venerdì 14 febbraio 2025

Per ricordare

 

Pacifinti e paciveri
di Marco Travaglio
Non esiste discarica o inceneritore tanto capiente per smaltire tre anni di pattume atlantista sull’Ucraina. L’aggressore e l’aggredito, la democrazia e la dittatura, l’Impero del Bene e quello del Male, il conflitto non provocato, le armi fino alla vittoria sulla Russia, Mosca in default per le sanzioni, la pace o i condizionatori accesi, Putin morente e isolato dal mondo e prossimo al golpe, il nuovo Hitler che vuole invaderci tutti, i nuovi Chamberlain che vogliono la resa, gli eroi dell’Azov con le svastiche, le liste dei putiniani fino al Papa e a Dostoevskij, i pacifinti, non si tratta con il nemico, i negoziati solo quando vuole Kiev e i russi si ritirano, l’Armata Rotta che combatte con le pale del 1869, la controffensiva di primavera che riprende il Donbass e pure la Crimea, i confini del 1991, l’Ucraina nella Nato, il Piano Draghi per l’economia di guerra, gli attacchi a Orbán e Scholz che osano parlare con Putin, i missili in Russia, le truppe di Macron, il geniale blitz a Kursk, il piano della vittoria di Zelensky in 10 punti, la pace giusta: tutto nel cesso. Sono bastate tre settimane scarse di Trump alla Casa Bianca per cancellare con un paio di telefonate e di grugniti una delle più vergognose pagine di viltà, servilismo e disinformatia della storia moderna. E per dire la verità che tutti conoscono fin dal primo giorno, ma pochissimi osavano dire: la guerra non sarebbe mai dovuta cominciare, se l’Ucraina avesse rispettato gli accordi di Minsk; sarebbe potuta finire dopo un mese con l’intesa di Istanbul, se Johnson&Nato non l’avessero sabotata; e soprattutto era persa in partenza, visto che la Nato non inviava truppe, ma armi per combattere per procura.
Ora il fronte atlantoide sommerso dal suo stesso ridicolo si divide: c’è chi piagnucola perché Trump e Putin si sono scordati di invitare l’Ue, come se quell’accozzaglia di 27 buoni a nulla divisi su tutto potesse dare un qualsiasi contributo dopo tre anni trascorsi a predicare guerra e riarmo e a boicottare la via diplomatica senza un piano B; e c’è chi implora l’Ue di accodarsi a Trump con la stessa disinvoltura con cui prima riveriva Rimbambiden sulla linea opposta. Tipo Sambuca Molinari alias Nando Mericoni che, anziché scusarsi per i tre anni di propaganda sul Bene e il Male, raccomanda su Repubblica all’Ue di “lavorare con Trump”, “consolidare il legame atlantico” e “tenere compatta la Nato” (di cui Trump s’infischia almeno quanto dell’Ue): cioè di dire e fare il contrario di ciò che dice e fa dal 2022. In fondo la pace separata Trump-Putin è solo “un cambio di dinamica”: che sarà mai. C’è chi l’America First, se non nel passaporto, ce l’ha nel sangue e nel cuore. L’importante è lustrare scarpe americane sempre e comunque, a prescindere dal titolare dei piedi.

L'Amaca

 

Quanto costano la pace e la guerra?
DI MICHELE SERRA
Trump soppesa pace e guerra come merci, cercando di guardare il prezzo del cartellino e di scegliere l’una o l’altra a seconda della valutazione economica.
Molti ammirano questo cinismo, come se l’etica, il diritto, la libertà, l’autodeterminazione dei popoli fossero solo velami ipocriti e finalmente si badasse alla dura sostanza delle cose. Dicono: “È sempre stato così, finalmente ecco qualcuno che lo dice con la necessaria brutalità”.
Ma se fosse sempre stato così, se cioè fosse solamente il calcolo economico a muovere il mondo, perché un sacco di gente, lungo i secoli, sarebbe morta, senza alcun tornaconto personale, per una causa di libertà o di giustizia? La stessa America, quando si trattò di sbarcare in Normandia perdendo decine di migliaia di soldati, e di combattere il nazifascismo, lo fece solo perché voleva fare più comodamente shopping in Europa? Se non esistono più il giusto e lo sbagliato, l’aggressore e l’aggredito, il dispotismo e la democrazia, il diritto e il sopruso, e sul tavolo sgombero di tutte queste svenevolezze c’è posto solo per i contratti (tra questi il rogito per comperare Gaza e farne una multiproprietà con vista mare), che cosa resta dei restanti materiali che compongono la vita umana, di tutto quello che c’è scritto nei libri, che genera la musica e l’architettura, l’arte e le passeggiate all’aperto, i rapporti tra le persone, l’amicizia, l’amore e perfino l’odio, che pure, nelle guerre, gioca un ruolo così determinante?
È una domanda ingenua? Pazienza.
Nell’ingenuità c’è posto per qualche residuo stupore, qualche emozione imprevista, è lo stato mentale dell’infanzia. Il cinismo è la condizione di chi non spera più in niente e aspetta solo di morire.

giovedì 13 febbraio 2025

News




Dixit




Ci sarà da ridere!

 


E adesso come la mettiamo? Dopo anni di frullato di zebei, di insonorizzazione di parole di pace, di sfanculamento e oscuramento di Sua Santità, di beceri soloni infoiati nel rimpinzare di armi e morte un invasato, aggredito ma non lucido di mente per comprendere che la strada maestra, contro un orco con migliaia di testate nucleari non fosse quella della vendetta, ma del dialogo, della rassicurazione che mai e poi mai l'Ucraina sarebbe entrata nella Nato; come la mettiamo con quella tremebonda aria che appiccicava a chicchessia il "putiniano" solo perché non si concordava con la fetecchia di pensare che un giorno avremmo battuto l'orso russo? 

Ci voleva un pazzo per dire "adesso stop" e non un rintronato cosiddetto democratico che sperava di annientare il nemico Putin mettendo a repentaglio l'esistenza dell'umanità su questo sasso blu. Ci voleva uno psicopatico per aprire un dialogo con una dittatura che un tempo ci salvò dal nazismo, pagando con oltre 14 milioni di morti, e che non è stata neppure invitata alle celebrazioni per l'ottantesimo dalla fine del conflitto mondiale, in quanto considerata cattiva, mentre i buoni sono tutti gli altri, ad iniziare dalla baraonda europea guidata dalla mortifera Ursula, sempre prona e china ai voleri dell'ex presidente rincoglionito, ed oggi scopertasi non valere più una minkia, estromessa pure dai colloqui, svergognata, ridicolizzata e chissà, un domani, magari spartita dai due signori in foto. 

Centinaia di migliaia di morti per niente, solo per soddisfare le mire e le cazzate di pochi inetti, incapaci, reazionari, inutili. Ma si apre un altro problema: i grandi fondi mondiali, le banche armate, i riccastri armigeri; come reagiranno? Tranquilli! Parafrasando la fine delle fiabe dei Fratelli Fabbri Editori: "non temete, un'altra guerra comincerà!"   

Consiglio

 



Natangelo