sabato 26 marzo 2016

Sabato


Sono come lui oggi, da una vita però. 
Pensare alla giornata di Pietro post crocifissione del Maestro: come avrà trascorso in un silenzio profondo il sabato dopo averlo visto esangue sulla croce?
Quel gallo che cantò dopo che per tre volte l'aveva rinnegato, gli sarà riecheggiato nella testa per molte ore. Avrà avuto rimorso, avrà capito dolorosamente la sua condizione umana, fallace, incostante, preda di dubbi.
Come avrà trascorso questo sabato? 
Credo di immaginarlo, lo vivo costantemente: dubbi, caduta di speranza, voglia di fuga da quelle che sembravano certezze, solidi baluardi scomparsi, magnetiche convinzioni evaporate, timidezze, confusioni, mancanza di sapori, ricerca ovunque di verità ammaestranti.
Il Pietro del Sabato è qualcosa che sconvolge, perché presente ovunque, in ogni luogo, in ogni tempo.
L'Evento è alle porte, la Luce sta per sconvolgere le tenebre.
Ma questo silenzio opprime speranze, amplifica dubbi. Deterge l'Ego. 

Gli altri discepoli lo avranno guardato molto in quel Sabato. Lui il Designato, il Granitico, il Baluardo. 
Avranno pensato con terrore che se avesse vacillato ancora, tutto sarebbe crollato.
L'Emblema del cristianesimo, ancora scioccato dal gallo, avrà nervosamente ricercato nel passato le dolci parole, i candidi insegnamenti.
Stava per accadere il Fatto che più d'ogni altro nella Storia, ha scardinato le basi biologiche dell'umanità.
E doveva necessariamente essere circondato da quest'alone di mistero, di incertezza, di dubbio che nei secoli a seguire, per potervi credere sconquassando vita e progetti propri, avrebbe necessariamente richiesto tutta la persona, ogni sua cosa, ogni suo affetto, ogni valore.
Pietro in questo giorno d'attesa rivela all'Umanità la propria essenza umana, smarrita e tracannate ogni vento contrario, destabilizzante, fuorviante, smarrente cuori e menti, riempiente scrigni di tesori fallaci, inconcludenti, rugginosi.

L'attesa di ogni vita che si riempirà della Luce della Vita.
Buona Attesa.

Verità vendesi



Nel Silenzio una Voce

O Croce di Cristo!

O Croce di Cristo, simbolo dell’amore divino e dell’ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell’egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell’obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria.


O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco.


O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.


O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto.


O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei cuori impietriti di coloro che giudicano comodamente gli altri, cuori pronti a condannarli perfino alla lapidazione, senza mai accorgersi dei propri peccati e colpe.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei potenti e nei venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ladroni e nei corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli stolti che costruiscono depositi per conservare tesori che periscono, lasciando Lazzaro morire di fame alle loro porte.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei distruttori della nostra “casa comune” che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli anziani abbandonati dai propri famigliari, nei disabili e nei bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata.


O Croce di Cristo, immagine dell’amore senza fine e via della Risurrezione, ti vediamo ancora oggi nelle persone buone e giuste che fanno il bene senza cercare gli applausi o l’ammirazione degli altri.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ministri fedeli e umili che illuminano il buio della nostra vita come candele che si consumano gratuitamente per illuminare la vita degli ultimi.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volti delle suore e dei consacrati – i buoni samaritani – che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, le ferite delle povertà e dell’ingiustizia.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia l’espressione massima della giustizia e della fede.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici che vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell’osservanza filiale dei comandamenti.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno, dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare: Signore ricordati di me nel Tuo regno!


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi che sanno attraversare il buio della notte della fede senza perdere la fiducia in te e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volontari che soccorrono generosamente i bisognosi e i percossi.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo.


O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei sognatori che vivono con il cuore dei bambini e che lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto. In te Santa Croce vediamo Dio che ama fino alla fine, e vediamo l’odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro preferiscono le tenebre alla luce.


O Croce di Cristo, Arca di Noè che salvò l’umanità dal diluvio del peccato, salvaci dal male e dal maligno! O Trono di Davide e sigillo dell’Alleanza divina ed eterna, svegliaci dalle seduzioni della vanità! O grido di amore, suscita in noi il desiderio di Dio, del bene e della luce.


O Croce di Cristo, insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire.


Amen!


Papa Francesco


venerdì 25 marzo 2016

Link definitivo


E con questo abbiamo detto tutto!!!

Sorpresa

Dal Web



Che foto!



Il tempo scorre, nulla è casuale.
Tutto viene svelato a suo tempo.

Evento silenzioso in Coena Domini


Passato inosservato, quasi senza attenzione mediale, ci sarà un motivo per questo probabilmente legato al fatto che tutto ma proprio tutto (e tanto e troppo) è legato ad un filo nero immarcescibile, ieri sera nel Centro Cara (mai più nome fu inappropriato) di Castelnuovo Porto (non di mare ma di esseri umani) Papa Francesco ha mandato un messaggio, anzi un segnale, anzi un macigno alle nostre coscienze. 
Non si tratta del gesto della lavanda dei piedi rivolto ai profughi, nobilissimo anch'esso. 
Non si tratta della scelta del luogo, già di per sé segno inequivocabile di quanto il Pontefice voglia comunicar la propria scelta di privilegiare i piccoli, gli indifesi.
La novità, il segnale è tutt'altro. 
Le sue parole pronunciate a braccio, senza leggere. 
Parole forti, parole rivoluzionarie, parole vere. 
Un passaggio dell'omelia ha squarciato il nostro orizzonte, la nostra vita, la progettualità, la visione d'insieme del mondo circostante; le nostre certezze, il nostro pressapochismo alimentato da media di regime, da ingranaggi obnubilanti gli animi. 

Parole che dovrebbero e dovranno essere scolpite in menti sane e ricercanti Verità, voglie di ribaltare questo piano inclinato che sta portando tutti chissà dove, sicuramente però non verso il Bene.

E allora eccole queste parole: 

"Tre giorni fa un gesto di guerra, di distruzione, in una città dell’Europa: di gente che non vuole vivere in pace.

Dietro al gesto di Giuda c’erano quelli che hanno dato il denaro perché Gesù fosse consegnato. Dietro quel gesto ci sono i trafficanti delle armi che vogliono il sangue, non la pace, che vogliono la guerra, non la fratellanza.” 

Che poteva dirci di più?
Progetti di fabbricanti armi, dietro a tutto ciò!
Basta questo per incuneare in ciascuno di noi, moti di ribellione, di sollevamento, di lotta?
Di Risurrezione?