Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 29 aprile 2016
giovedì 28 aprile 2016
Una meraviglia di Papa!
Non so se vi è capitato di leggere la lettera scritta da Papa Francesco al Card. Marc Quellet, Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina.
No?
Poco male.
Ecco il link per leggerla interamente :
Lettera di Papa Francesco
e a seguire... alcuni commenti personali, da tempo covati
Chissà come avrà reagito nel leggerla il caro, si fa per dire, Ruini il simbolo del clericalismo italico ed universale!
Chissà che mal di pancia devono aver provocato le nobilissime parole del Pontefice (lunga, lunga vita a Francesco)
Estrapolo:
Guardare al Popolo di Dio è ricordare che tutti facciamo il nostro ingresso nella Chiesa come laici. Il primo sacramento, quello che sugella per sempre la nostra identità, e di cui dovremmo essere sempre orgogliosi, è il battesimo. Attraverso di esso e con l’unzione dello Spirito Santo, (i fedeli) “vengono consacrati per formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo” (Lumen gentium, n. 10). La nostra prima e fondamentale consacrazione affonda le sue radici nel nostro battesimo. Nessuno è stato battezzato prete né vescovo. Ci hanno battezzati laici ed è il segno indelebile che nessuno potrà mai cancellare. Ci fa bene ricordare che la Chiesa non è una élite dei sacerdoti, dei consacrati, dei vescovi, ma che tutti formano il Santo Popolo fedele di Dio.
La Chiesa non è una élite dei sacerdoti, dei consacrati, dei vescovi!
Da tempo immemore pensavo ciò, ma vuoi per mancanza di supporto, di voglia, di constatare quanto sopra detto.
Sia chiaro un aspetto: vi sono nella mia diocesi molti sacerdoti, che stimo, i quali hanno chiaro quanto enunciato nella lettera. Ma ve ne sono altri e vi erano Pastori, uno in particolare cardinale mancato (per fortuna) che non avevano chiaro il principio e anzi, erano addirittura castali, modello India!
Che cosa significa per noi pastori il fatto che i laici stiano lavorando nella vita pubblica? Significa cercare il modo per poter incoraggiare, accompagnare e stimolare tutti i tentativi e gli sforzi che oggi già si fanno per mantenere viva la speranza e la fede in un mondo pieno di contraddizioni, specialmente per i più poveri, specialmente con i più poveri. Significa, come pastori, impegnarci in mezzo al nostro popolo e, con il nostro popolo, sostenere la fede e la sua speranza.
Non so se sia stato abbastanza chiaro, Madamina!
Sarà finito il principato Cei?
Ho ancora dei dubbi in merito e spero che queste parole entrino anche là dove parrebbe essere state messe al bando!
Non è il pastore a dover dire al laico quello che deve fare e dire, lui lo sa tanto e meglio di noi. Non è il pastore a dover stabilire quello che i fedeli devono dire nei diversi ambiti. Come pastori, uniti al nostro popolo, ci fa bene domandarci come stiamo stimolando e promuovendo la carità e la fraternità, il desiderio del bene, della verità e della giustizia. Come facciamo a far sì che la corruzione non si annidi nei nostri cuori.
Credo che non serva nessun commento in merito. Queste parole irradiano da sole gioia e soprattutto luce!
Molte volte siamo caduti nella tentazione di pensare che il laico impegnato sia colui che lavora nelle opere della Chiesa e/o nelle cose della parrocchia o della diocesi, e abbiamo riflettuto poco su come accompagnare un battezzato nella sua vita pubblica e quotidiana; su come, nella sua attività quotidiana, con le responsabilità che ha, s’impegna come cristiano nella vita pubblica. Senza rendercene conto, abbiamo generato una élite laicale credendo che sono laici impegnati solo quelli che lavorano in cose “dei preti”, e abbiamo dimenticato, trascurandolo, il credente che molte volte brucia la sua speranza nella lotta quotidiana per vivere la fede. Sono queste le situazioni che il clericalismo non può vedere, perché è più preoccupato a dominare spazi che a generare processi.
E su questo si dovrebbe aprire un'enciclopedia!
E' ancora viva e vegeta questa élite laicale, tralasciante e trascurante i celeberrimi "altri". Una serie di baciapile, già a detta loro salva, usata dalla créme, dai tricorni, dai voluttuosi per gli altari rigirati, da tutti i principini di nero vestiti che, scartando i più, chiudendo il recinto e denigrando coloro che ne sono rimasti fuori, si autoconvince di essere nel giusto! Poveretti!
Ma soprattutto: quante volte, parlo sempre diocesanamente, negli anni passati abbiamo trasformato mariti felicemente sposati, in tuttofare medagliati con il diaconato che in qualche caso ha messo a repentaglio il sacramento del matrimonio? Il laico veniva non aiutato a rendere non vana la sua fede, bensì gli veniva a volte risucchiata la sua stessa natura sacramentale.
Ed infine, rullo di tamburi!!!!
Il nostro ruolo, la nostra gioia, la gioia del pastore, sta proprio nell’aiutare e nello stimolare, come hanno fatto molti prima di noi, madri, nonne e padri, i veri protagonisti della storia. Non per una nostra concessione di buona volontà, ma per diritto e statuto proprio. I laici sono parte del Santo Popolo fedele di Dio e pertanto sono i protagonisti della Chiesa e del mondo; noi siamo chiamati a servirli, non a servirci di loro.
Come ti vogliamo bene, Papa Francesco!!!
Languorino
Se siete patiti per la serie Game of Thrones, sicuramente lo conoscete!
E' Hafþór Júlíus Björnsson, che interpreta "The Mountain" Gregor Clegane.
Ha pubblicato su Instagram la sua .. diciamo...particolare dieta giornaliera!
Buon appetito... Gasp!!!
6:50 – Allenamento del mattino! Cardio + CORE per 30 minuti, Amminoacidi (Bcaa, Glutammina) + una manciata di mandorle
7:30 – 8 uova + 200gr di avena + mirtilli e fragole + avocado
9:30 – 400 gr di manzo, 400 gr di patate dolci, una manciata di spinaci e verdura
11:50 – Bcaa e glutammina
12:00 – 400 gr di pollo + 400 gr di patate, verdura e frutta
14:00 – In frullatore: 150 gr di avena o patate dolci, 2 banane, 150 gr di kelloggs rice krispies, frutti di bosco, mandorle, burro d’arachidi e glutammina
14.30 – Training, Bcaa, glutammina, Vitargo
17:30 – 60 gr proteine + 2 banane
18:00 – 500 gr di manzo + patate e verdure
20:30 – 500 gr di salmone + 500 gr di patate dolci
22:30 – 50 gr proteine o 6 uova + avocado + 30 gr di mandorle + 50 gr di burro di arachidi
Bere molta acqua nel corso del giorno e succhi per avere più calorie.
Nel mezzo della notte 50 gr di proteine delformaggio o uova crude.
Dai, facciamoli!
A volte servono dei nomi per inquadrare, focalizzare nauseabonde schifezze.
Bene, facciamoli!
Da quasi un anno davanti ad una sacrosanta norma, ad una legge che tenti di far ritornare il Diritto nel nostro paese, dopo che tal Cirielli ai tempi del "Puttanesimo" ridusse i tempi della prescrizione, con l'attuale Ministro dell'Interno piacevolmente d'accordo, al fine di allontanare pene e sentenze al nostro "Al Capone" che la maggioranza di noi vedeva come il nuovo faro illuminante la nazione (cosa che si è ripetuta esattamente per il Nipote Bomba Egoriferito di oggi), è in corso un'inaudita lotta tra chi è nell'umano desiderio di volere una giustizia seria ed uguale per tutti che colpisca tutti i malviventi i quali, fingendo di far politica, abbracciano la corruttela che toglie ogni anno 80 miliardi dal bene comune, e chi invece difende la nicchia di sfaticati dediti al malaffare e, il più delle volte, in combutta con la malavita organizzata.
In ogni paese democratico questa lotta, questo discutere, questo bloccare la ragione in nome dei farabutti non solo non avrebbe ragione di esistere, ma sarebbe messa dai media al pubblico ludibrio.
E allora facciamoli sti' cazzo di nomi!
NCD di Alfano tenta di bloccare l'aumento dei tempi della prescrizione, nello specifico con Nino D'Ascola Presidente della Commissione Giustizia in Senato e il Ministro della Famiglia Enrico Costa.
Ohhh! Almeno se qualcuno desiderasse conoscere ove risiede il Freno per una giustizia decorosa, ora lo sa!
Selvaggiamente Formiga
DESIDERI, IL CELESTE
Il mio sogno di risvegliarmi Formigoni
CARAIBI, ARAGOSTE E AMICI GENEROSI COME DACCÒ (DI CUI
VORREI TANTO DIVENTARE AMICA IO)
di Selvaggia Lucarelli
Confesso di subire il fascino perverso di Roberto
Formigoni.
Di essere ammaliata dalla sua capacità di improvvisare, millantare,
infiocchettare, mistificare. Di aver sviluppato una malsana dipendenza per
tutto ciò che lo riguarda, in modo particolare per l’aria tronfia e supponente
con cui lui, o i suoi avvocati, sostengono e puntellano le sue pittoresche tesi
difensive. Prendiamo il processo Maugeri. I pm hanno chiesto 9 anni di carcere
per Formigoni perché da lui sarebbero partiti ordini e pressioni per favorire
enti ospedalieri amici in cambio di tangenti e benefit vari. Tra agli amici,
l’ormai celebre Pierangelo Daccò, che naturalmente era un suo amico come tanti,
mica uno con cui aveva messo in piedi un’associazione criminale, ci
mancherebbe.
Ora, io lo dichiaro subito: cerco un amico come Daccò.
Anzi, oserei dire che ciascuno di noi nella vita merita un amico come Daccò.
Secondo le testimonianze del ristoratore Sadler infatti, non solo quando
Formigoni andava a cena nel suo ristorante stellato con Daccò pagava Daccò, ma
pagava Daccò anche quando Formigoni andava lì a cena da solo. Bastava la
frasetta magica “Metta tutto sul conto di Pierangelo” per scroccare pasti a
champagne. Capito? Noi ci ritroviamo amici d’infanzia che ci fanno pagare alla
romana pure una birra e una capricciosa e Formigoni ha amici che gli lasciano
aperto il conto da Sadler. Giuro che appena finisce di scontare la pena, io
miro a diventare amica di Daccò. Per quel che riguarda i viaggi ai Caraibi,
l’utilizzo dello yacht di Daccò e le molte altre vacanze che Daccò pagava a
Formigoni, naturalmente, come sostenuto dal Celeste, il buon Daccò era solo un
amico generoso, mica ricambiava favori. Chi di noi del resto non ha amici che
offrono vacanze ai Caraibi, aragoste e panfili in usufrutto? Certo, io dai miei
amici fatico pure a farmi ospitare una settimana a Ovindoli, ma è solo perchè
sono una donna molto sfortunata. E poi insomma, erano amici Formigoni e Daccò
ma neppure così tanto. Oddio. I pm hanno timidamente fatto notare che dal 2009 al
2011 Robi e Pier si sono telefonati 861 volte, ovvero più di una volta al
giorno compresi Natale, Pasqua e il giorno dei morti, ma naturalmente si
telefonavano solo per consigli sul bricolage da giardino e quando mancava il
portiere per il calcetto serale, mica perchè erano in loschi affari. Amy
Winehouse è morta sola e Formigoni aveva Daccò che lo chiamava tutti i giorni,
la vita è ingrata. Ci sarebbe poi la bizzarra faccenda dei conti correnti di
Formigoni. Secondo i pm, tra il 2002 e il 2012 dai conti di Formigoni non uscì
un euro. E non è un modo di dire. Per dieci anni l’ex governatore della
Lombardia non smosse un euro neppure per un panino da Burger King. Manco per
una app da 0,99 centesimi. Nemmeno per un addebito al casello di Melegnano.
Escludendo tassativamente quella che Formigoni definisce “una tesi ridicola e
fantascientifica dei magistrati”, ovvero che tra i benefit di Daccò&friends
ci fossero anche i contanti, resterebbero in piedi le seguenti teorie: a)
Formigoni concedeva il suo irresistibile corpo in cambio di merci varie b)
Formigoni ricorreva al baratto ma dubito che potesse barattare qualcosa in
cambio di quelle camicie di merda c) Formigoni è un cazzaro. Nulla di tutto
ciò, perchè c’è una spiegazione convincentissima e la fornisce lui stesso in
aula: la mamma gli aveva lasciato una cospicua eredità. In contanti. Che lui
evidentemente ha scelto di conservare nella zuccheriera in cucina anzichè in
banca, non si sa bene perchè, ma in effetti è una tesi granitica. Da notare che
tutte queste spiegazioni il Celeste non le fornisce incalzato dai pm perchè
decide di avvalersi della facoltà di non rispondere, ma tramite dichiarazione
spontanea. Anche questa decisione la giustifica con argomenti inattaccabili: ”
Ritengo che la modalità delle dichiarazioni spontanee mi consenta di fornire
una descrizione ampia, completa ed esauriente rispetto ai fatti di cui sono
accusato evitando il rischio che con l’interrogatorio ci si concentri su
particolari distorcenti”. Tutto chiaro. Se fai domande all’imputato distorci la
realtà, se l’imputato racconta il perchè sia innocente senza pm o avvocati che
stiano lì a rompere i coglioni si ottiene la verità cristallina. Quella di
Formigoni naturalmente, che ormai, a suon di tesi ridicolmente naif, più che
Celeste è color bronzo. Come la sua faccia.
mercoledì 27 aprile 2016
Calo vita
C'informano che l'aspettativa di vita si sta abbassando, passando da 80,3 a 80,1 negli uomini e da 85 a 84,7 anni nelle donne.
Occorre però precisar qualcosa: cosa intendiamo per aspettativa di vita, come la stragrande maggioranza degli ultra settantenni trascorre le giornate.
Perché rimanere impallati in una sedia, aspettando pranzo e cena alle 18 per poi essere infilati in un letto, pregno di ricordi, magari con un'enorme nuvola di assenze, di baci, di carezze, di risate, la vogliamo continuare a chiamare vita?
Chiariamoci: la vita è un dono, per chi crede. Per chi non crede rimane pur sempre una meravigliosa esperienza.
Alcuni la vivono come un serbatoio di emozioni da svuotare, altri come una corda legata in alto da attraversare tra paure, fobie ed ansie, altri vorrebbero finirla nel breve, altri la gettano via ed infine alcuni non la sopportano più di tanto.
Se però alla vecchiaia non garantiamo nutrimento, infarcendola di attenzioni, non rischiamo di tramutarla in sofferenza, in immane solitudine?
Quanti anziani sono lasciati ad aspettar la fine, lontani dal calore unico ed insostituibile dell'abbraccio umano?
Cosa intendiamo per aspettativa di vita se poi lasciamo che la stragrande maggioranza delle persone prenda 600-700 euro al mese e qualcuno invece migliaia di euro?
Molti pensano che sia meglio morire ammalati e relativamente giovani che ottantenni sani.
Hanno torto?
Conosco persone che inorridiscono davanti a parole quali olio, pasta, pane, salumi, grigliata.
E' un buon vivere questo?
Consideriamo quindi vita, il prolungamento dovuto a vorticosi spiegamenti di farmaci, costosi ed arricchenti pochi, che mantengono respiranti persone non più in grado di essere sé stessi. E' giusto?
Sia chiaro: la vita non va mai interrotta, né spenta. Non spetta agli esseri umani.
Ma l'accanimento medicinale, porta solo soldi alle multinazionali o anche novità, serenità, consapevolezza di far parte di un meraviglioso disegno agli assuntori?
Quanto influisce la spesa medica per il lucro fine a sé stesso, nell'aumento dell'aspettativa di vita?
I ricchi anziani, vivono di più e in modo migliore dei coetanei meno abbienti?
Cosa facciamo per evitare che qualcuno muoia molto prima del termine biologico della sua esistenza?
Come ci confrontiamo con coloro che sentono vicina la fine della propria vita?
Come li assistiamo?
Siamo deontologicamente certi di rispettare il vero senso umano del vivere e del morire?
Ahhh saperlo!
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