Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 18 gennaio 2015
Scritto
15 marzo 1955: muore Michele Besso, ingegnere e
matematico svizzero.
Alla vedova giunge uno scritto di un caro amico, che tra
l'altro morirà un mese più tardi.
Le parole del biglietto sono dolcissime e paiono
essere profetiche. Sembrerebbero scritte da un teologo, da un eremita, da un
visionario, da un seguace del Buddha:
"Michele è partito da questo strano mondo prima
di me. Questo non significa nulla. Le persone come noi che credono nella
Fisica, sanno che la distinzione tra passato, presente e futuro non è altro che
una persistente cocciuta illusione."
Colpisce lo strano dato al mondo, la poca importanza
al fatto che uno muoia prima dell'altro.
E la cocciuta illusione nel credere di
distinguere il passato, il presente ed il futuro?
Spettacolare questo signore, tale ... Albert
Einstein!!!
Che dilemma!
Uno dei maggiori dilemmi di questa era non è legato
alle teorie quantistiche o all'esistenza continua o ad intermittenza degli
elettroni. No, il grande enigma riconosciuto da tutti gli scienziati è come
faccia uno come Maroni ad occupare il posto di Governatore della Lombardia!
Anche ieri ha genialmente organizzato una
manifestazione per la Famiglia, quella vera, quella cosiddetta naturale.
Incontro che ha visto la presenza del Formiga Visa Facile, esperto di famiglia
del sud, Famiglia appunto, e quella di Lupetto Lupi, Caterpillar nazionale,
ciellino portato ad esempio da tutti coloro che hanno a cuore le sorti del loro
portafogli.
Ora ci si potrebbe chiedere la bontà dell'iniziativa per altro
osteggiata all'esterno da un migliaio di persone a cui della famiglia normale
non interessa una mazza; ci si potrebbe domandare se questa esigenza di voler
ribadire la propria ed acclarata acquisizione del giusto, perfetto, regolato ed
insufflato dal divino, non sia segno tangibile di generale insoddisfazione, non
sia campanello d'allarme per la mancanza di grani d'incenso una volta lanciati
a tonnellate da clero compiacente, ma nelle segrete saune colluso col diverso,
ed ora grazie a Francesco finalmente scomparsi, evaporati, svaniti nel nulla,
grazie ad una sacrosanta parificazione degli affetti e, pardon, dei cazzi
propri. (cit.)
Han voglia le ciliegione presenti modello Adinolfi a sputar
sudore per tentar di riacquistare un nuovo medaglione perché più bravi della
classe! Vien tutto offuscato dal primo dilemma: ma come ha fatto Maroni ad
essere lì!!!
sabato 17 gennaio 2015
Grazie!
Non facciamo i Tafazzi!
Con queste parole, mal celando il fastidio dato da
questi piccoli intoppi che a suo parere frenano la Grande Corsa al Potere del
Partito Democratico, lo Sbruffone impenitente, il degno seguace del Pervertito
ha liquidato il problemino, minimo, dei brogli elettorali nelle primarie PD
liguri.
Poche parole, quasi da presa in giro ed il Vate del
Nulla, l'Iperbole del Niente, colui che è stato messo lì dal Sistema solo
perché giovane e profumante di nuovo, schiaccia il pedale dell'auto del nuovo
Obsoleto che avanza, ovvero di tutto quello che una politica scellerata,
capitanata da colui che finalmente si è tolto dai coglioni, ossia il Senatore
Napolitano, continua e continuerà a fare per alimentare il Sistema. Tutto
questo corroborato dal nome che sta uscendo fuori tra miasmi vari dai briganti
che stanno per eleggere il successore di Napoletano: Giuliano Amato, il
Topastro, la prova inconfutabile che la festa continuerà, il saccheggio pure.
Ma per fortuna non tutto è merda.
Nel piccolo, nelle piccole cose si sa che molte volte
alberghi la verità, la speranza. E allora io, che ho la fortuna di conoscere un
personaggio oramai atipico in quanto crede a quello che professa, ebbene nel
piccolo questo mio amico ha scritto al suo circolo PD, dopo aver visto lo
scempio delle primarie, dopo aver constatato che il malaffare è oramai dentro
le mura.
Lui crede negli ideali sani e ha sempre portato avanti
i suoi atti politici alla luce dei pilastri di onestà, rettitudine e coerenza,
tramandatici da personaggi veri come Enrico Berlinguer, tenendoli sempre
davanti a sé come regole basilari per una politica sana e rivolta agli altri.
E come le novelle di don Camillo e Peppone, il piccolo
comune diviene fucina e soprattutto speranza per un futuro migliore, un futuro
onesto.
Il mio amico ha scritto quello adesso vi posto. Parole
fresche, dissetanti, inedite, portatrici di novità, gioia, incentivo ad andare
avanti.
Le ha scritte quando si è accorto che nel suo seggio
hanno votato per le primarie anche gli assessori ... peccato che fossero del
centro destra!
Ecco il messaggio. Che sia motivo di rivincita e
voglia di lottare per tutti noi!
"Care compagne, cari compagni,
rispondo al vostro invito utilizzando questo
bellissimo sostantivo anche nella sua etimologia: compagno deriva dal latino
medievale companio ‘che mangia lo stesso pane’, composto di cum ‘con’ e panis
‘pane’. Sono compagni coloro che dividono il pane, la strada la vita e noi lo
siamo stati. Eccome. Vi ringrazio per questo. Sinceramente.
Lunedì andate a festeggiare l'esito delle primarie, io
non ci sarò, per me non c'è niente da festeggiare. Cambio strada.
Non fraintendetemi, non condividerò la festa con voi,
non a ragione della vittoria o sconfitta di un candidato su un altro, ma
proprio per come questa consultazione si è svolta e per ciò che rappresenta per
me in questo momento.
A mio parere anche Riccò doveva entrare nell'elenco
dei seggi annullati insieme a Lavagna, Moconesi, Fontanabuona, Albisola, Savona
Villa Piana, Badalucco, Perinaldo, Spezia Centro, Santo Stefano, Sarzana,
Millesimo, Beverino, Deiva Marina, Lavagnola, così come chissà quanti altri.
O forse no.
Ed è proprio questo dubbio che mi ha portato a
riflettere. Può essere accettabile una politica che trascende un ideale? Posso
permettere a chi si è battuto contro di me, contro di noi, per amministrare il
nostro territorio, di scegliere chi di “noi”, pur in altro organismo, si
candida a governare lo stesso territorio? A chi ha denigrato tutto ciò che in
quindici anni abbiamo tentato di fare, a chi, legittimamente, ha proposto
altro? Come potete pensare di continuare a inviarmi opinioni del nostro sindaco
e della sua maggioranza, che continuano, fuori da ogni logica di buon gusto e
direi anche di opportunità a mesi dalla fine della campagna elettorale, ad
infamare Roberto, Carlo e tutti quelli di noi che si sono spesi per la nostra
comunità, e poi permettere che gli stessi possano a scegliere il “nostro”
candidato. No, non lo si poteva permettere.
O forse si. Di nuovo il dubbio.
Chi mi conosce sa quanto ho sempre tenuto ad un
progetto politico complessivo che riuscisse a collegare lo sforzo della base
alla decisione dell'alta carica. Che ci rendesse tutti partecipi di un'idea di
cambiamento, di bene comune. Ma non è proprio il partito democratico che
continua a governare la nazione insieme alla destra, senza per altro nessuna
legittimazione elettorale? Non è lo stesso partito che è nato per la chiarezza
dell'alternanza di due visioni differenti? Non è per questa nettezza di due
diversi progetti che si è accettato di sacrificare la ricchezza di un sistema
proporzionale molto più democratico?
Ancora tentenno.
Quale progetto? Quale sviluppo? Grandi opere,
infrastrutturazione territoriale, movimentazione delle merci, globalizzazione
dei mercati, turismo commerciale, estensione della presenza delle
multinazionali, incentivazione di investimenti sul territorio a prescindere dal
loro impiego e dalla loro provenienza, è questo il mio progetto?
Perché il sindaco di Riccò si sente così vicino a
Raffaella Paita, e io che ho condiviso con lei anni di impegno politico, non
riesco ad avere questa sintonia?
Troppe domande, troppi dubbi.
Prendo un'altra strada, non condivido più con voi il
cammino del Partito Democratico.
“Care compagne, cari compagni”,
nessuna parola ha mai racchiuso come questa il
significato ideale della solidarietà e dell’appartenenza, l’aspirazione
all’uguaglianza, l’impegno a battersi per una società più giusta.
So che questo ancora ci accomuna e per questo vi vorrò
sempre bene.
Al prossimo incrocio.
Mariano"
Grazie di cuore, Mariano!
Sogno o son desto?
Tra uno starnuto e l'altro, stanotte ho fatto un sogno
che mi ricordo! Si è presentato subito bene: ero su un grosso palco, di giorno,
in un posto che parea essere incantato. Mi si avvicina quella che credo essere
stata la Regina: una gnocca incommensurabile, stratosferica, galattica, un mix
letale tra Adriana Lima e Alessandra Ambrosio che con fare molto malizioso mi
dice:"guarda la sfilata con me?".
Come avrei potuto dirle di no?
Anche se mi avesse chiesto di andare ad ascoltare una dissertazione di Brunetta
sull'economia mondiale, lo avrei fatto!
Il regno era strano. Vi erano in giro
delle specie di aspirapolvere robotizzate, di colore amaranto che potevano
sembrare strumenti di sicurezza ricordanti R2-D2 di Guerre Stellari.
Ci
sediamo ed inizia la parata: passano file interminabili di queste cazzo di
aspirapolvere, tutte uguali, tutte girate con il muso verso il palco dove ero
seduto anch'io.
Non essendoci tempo nel sogno, stimo la durata della sfilata
di almeno un'ora, tutta identica, con il solito rumore che credo essere stato
in realtà il mio rantolo dovuto alla bronchite appena presa.
La coscienza che
guardava anch'essa il sogno, ad un certo punto si è incazzata, ha telefonato al
dott. Freud dicendogli che non si possono mandare in onda sogni di questa
bruttezza, promettenti chissà cosa, per poi finire in una noia mortale!
Ogni
tanto la Regina mi dava un'occhiata di quelle diciamo speciali, che alzano la
peluria allo stesso modo di girare l'angolo e trovarsi difronte un Tirannosauro
Rex incazzato per via del mal di denti.
Languidamente e meglio di Rita
Hayworth, ogni tanto mi guardava per vedere il mio interessamento al proposito,
cosa che io facevo alla grande mimando un interesse galattico, al pari di aver
scoperto in casa una vena aurifera passante sotto il lavabo.
Intanto le
aspirapolvere militarizzate continuavano la sfilata, imperterrite, soporose.
Al
risveglio quale gesto di disapprovazione ho minzionato su quella che ho in
casa, la quale impercettibilmente ha ruotato il perno che tiene il tubo
aspirante, come per dire ma cosa cavolo combina questo qui!
venerdì 16 gennaio 2015
Seggio seggio del reame...
La Commissione era chiamata ad esprimersi sui 28 casi di presunte irregolarità nelle primarie per le regionali in Liguria.
I seggi annullati sono: Lavagna, Moconesi, Beverino, Albisola Superiore, Savona Villapiana, Badalucco, Perinaldo, La Spezia Centro, Sarzana San Lazzaro, Santo Stefano al mare, Deiva Marina, Millesimo, Savona e Lavagnola.
Ma che c'entra questo? Ê stata una vittoria incredibile, netta. Sono state azioni isolate, di personaggi che nulla hanno a che vedere con la nobile compagine di ex sinistra!
Lavagna è famosa infatti per ospitare cinesi rancorosi, che vogliono minare la nostra bella e sana democrazia!
E che dire di Albisola Superiore che ha resti di Muraglia nel suo territorio? E Perinaldo luogo ove sabotatori marocchini tentano anch'essi di alterare le regole democratiche?
Azioni isolate. Nessun pensiero pervada menti e cuori retti. Sono state primarie regolarissime. Viva la Liguria!
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