chi potrà ricevere una grazia.

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