martedì 4 luglio 2017

Libertè...


La chiara percezione di essere la ruota di scorta europea la si ebbe allorché il quasi mai sobrio Jean - Claude Juncker recitò la parte assegnatali dal circo di Bruxelles, elogiandoci e paragonandoci a degli eroi, perché sostanzialmente stavamo salvando esseri umani il che, detto a denti stretti, non dovrebbe certamente essere peculiarità riservata ad un unico stato, il nostro. 
Ma qualunque baggianata dica Juncker, che ai tempi del Lussemburgo insegnava alle iper multinazionali ad evadere le tasse, non fa notizia, se non nella linearità del discorso, molte volte provata dal suo vizietto di svuotar gotti.
Quello che addolora, solo in parte, è il neo napoleonico Macron, già innalzato ai fastigi onori, anche dal Bomba, senza ancora aver fatto nulla di concreto. Anzi a guardar bene si: il diniego di aprire i porti francesi alle navi delle Ong stracolme di essere umani, potrebbe infatti essere l'inizio di una nuova era d'oltralpe: 
Liberté, Egalité e Deinerichemenefregaamé.

lunedì 3 luglio 2017

In memoria, allegra...


Era un grande, forse a volte disconosciuto, come coloro che fuori dal coro, spargono originalità. I suoi scritti, i suoi film erano una dei pochi esempi di comico riflettente, di amarezza travestita da ilarità.
Entrerà di diritto nel Gotha degli Immortali, accanto a Totò, Gassman, Tognazzi, Vianello, Fabrizi. Con una particolarità peculiare: Villaggio prima di tutto scrisse, con impareggiabile arte, sulle nostre tristi vicende, anticipando sentimenti, vendette, ripicche, guerre tra poveri che si sarebbero scatenate in quel futuro, oggi nostro presente. 
Per certi versi i libri di Fantozzi riescono ancora di più a penetrare nell'animo scatenando l'eterno conflitto tra ridere e commiserare, campo minato questo dove il satiro riesce a sganasciarsi sulle tragedie ed il triste ad intristirsi sempre. Villaggio ha passeggiato da sempre sulla lama del confine; ha ribaldeggiato come nessuno sulle angosce, le disparità, i riti dei ricchi, sulla ricerca della visibilità, propria dei "duca conti" da parte della massa inerte e perennemente pregna delle ovvietà quotidiane, vedi l'autobus stracolmo preso alla mattina trasformato in disfida olimpica. Gli ammiccamenti, le prostrazioni, il servilismo che continuiamo ad elargire a coloro che riteniamo benefattori, vengono dal Ragioniere evidenziati per un'allerta mai ascoltata, per la ricerca di un rigurgito sociale mai avvenuto. 

"La Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare inaugura la nuova casa di via Fleming un giovedì sera. 
Aveva in questo modo evitato la banalità di un party al sabato.  
Anche Fantozzi fu inviato alla serata. La Contessa aveva una fortissima partecipazione azionaria nella ditta per la quale lui lavorava e con ambiguo spirito democratico invitava sempre molti dipendenti di basso grado per stupirli con il lusso di questi grossi avvenimenti mondani. 
Ci saranno stati circa 300 invitati: esponenti del mondo dell'industria, del teatro, del cinema, della televisione, giocatori di calcio e belle donne. Fantozzi si presentò in un tragico tre bottoni blu scuro di lana pesantissimo. Aveva bevuto sconsideratamente in apertura di serata tre cocktail, che poi si rivelarono tre pozioni per aumentare la temperatura corporea. Sudava come una bestia e non riusciva a stringere la mano di un invitato senza che questa gli schizzasse via come una trota. Quando fu pronta la cena in piedi, la casa venne invasa da camerieri avventizi di ogni taglia che servivano un risotto fumante e riempivano bicchieri di vino con viscidi sorrisi. C'era una tavola imbandita in maniera teatrale, che rivelava la megalomania di fondo della Contessa: frutti di ananas interi, un pavone e una porchetta arrosto e un grosso dentice bollito, con limone in bocca, che somigliava incredibilmente alla padrona di casa. 
Gli invitati mangiucchiarono un po' di risotto distrattamente e non degnarono di un'occhiata la tavola imbandita: divisi in piccoli gruppi, parlavano con aria divertita e distaccata di libri, vacanze e amori. Fantozzi invece non rifiutò mai il vino che gli offrivano i vischiosi avventizi, mangiò due piatti di risotto, un cosciotto di porchetta, una trancia di dentice, insalata e frutta. Aveva una fetta di arrosto sulla camicia e un'antenna di aragosta tra i capelli ed era, naturalmente, ubriaco. 
Cominciò poi una discussione tra i giovani sulla contestazione studentesca e l'intervento americano in Vietnam. Fantozzi credeva di essere nel covo della reazione, ma con suo grande stupore si accorse che più quei gran signori erano bardati con orologi Cartier e brillanti (con uno solo dei quali lui avrebbe vissuto senza patemi per il resto dei suoi giorni) più erano su posizioni maoiste. La maggior parte, giudicò Fantozzi, era a sinistra del partito comunista cinese.
Si avvicinò al tavolo della porchetta per bere, completamente disorientato, alzò il bicchiere all'indirizzo del severissimo e vecchio maitre in giacca nera e gridò:"Viva Mao!"
Il maitre lo guardò con tale disprezzo da incenerirlo. " Ma lei come la pensa?" domandò allora Fantozzi, che era nel pallone più completo. "Liberale" rispose il servo con fierezza. "Sono in lista nel Partito Liberale! Perché, se cambiano le cose qui, mi dice lei come faccio a vivere?"
Fantozzi uscì un attimo sul poggiolo a prendere un po' d'aria. Quando rientrò non c'era più nessuno, erano usciti tutti improvvisamente: andavano a cena in ristoranti costosissimi.
Era uscita anche la padrona di casa e gli avventizi stavano sbranando la porchetta. Fantozzi si preparò due panini con l'arrosto da portare a casa a sua moglie, bevve un ultimo bicchiere di vino e scese in strada senza salutare nessuno.
L'indomani mattina lui timbrava alle 8: pensando a quei giovani sovversivi che si sarebbero svegliati a mezzogiorno, gli si confondevano le idee." (Fantozzi - Paolo Villaggio)

Come per tutti i geni, i cammei sono molteplici: dal pomodorino, alla tenda da piantare nel camping, dalla cena al ristorante giapponese alla vacanza col Duca Conte a Sanremo, dalla settimana bianca a "Pinaaa siamo ricchi! E' morto lo zio Lazzaro!"

Questo grande ci ha quindi lasciato. Noi continueremo a ridere e a meditare amaramente sui suoi scritti, sui suoi film. Con al posto delle mani, due triglie! 
Ciao Paolo! E grazie!  
  

Un saluto



Grazie di tutto Ragioniere! Le sue gesta ci consoleranno dalla sua assenza! Ci saluti l'amico Filini!

domenica 2 luglio 2017

Mare mare!


Essendo nel dormiveglia il rumore che mi ha investito, mentre ero in procinto di parlare con una ninfea dorata, appollaiato nel mio lettino e coccolato dal riparatore ombrellone, è stato da me inteso come il segnale di abbandono spiaggia per probabile maremoto. Destatomi e guardando gli altri bagnanti tranquilli, sono andato a verificare cosa provocasse tale insulsa accozzaglia di fetore acustico: una cassa, posizionata a una decina di metri, per poter permettere ad insani di ballare sotto la guida di uno spostato. Premesso che la banda sonora in cui riconosco la musica va da Muddy Waters agli Oasis, (Komandante sei accluso) e che tutto il resto è equiparabile al martello pneumatico, resto basito dal fatto che questa cima ripiena di nefandezze, invocante ipoacusia, possa piacere. De gustibus non est disputandum! È vero. Ma i timpani sono i miei.

Fil Rouge


Come se le buonanime di Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi, con il fischietto in mano pronunciassero la fatidica frase "Un Deux Trois! Fiuuuuuuu!" ed iniziasse il Fil Rouge di giochisenzafronteiana memoria avente come scopo "l'evitare di arrotare ciclisti inebetiti ed imbecilli su moto che si credono Pedrosa alla ricerca della Pole!"
Così è infatti l'avvicinamento al mare, contornato da sedicenti Froome che sguisciano da ambo i lati della careggiata, facendoti venire gli occhi come il mitico Igor, che, fregandosene di tutto e tutti, stanno a gruppi di tre manco fossero sul Mortirolo. Ed in più moto ovunque che sorpassano te e i ciclisti, senza ritegno, ammettendo di essere dei veri ed unici idioti! Sono arrivato, per fortuna senza tubolari incastonati nei fanali anteriori e senza caschi sparsi nell'abitacolo. Peccato, avrei dovuto giocare il Jolly!

Fake!


A volte vedete quanto sia utile informarsi! Questa foto dell'ing Hamilton con il codice scritto a mano per mandare l'uomo sulla Luna, parrebbe essere un fake! La foto in realtà riprende la scienziata mentre sta lasciando la propria casa per iniziare la missione alla NASA nel 1969. Al suo fianco l'elenco delle cose da fare, in sua assenza, dal marito!


In effetti...