Se in tutti questi anni abbiamo creduto alla parentela egizia di tale Ruby, se abbiamo gioito per l’annientamento dell’articolo 18 e dello schiavismo 2.0 mascherato da Jobs Act, ritenendole scelte di sinistra, allora non ci dobbiamo stranire oltremodo se a Palermo ieri alcuni psicopatici si sono riuniti nel nome del terrapiattismo (quanto mi piacerebbe parlare con loro dell’eclissi di Luna: esisterà un velo tondo per coprire il Sole?) Quello che sconcerta è il concetto che se questa folle teoria fosse stata supportata da media proni, se il piattismo portasse voti, assisteremmo ai latrati degli accalappiaconsensi, in primis colui che guida il partito dei 49 milioni rubati alla collettività rimborsabili in settant’anni. Con annessi tour organizzati per recarsi sul bordo del nostro pianeta piatto, con Gelmini e Carfagne al seguito dispensatrici del pensiero dell’Erotomane: “di tondo nell’universo c’è solo il lato B della gnocca!”
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 13 maggio 2019
Credenze
Se in tutti questi anni abbiamo creduto alla parentela egizia di tale Ruby, se abbiamo gioito per l’annientamento dell’articolo 18 e dello schiavismo 2.0 mascherato da Jobs Act, ritenendole scelte di sinistra, allora non ci dobbiamo stranire oltremodo se a Palermo ieri alcuni psicopatici si sono riuniti nel nome del terrapiattismo (quanto mi piacerebbe parlare con loro dell’eclissi di Luna: esisterà un velo tondo per coprire il Sole?) Quello che sconcerta è il concetto che se questa folle teoria fosse stata supportata da media proni, se il piattismo portasse voti, assisteremmo ai latrati degli accalappiaconsensi, in primis colui che guida il partito dei 49 milioni rubati alla collettività rimborsabili in settant’anni. Con annessi tour organizzati per recarsi sul bordo del nostro pianeta piatto, con Gelmini e Carfagne al seguito dispensatrici del pensiero dell’Erotomane: “di tondo nell’universo c’è solo il lato B della gnocca!”
domenica 12 maggio 2019
Tutto è condensato qui!
domenica 12/05/2019
Il cretino prevalente
di Marco Travaglio
Salve, sono il Pirla di Sinistra. Non vi dico il mio nome. Ma, appena mi presento, mi riconoscete. Sono entrato in politica nel 1994. Cercavo un posto al sole nella Gioiosa Macchina da Guerra: tutti dicevano che avrebbe vinto di sicuro. Invece vinse B., ma fui felice lo stesso: il Cavaliere Nero, l’autocrate miliardario che sdoganava i fascisti era il nemico ideale per resuscitare la sinistra scampata a Tangentopoli perché Greganti aveva tenuto la bocca chiusa. Bastava ripetere ogni due per tre che era fascista e le masse sarebbero tornate da noi. Purtroppo le cose non andarono proprio così: B. cadde per mano di Bossi, altro fascista. Col quale D’Alema, auspice Scalfaro, si accordò per sostenere il governo Dini. Disse addirittura che la Lega era “una costola della sinistra”, solo perché milioni di poveracci che votavano per noi si erano buttati sul Carroccio per disperazione. Io ovviamente non ero d’accordo, perché noi di sinistra non dobbiamo perdere la purezza governando con altri: o soli contro tutti, o niente. Meglio il peggior nemico che il migliore amico. Nel 1996 arrivò Prodi, l’usurpatore, che non veniva dal Pci, ma dalla Dc. E ci spiegò che per governare dovevamo aprirci ad altre forze: le chiamava Ulivo, sai le risate. Però la gente ci cascò e lui vinse.
Fortuna che D’Alema si mise con B. nella Bicamerale per far la guerra al Prof e ai giudici, che rompevano i coglioni anche ai nostri. Nel ‘98 godetti come un riccio quando il compagno Bertinotti, un vero puro di sinistra, rovesciò l’intruso col pretesto delle 35 ore di lavoro e servì il governo al Lider Massimo su un piatto d’argento. Certo, questi dovette imbarcare Cossiga e Mastella, bombardare la Jugoslavia per ordine degli Usa, comprarsi la finta opposizione forzista con leggi anti-pm e pro-Mediaset, ma almeno ci liberammo di Prodi. Purtroppo gli elettori non capirono la genialità dell’operazione: D’Alema cadde e, dopo la parentesi Amato, tornò B. Meglio così: preferisco mille volte lui alla falsa sinistra. Tanto peggio, tanto meglio. Cinque anni radiosi: B. rovinava l’Italia e noi dall’opposizione a strillare al regime senza responsabilità. Bastava aspettare e avremmo stravinto. Non andò proprio così: nel 2006 tornò Prodi e pareggiò, qualche voto in più grazie agli italiani all’estero. Per fortuna durò meno di due anni. Poi Veltroni lanciò il Pd a “vocazione maggioritaria”, disse che degli alleati faceva volentieri a meno, figurarsi di Prodi. Infatti gli alleati ci mollarono (Turigliatto&C, Mastella&C). Ma sì, molto meglio resuscitare B. e aspettare che spaventasse i nostri elettori per farli tornare all’ovile.
Lui ce la mise tutta: i soliti malaffari e pure i sexy- scandali. Ma nel 2011, quando finalmente cadde, noi – ammazza che volpi! – decidemmo di non andare al voto: un bel governo del compagno Monti sostenuto da Pd e FI, non proprio di sinistra-sinistra, però piaceva tanto al compagno Napolitano. Nel 2013 i nostri elettori si sbagliarono di nuovo: anziché apprezzare le grandi riforme contro i pensionati e i lavoratori, preferirono i 5Stelle. E finimmo pari con loro. Quel tontolone di Bersani tentò di agganciarli, ma per fortuna non abboccarono. Poi Grillo tentò di agganciare noi, per votare il nostro ex presidente Rodotà al Quirinale e poi governare insieme, ma per fortuna non ci cascammo. Molto meglio rieleggere Napolitano a 88 anni per altri sette e rifare il governo con B. Pussa via, populisti. Purtroppo Silvio fu condannato e mollò Letta (Enrico), ma Alfano&C. restarono incollati alle poltrone. Intanto il compagno Renzi, che salì a Palazzo Chigi sempre con gli alfanidi e pure con i verdinidi. Certo, non era proprio di sinistra, infatti completò l’opera lasciata a metà da B. e attaccò pure la Costituzione. Ma in fondo questo è un Paese di destra: la sinistra può governarlo solo se fa la destra. Purtroppo la gente non ci capì neppure nel 2018: chi era di destra, anziché noi, votò Salvini; chi era di sinistra, anziché noi, votò M5S. Di Maio ci offrì un contratto di governo, ma noi furbi lo gettammo tra le braccia della Lega: meglio starcene sull’Aventino con i pop corn a goderci lo sfascio populista-sovranista. Mica scemi: va bene governare con B., Alfano&Verdini, ma con quel figuro di Di Maio proprio no. Così gli elettori imparano.
Ma questi perseverano: ci preferiscono ancora i gialloverdi. Eppure gridiamo al fascismo un giorno sì e l’altro pure, i nostri librai minacciano di non vendere il libro di Salvini, abbiamo cacciato il suo editore dal Salone, mandiamo i nostri agit prop in tv a ripetere che questo è il peggior governo della storia repubblicana, va tutto male, l’Apocalisse è vicina. Che dobbiamo fare di più? Se Salvini diserta il 25 Aprile lo fischiamo, se la Raggi va al 25 Aprile la fischiamo. Se Salvini dimentica la lotta alla mafia lo fischiamo, se i grillini vanno al corteo per Peppino Impastato li cacciamo. Se arriva Greta siamo tutti ultrà ambientalisti, poi tutti a manifestare pro-Tav coi leghisti, i forzisti e Confindustria. Se passano il reddito di cittadinanza, le leggi anti-precari e anti-corruzione, votiamo contro perché non le abbiamo fatte noi. Ora siamo un po’ preoccupati, perché la Lega cala nei sondaggi e i 5Stelle recuperano: la gente, invece di apprezzare la strategia dei pop corn, scambia i grillini per l’opposizione. Altro che dialogare con loro: più Salvini si sgonfia, più lo rigonfiamo, dandogli del nuovo Mussolini anche se non ci crede nessuno, ripetendo che comanda lui anche se non è vero, attaccandolo sulla guerra ai clandestini anche se li moltiplica, difendendo questa Ue che sta sulle palle a tutti. Sennò è capace di non votarci il Tav e di non spaventarci più gli elettori. Se la gente non ha più paura, perché dovrebbe votare per noi?
venerdì 10 maggio 2019
La beffa
Oltre ad incazzarti per la multa, tecnicamente giusta benché i fantasmini con il taccuino, anzi ora sono tecnologici ed hanno lo sputa-tagliando, appaiano come entità melliflue per stangarti e subitaneamente scomparire, li ho infatti cercati ovunque persino nei contenitori immondezza e sotto le auto ma niente si erano già smaterializzati, dicevo: oltre che ad incazzarti per la multa, per la precisione 60,90 euro, i sfanculanti la padronanza di sé hanno trovato, per meglio dire copiato dai loro fratelli maggiori i signori del pedaggio benottoniani, un ennesimo motivo incazzante: il resto. Inserendo infatti 65 euro ecco arrivare 4 monete da 1 euro, e fino a lì ci siamo e... 10 monete da 1 centesimo per completarlo. Dico io: ma cazzo! Già tramortito verso principi che ritenevo solidi come la giusta punizione per chi socialmente sgarra, m'infervoro ulteriormente verso questa irrispettosa forma di noncuranza sociale. Carica la fastidiosa macchinetta con monete da 10, 20, 50 centesimi! Che ti costa o troglodita imbolsito! Perché mi devi appioppare dieci insulse monetine che s'incuneano persino dentro le natiche a mo' di juxebox, le trovi nelle tasche, nei meandri più nascosti dei giacconi, ovunque compaiono in casa, sbeffeggianti quasi imploranti un decoroso vaffanculo!
Dicevo dei fratelli maggiori gli ingordi united of Riccastron: prova a pagar pegno e pedaggio con una banconota da 10 euro immettendo un tagliando con importo sui 3 euro e qualcosa: con la ceppa che ti daranno una banconota da 5 euro, che preferiscono usare per imbottire i materassi trevigiani dei loro padroni! Senti l'ebrezza di aver vinto, mentre hai ancora una volta sottostato a questa merdosa pratica vessatoria; il tintinnio, la cascata di monete ti sfotte, ti miniaturizza socialmente, ti sottopone all'ancestrale prevaricazione di casta. Al casello scende musicalmente il resto assieme allo sfottò fantozziano e l'arrivederci della voce femminile sparato in coclea a volume massimo enfatizza l'ineludibile: si, siamo certi che ritornerai insignificante automobilista da spennare! Acchiappa le monetine e sparisci che dobbiamo demonetizzare quello dietro di te! Che fai? Ti sporgi pure dal finestrino? La cintura ti sta ostruendo la carotide? Ah ah ah! Sei pure comico pollo al volante!
E continuando ci sono pure le reunion per abbacinati, i grandi centri commerciali, dove ogni cosa costa euro più 23, 32, 67 centesimi aggiuntivi ed anche lì lo sberleffo assume i connotati delle fastidiosissime monetine abbronzate, minuscoli esseri urticanti, amebe stordenti per non far pensare al fatto che molti articoli immessi nel carrello, non ti serviranno ad una beneamata ceppa! Ma mi sto organizzando: cercherò di affibbiarne il più possibile, cercando in autostrada il casello presieduto dall'assonnato di turno. Viva la libertà!
Strano
Strano, molto strano questo sondaggio. Eppure a veder bene i presupposti non ci sarebbero: esclusion fatta per il Pontefice, grande uomo, attorno a lui vediamo persone integerrime, autentici fari illuminanti il sentiero. La cosiddetta Santa Sede ha lavato, e forse continua a lavare, oltre i peccati anche i denari frutto di crimini e motore della grande criminalità, rappresentata non dall’ometto in calzamaglia nera con chiavi al seguito, bensì incravattato, profumato e impegnato a veder grafici borsistici nel regno tecno-rapto imperante. E ancora: la mancanza di una diga frangiflutti anzi, frangideviati da posizionare all’inizio della carriera ecclesiastica, in grado di respingere tutti coloro che nella talare non vedono altro che gozzovigliare importunando minori. Ed infine: tante supercazzole su carità ed affini assolutamente inconciliabili con simboli, segnali e stili di vita consoni al proprio credo. Un cardinale vive in media in un appartamento di 200 mq, avvinghiato a bisso e comfort. Come può essere che si possa seguire parole di accoglienza, di fratellanza proferite da uno che necessita di skateboard per spostarsi in bagno? Piccoli segni certo, ma punta d’iceberg di quel clericalismo riottoso sfociante in un’alterazione dell’ortodossia sconfinante nel becero tradizionalismo dagli altari rigirati per un irritante durezza di cuore, simbolo della fobia di perdere privilegi terreni.
Se la percentuale di calo è così contenuta lo dobbiamo solo agli uomini e alle donne, e sono tanti, che hanno scelto di vivere veramente alla sequela del Maestro. Papa Francesco compreso.
Forse inesistente
- Quindi tu metti in dubbio la continuazione della vita dopo la morte?
- Non l’ha metto in dubbio. Non mi pongo il problema.
- In che senso?
- Partecipo ad un’organizzazione, sotto certi aspetti fallace, che chiamiamo Vita, di cui non sono assolutamente stato fatto partecipe, non ho condiviso nulla in fase di progettazione. Mi sono semplicemente trovato un giorno su una culla a piagnucolare. Sto vivendo con parametri che non mi appartengono, sono stati inoculati in fase progettuale. Bello, buono, dolore, sfiducia, sofferenza: chi li conosceva prima? Entrato nel tempo, una terribile scocciatura che ti obbliga, in questa fase che definiamo tecnologica, a travestirti come un cosplayer da eterno giovane, impomatandoti, facendoti tirare in su gli zigomi, rigonfiandoti culo e labbra, solo per mascherare l’andare avanti di quell’enorme orologio che chiamiamo appunto Tempo. Per me è solo una finestra, un fastidio che dovrò sopportare fino al momento in cui, evaporando l’Io, ritornerò nel placido nulla atemporale, privo di ogni riferimento, di sensazioni, di spot, di byte, di “buongiorno presidente”, “si ok! Faccio come mi ha ordinato”, “guarda quello che auto si è comprato! Sicuramente ruba!”, “è l’ora di sacrifici per tutti!”, “fra dieci anni staremo meglio! Cazzo ma io ho 75 anni! Lo so ma ce lo chiede l’Europa.”
- Quindi rifiuti il piano della vita, il grande progetto d’amore?
- Amore? Ma se si odiano tra vescovi, tra preti, imam, ci sono coglioni che si fanno saltare per star bene nell’altra vita come se io mi comprassi uno smoking e lo stracciassi per indossare una tuta degli Avangers, senza certezza alcuna! Amore? L’unico amore oggi è quello devastante per il denaro, il lucro che porta alla sopraffazione! Guardati intorno cazzo! La nostra specie dotata di pensiero non ha saputo fare altro che sistemi di coabitazione fondati sul potere, religioso o dittatoriale. I soprusi non si contano e bada non mi riferisco al fatto che tra simili si permetta di lasciar morire di fame e stenti moltitudini intere, mentre pochissimi scialacquano ricchezze che servirebbero a colmare i vergognosi gap tra umani frutto di guerre, angherie, usurpazioni. No! Mi riferisco al subliminale, alla becera modificazione neurologica mediante messaggi fuorvianti, spronanti ad apparire, esaltare, insufflare comportamenti e vestizioni sciocche e tribali. Ai cosiddetti capitali off shore, alla rincorsa infinita della propria coda, al nulla ideologico, alle scorribande finanziarie, alle multinazionali, alle lavatrici di denari sporchi, la migliore di queste nella cosiddetta santa sede, alle masse oceaniche desiderose di nulla, alla ritrosia verso arte, cultura, pensiero. Tutta fuffa per indorare la breve, riferendola alle tempistiche universali, parentesi respiratoria di pochissimi, rendendo insopportabile quella del resto dei respiranti.
- Continuo a non capire il tuo pensiero
- Il mio pensiero? Semplice, quasi brezza. Se per vivere costruisci astrusi dedali insormontabili atti ad elevare pochi su molti, svilisci l’intera razza umana. Un sistema basato su pochi architravi, tipo istruzione per tutti, cultura ed ingegno al servizio del bello. Tutto qui, anche se è, e sarà impossibile che si realizzi. Primo perché una bella vita quaggiù rischia di offuscare speranze di eternità, pilastro delle religioni. Secondo perché se tu applicassi queste norme comportamentali sviliresti i totem di oggi: lucro, manovre tecno-rapto finanziarie, gioghi pesanti soffocanti l’individualità, che renderebbero vani i lanci di pane, buffetti dei cosiddetti grandi i quali, riducendo orizzonti e progettualità di intere masse, fanno apparire grande ciò che in realtà è appunto un semplice buffetto. La politica internazionale odierna è proprio questa: un controllo preciso e solerte in grado di non permettere a tanti di sollevare la propria dignità umana. Soggiogare è il comburente per quasi tutti i sistemi attuali, basati sulla ricchezza, generante potere. La storia del mondo non la stanno facendo gli attori, il copione è scritto da pochi. Siamo legati, soffocati, idealizziamo libertà solo apparenti. Ed il tempo continua imperterrito a scorrere.
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