Gilberto, Gilberto! Questo piccolo Pichetto Fratin che esulta, passo importante dice, dopo che la maggioranza ha approvato ieri alla Camera la legge per la produzione di energia nucleare di nuova generazione — ancora in fase sperimentale — fa tenerezza, provocando quasi commozione. Pichetto Fratin probabilmente si è convinto che l’8 novembre 1987 e il 12-13 giugno 2011 il popolo italiano votò due referendum su come svitare bene i barattoli di Nutella o sul consentire o meno ai cervi di abbeverarsi nei ruscelli montani, mentre i cattivi che Pichetto persegue meglio di un Fratin, come le peggiori malelingue sostengono che le due chiamate all’urna furono per dire no al nucleare!
E Fratin sostiene, come un Pichetto meglio non saprebbe fare, che a questo giro si sta parlando di un nucleare completamente diverso dai precedenti.
Pichetto non sa, e neppure Gilberto, né tantomeno Fratin, che le scorie prodotte dalle centrali di Latina, Garigliano e Trino Vercellese stanno ancora aspettando, dal 1987, un sito ove poter decadere in sicurezza, perché nessuna, ma proprio nessuna delle regioni italiche le vogliono ospitare nei loro territori.
Pichetto non sa, e neppure Gilberto, né tantomeno Fratin, che le nuove tipologie di centrali nucleari, ridotte, portatili, ancora in fase di sperimentazione, potrebbero entrare in produzione, ammesso che non sorgano negli anni problematiche tecniche, tra dieci–quindici anni e i prototipi di oggi a quel tempo diverranno obsoleti.
E che l’Europa che aprirà un prestito, l’ennesimo, per cercare fonti energetiche alternative, vorrebbe che ci si indirizzasse verso l’eolico e il Sole. Già Pichetto non sa neppure che, essendo lui ministro dell’Ambiente e vivendo in una nazione definita da tutti come il Paese del Sole, dovrebbe dedicarsi alle energie cosiddette pulite, invece di tornare al nucleare che è malvisto da tutti nel momento in cui occorrerà definire siti di produzione e stoccaggio rifiuti.
Ma Gilberto Pichetto Fratin, che in queste ore gongola per questo passo avanti verso l’atomo, probabilmente non percepisce il momento storico, la burocrazia, le tempistiche tecniche e neppure il fatto che sia a tutt’oggi ministro dell’Ambiente!

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