martedì 21 gennaio 2025

Come dargli torto?

 





Sul Cinghialone

 

Per direttissimissima
di Marco Travaglio
Dopo la beatificazione giubilare dell’ex premier corrotto, pregiudicato e latitante Bettino Craxi, suggellata dalla solenne benedizione urbi et orbi del presidente Sergio Mattarella, non si vede che cosa ancora si discuta a fare delle eventuali dimissioni della ministra Daniela Santanchè. Anzi non si capisce che senso abbia spendere altro tempo e denaro per indagini, processi e sentenze. Ma se i politici condannati in via definitiva per reati gravi, anche molto più gravi dei suoi, vengono poi riabilitati e santificati anche se hanno infangato la Giustizia e vi si sono sottratti dandosi alla latitanza, perché tutto questo dispendio di energie e ipocrisie? Tagliamo corto, facciamo finta che la Santanchè sia colpevole di tutti i reati a lei ascritti (più sono, più sale il punteggio) e santifichiamola subito senza tante storie. Altro che dimissioni da ministra del Turismo: con quel cumulo di reati, che si spera abbia commesso tutti, merita almeno tre o quattro dicasteri, e di peso adeguato. Mica vorremo aspettare che defunga, per vederle tardivamente riconosciuti i meriti penali acquisiti sul campo ai funerali, come quelli che già canonizzarono il pregiudicato B. alla presenza di Mattarella e delle più alte cariche dello Stato, seguiti dal cavalierato alla figlia Marina (a proposito: sia cavaliere anche il figlio della Santanchè, purtroppo imputato per gli abusi edilizi della villa a Pietrasanta, senza por tempo in mezzo).
Basta con vecchie e polverose pastoie tipo indagini, udienze, sentenze, appelli e contrappelli. Si impone per i politici e i loro parenti fino almeno al terzo grado una nuova forma di processo per direttissima. Un rito ancor più immediato di quello vigente: appena arriva la notizia di reato, si procede ipso facto all’assoluzione, con beatificazione contestuale e bacio accademico alla francese incorporato, seguita da adeguati premi commisurati alla gravità dei reati. Quanto alle cosiddette vittime che avessero eventualmente osato denunciare il politico come se fosse un cittadino uguale agli altri, o pretendere il risarcimento dei danni, verranno condannate al posto suo per lesa maestà. La soluzione più pratica è quella appena inaugurata dal molto lucido e democratico Joe Biden, che ha graziato il figlio Hunter condannato e poi ha concesso la grazia preventiva a tutti i parenti e collaboratori, su cui non gravano sospetti né indagini, ma non si sa mai e non si vede perché non possano delinquere liberamente in futuro. Onde evitare che i soliti gufi sventolino la solita Costituzione, si provvederà a ritoccarne l’articolo 54: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica, di osservarne la Costituzione e le leggi con disciplina ed onore, eccezion fatta per coloro che le leggi le fanno”.

L'Amaca

 

Più nemici di prima
DI MICHELE SERRA
Le immagini di Gaza dopo la tregua sono tutte uguali, o quasi. Sono quelle di un ex luogo, minuziosamente spianato casa per casa, eppure pullulante di gente armata. Se la distruzione aveva lo scopo di disarmare, viene da dire che quello scopo non solo non è stato raggiunto, ma chi lo perseguiva ha ottenuto l’effetto opposto. È come se ci fosse un rapporto direttamente proporzionale tra le macerie e le armi, tra la tabula rasa e l’ira degli scampati. E viene da pensare (magari è solo un’illazione, magari no) che a Gaza il fruttivendolo, l’infermiere, il geometra, il maestro di scuola, il ragazzo, perduti i luoghi della vita civile, della vita normale, si siano trasformati automaticamente in soldati, non consentendo altra attività, la guerra, che la guerra. E non costruendo altra attitudine, la violenza, che la violenza.
I ragionamenti dei pacifici, in questo terribile anno e mezzo, annaspavano. I discorsi di pace sono sembrati campati in aria, e lo erano. In compenso i discorsi di guerra hanno generato, alla fine, non solo montagne di morti, molti dei quali inermi e innocenti. Hanno peggiorato i vivi, li hanno feriti e incattiviti. Li hanno armati più di prima. Israele ha più nemici di prima: non è il più clamoroso degli insuccessi? La più storica delle sconfitte?
Se il pacifismo è afasico, il bellicismo è di un’eloquenza basica e idiota. Per ogni nemico che schiaccia ne genera altri dieci. I figli vorranno vendicare i padri, i fratelli minori i fratelli maggiori, e non ci sarà mai fine. Il sospetto è che questo eternarsi della guerra, a chi predica la guerra, piaccia: perché non conosce altra opzione, non sa fare nient’altro.

lunedì 20 gennaio 2025

Scusi



Scusi Mr Zuckerberg, sempre attento alla forma, pronto a bloccarci per una parolaccia: dove sta guardando durante l’insediamento del Biondastro?
Ps: guardi che è la moglie di quello che porta i pacchi!

Purtroppo ci siamo!

 


Come sull'orlo di un burrone con dietro l'acqua che avanza, il rumore della massa che sconvolge il panorama che si fa sempre più rombante. Ci siamo! Tra poche ore seppelliremo per sempre quella vaga idea di democrazia, già di per sé troppo tradita e squartata da intrighi e supponenze della precedente amministrazione; diremo addio al faro della libertà che, per allocchi, illuminava il cielo mondiale; colui che sta per arrivare trasformerà ogni cosa in macchiettismo, avanspettacolo, pasto per leoni da tastiera, tribale asservimento alla volontà di pochi scellerati, tutti miliardari, tutti euforici e dediti alla conquista del globo. Sta per arrivare un re con la sua corte di fregnaccioni, invasati, completamente estranei alla realtà. 

Quei tre ad esempio che stan baciando sempre più la pantofola del biondastro, il primo un abitudinario consumatore di droga, uomo più ricco al mondo, capace di sbilanciare, di annichilire qualunque stato, qualunque multinazionale, l'amico Musk che tanto ha fatto in campagna elettorale, detentore di uno spaventoso potere mediatico (chi rimane su X è un colluso) 

Il secondo, il dispensatore di pacchi, anch'egli ultramiliardario, ossequioso come non mai col suo sire, capace di silenziare giornali di proprietà che un tempo erano baluardo della Verità. 

E poi il terzo, il Moccioso, proprietario dei più grandi social in circolazione, e per il quale sto meditando da qualche giorno di levarmi la polvere dai calzari. 

Il terzetto e il loro vate sconvolgeranno le normali sinergie di questa biglia dispersa nel buio; non si potrà più esercitare diritti fino ad oggi sacrosanti, non si potrà sperare in un mondo migliore, perché questo, con l'apertura a nuove trivellazioni, sprofonderà irrimediabilmente verso una drammatica fine. 

Nulla sarà come prima. E il prima resterà per sempre, in cuori normodotati, un rimpianto indelebile che solo il tempo scolorerà accompagnandolo verso l'evaporazione.  

Un sereno ritorno a casa!

 


Che cosa c'è di più bello che ritornare nelle proprie case, dopo un anno abbondante di bombardamenti, di eccidi, di assassini di bimbi, dopo che ti hanno affamato, ridicolizzato, ti hanno premuto contro l'altro in spazi angusti, dopo che hai visto bombardare ospedali, ambulanze, e attorno a te girano ragazzi mutilati, bimbi che gioiosamente spingono il loro corpo privo di gambe! 
Ma finalmente è scattata la tregua e tu, con i pochi parenti rimasti, torni alla tua terra, alle zone che hai dovuto lasciare fulmineamente perché a giro breve sarebbero diventate campi di battaglia, anzi: di genocidio. 
E tu ritorni a casa e ti guardi attorno. 


Macerie su macerie, polvere, povertà ovunque. Capisci di aver perso pure la dignità di essere umano, ora sei uno zombie non si sa ancora quanto fortunato ad essere rimasto in vita. 
Oh certo si dirà: ve la siete cercata! Se non aveste attuato lo scempio terribile del 7 ottobre, probabilmente le vostre case e i vostri cari sarebbero ancora vivi ed intatti. 
Ma questa vendetta, questo crimine contro l'umanità, questo accanimento tipico di fottuti iper tradizionalisti, questa mannaia usata contro chiunque respirasse, tutto ciò è una vergogna per il cosiddetto genere umano. 
Ci sono canaglie che vorrebbero l'estinzione del popolo palestinese: "abbiamo fatto 30 facciamo 31, basta poco!" come quel cagnaccio di Itamar Ben-Gvir che il vento se lo portasse via! 
E poi c'è un altro aspetto, tenuto sotto traccia: siamo sicuri che tutti coloro che rientreranno ove una volta esistevano le loro case, magari senza più figli portati via dalle bombe sioniste, pagate dall'americano che ha finto fino all'ultimo di essere uomo di pace, non coveranno vendetta, non decideranno di immolarsi per abbattere qualche israeliano? 
E allora che fare se la lotta non finirà mai più? 
Due stati. Servono due stati, indipendenti, riconosciuti, senza tra i coglioni quei merdosi di coloni! 
Occorre che la Palestina divenga uno stato con i suoi confini, le sue leggi, il suo parlamento. 
E a culo tutto il resto! 
(le vittime creano pietà chiunque esse siano, vuoi quelle assassinate il 7 ottobre, che le 50mila durante la repressione. Non ci sono differenze. Sono entrambi esseri umani strappati alla vita da una violenza generata da ignoranza, idolatria a fedi stravolte nella loro essenza, diabolici piani militari di potenze che solo sulla carta sono democratiche.)  

A pensarci bene...