lunedì 30 aprile 2018

A fianco di Martina


Sono vicino a Martina il segretario reggente del PD, per l'aggressione subita da parte del Bomba, il quale fingendo, anzi: prendendo per il culo chicchessia parla, agisce e decide come se fosse segretario del partito pur avendo, mediante un'enorme smargiassata, rassegnato le dimissione, rivelatesi false come il renzismo intero. 
Partiamo dalle origini: il Pifferaio ha scelto personalmente i candidati, proteggendoli tramite paracaduti creati ad hoc da quella legge vergognosa che chiamiamo Rosatellum, specchio del suo creatore. 
Gli ha scelti mettendo a repentaglio la stessa identità del PD, ben sapendo che la batosta sarebbe stata epica, come la realtà ha confermato il 4 marzo. Aveva bisogno di questo, di una brigata di proni, pronti a tutto anche a sbugiardare la propria dignità. 
E Martina eletto segretario reggente non ha retto la vergogna di passare come un fesso qualunque, di essere contraddetto da chi avrebbe dovuto restare in silenzio per due anni, sue parole. 
"E' impossibile guidare un partito in queste condizioni" ha detto il povero Martina, lacerato da questi onnivori contenitori di fregnacce che altro non sono i servi dell'Ebetino di Rignano. 
Siamo dunque a questo punto, ignobile come sono stati gli ultimi anni di padronanza del giglio magico. In più si constata la ripresa, nelle elezioni in Friuli, del Delinquente Naturale, lo scempio democratico per eccellenza. 
Povera Italia: rapinata di ogni beltà, asserragliata da professionisti della poltrona, vive una stagione terribile, da libri di storia, assistendo impotente a questo valzer di omuncoli, nani e ballerine, assetati solo di potere, indifferenti ai disagi sociali, alle disparità, all'evasione sempre più preponderante. 
Martina è il grido di chi vorrebbe uno stato democratico guidato da una Costituzione sempre più oltraggiata da briganti. 
Siamo all'apoteosi del degrado; stanno rubando l'ultima argenteria, stanno svitando le viti degli infissi. Noi, al solito, assistiamo inermi all'ennesimo, finale, scempio democratico. 

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