Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 28 novembre 2022
Non mancherò!
Purtroppo sono a casa col Bastardo virale caro Signor (o meglio Professor?) Pier Giorgio Caria e pertanto non ho potuto partecipare alla meravigliosa conferenza da lei organizzata in quel di Modena per la modica cifra di 70 euro, che lei assicura andranno totalmente in beneficenza, e ci credo ci mancherebbe, sugli incontri alieni, ed è per questo che lei si definisce "contattista", e, come scritto nell'interessante articolo di oggi sulla Stampa, mi sono dannatamente perso affermazioni tipo quelle riportate:
«Negli anni 90 andai in una base nucleare russa, perché il comandante non riusciva a risolvere il problema dei dischi volanti che gironzolavano tutta notte sopra i silos di lancio delle testate». Oppure, «i Nazisti sono entrati nella terra cava passando da un punto dell'Antartide con un sottomarino», e ancora: «Rolando Pelizza piazzò una macchina di Majorana in Spagna e in 5 mesi chiuse il buco dell'ozono telecomandandola da casa, poi gliela sequestrarono».
Ed infine come riportato nell'articolo mi sono perso pure la testimonianza del suo amico e stigmatizzato Giorgio Bongiovanni, che ha le stigmate che gli sanguinano quando riceve messaggi dagli alieni che spiegano come decifrare i cerchi.
Mi sono perso tutto questo caro Signor-Professor Caria!
Ma stia ben certo che alla prossima Convention, fosse pure in capo al mondo sarò presente! Già fremo come una vergine il giorno delle nozze per dialogare con qualcuno sulla macchina di Majorana e sentire dal vivo le sue esperienze di "contattista"
Ci vediamo presto Caria! Porterò la mia personale esperienza in merito: sono certo infatti che tale Marco Van Basten sia arrivato quaggiù da altre galassie. Me lo conferma please?
Senti senti!
Parla un imprenditore edile pentito
“Ho costruito case dal giorno alla notte Qui così fanno tutti e nessuno controlla”
di MICHELE BOCCI
ISCHIA — Nella testa di un costruttore di Ischia il giorno dopo la tragedia della frana vengono frullati realismo e denuncia, ci sono ammissioni di colpa, chiamate a correo e pure un allarme sui cambiamenti climatici. Luigi ha 53 anni e ha iniziato ad andare in cantiere quando ne aveva 14. «Era il lavoro di famiglia. I miei volevano che facessi la scuola ma mi sono innamorato della cazzuola». Da sfollato, fuma una sigaretta dietro l’altra e racconta l’edilizia dell’isola.
La casa che si è costruito da solo ha retto. Come mai?
«La frana non è arrivata e per fortuna non abbiamo avuto danni. Siamo fuori perché è inaccessibile per il fango. Quella casa ce l’ho da trent’anni. Nel lavoro sono un tipo pignolo ma come tutti quanti qui, sono stato costretto a farla in tempi rapidi. È vero, voi lo chiamate abusivismo».
Ecco, l’abusivismo a Ischia: di chi è colpa?
«Nostra, ma qui è caduta la cima di una montagna, e una cosa del genere non c’entra niente con le case abusive».
Anche se fosse, cosa da provare, ciò non toglierebbe che il problema esiste.
«Non posso dire che siamo dei santi, per carità. Ma la casa non te la scegli, a volte erediti un terreno dai genitori e lì costruisci. Io lavoro per il pane e a volte penso, in coscienza, che certe case non le dovrei costruire».
E perché lo fa?
«La questione è complicata. Adesso mi trovo in tutte e due i ruoli, quello di costruttore e quello di abitante.
Avrebbero dovuto fermare tutto molti anni fa ma il sistema ci ha mangiato, andava bene a tutti.
Ovunque al mondo esiste un piano regolatore ma a Ischia non c’è. Come mai? Perché nessuno si è impuntato per farlo? Non lo sa, eh? Lo dico io, perché non si potrebbe costruire da nessuna parte».
E invece le case nascono e sono nate. Qual è stato il periodo di massima crescita edilizia?
«Gli anni Ottanta, c’è stato il boom. La gente aveva un campo di famiglia e costruiva, le pensioncine si allargavano e un pezzo alla volta aggiungevano camere e camere, così diventavano grandi alberghi. E magari la moglie del titolare dava una mano ai lavori come carpentiere».
E i controlli non venivano fatti?
«La colpa è anche nostra, però, chiedo io, potevano fermare questo casino subito, senza far buttare soldi alla gente. Se io ho un vigneto e stanotte ci costruisco le fondamenta di una casa, tu autorità domani lo vedi e dovresti fermarmi per dirmi: dopodomani voglio che torni tutto come prima, distruggi le fondamenta. E invece no. Mi fai andare avanti e spendere un casino di soldi e magari mi vieni a chiedereconto dopo 30 o 50 anni di quella casa. Mi dici che questa cosa lì non ci poteva stare. Tutti hanno tenuto la testa sotto la sabbia e fatto finta di non vedere».
Come è possibile che si sia arrivati a tutto questo?
«Ischia è un’isola molto popolosa, magari a Ponza e Ventotene non ci sono problemi. Qui siamo 60 mila, in estate 120 mila, e c’è bisogno di immobili. Poi ci si sta mettendo la natura».
I cambiamenti climatici?
«Sì, è tutto diverso. In mare trovo pesci che quando ero piccolo non c’erano. Una siccità esagerata come quest’anno non me la ricordo in vita mia, così come un acquazzone potente come quello dell’altro giorno. Adesso non è più pioggia come una volta, ora sono fiumi d’acqua. Fino all’altro ieri stavo sul cantiere in maglietta, nel giro di 48 ore devo stare con addosso il piumino».
Seguire le regole non sarebbe anche utile a evitare certe tragedie?
«Se a me dessero 10 metri in un posto sicuro io me ne andrei. Ci rimetto anche, ma dammi uno spazio tranquillo. Ma lo Stato perché dovrebbe mettermelo a disposizione? Per carità, non voglio niente da nessuno. Comunque, ho visto che tanti parlano di tragedia annunciata. Allora perché non sono venuti 24 ore prima a dircelo. Se sapevano dell’allerta meteo ci dovevano avvertire. Ma in Italia succede sempre così e facciamo finta di non vedere».
Anche il terremoto ha dimostrato la fragilità di certe case.
«Di quel terremoto non se n’è parlato, al contrario di questa nuova tragedia. Noi eravamo come nascosti, non esistevamo. Eravamo gli abusivi, il terremoto era colpa nostra. Per molti ce lo eravamo cercato».
Conosceva le famiglie travolte dal fango?
«Sì e so di essere fortunato. Posso pensare al dopo e ringrazio Dio. Poco tempo fa abbiamo avuto un’altra catastrofe e ci stavamo un po’ riprendendo. Ne stanno succedendo una dietro all’altra, compreso il Covid, una mazzata».
domenica 27 novembre 2022
Ischia travagliata
La pace edilizia
di Marco Travaglio
Non ci sono più lacrime né parole. Le lacrime le hanno consumate gli ischitani a furia di piangere i loro morti in alluvioni, frane, terremoti. Le parole le abbiamo consumate noi giornalisti, costretti a commentare ciclicamente sempre la stessa tragedia. Con le stesse cause: cambiamenti climatici, abusi edilizi, consumo di suolo, dissesto idrogeologico, incuria del territorio garantito dal trasversalissimo Partito del Cemento. E gli stessi colpevoli: quei politici e amministratori che promettono cose giuste e non le fanno, o promettono cose sbagliate e le fanno, ma anche quei cittadini che li votano e li rivotano per tenersi le case abusive. Poi c’è chi le parole non le finisce mai, neanche quando dovrebbe trettenerle in gola: il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Ieri mattina era a Milano a inaugurare una linea della metro, eppure già annunciava che sotto la frana di Ischia c’erano almeno “otto morti accertati”, quando non s’era ancora trovato un cadavere. Passano gli anni e cambiano i governi, ma lui no: è sempre il Cazzaro Verde che, vicepremier e ministro dell’Interno del Conte1, annunciava arresti prima che fossero fatti, aiutando qualche criminale a scappare. Ora l’ansia di arrivare primo (a dire fesserie) l’ha portato a innescare una macabra gara nell’annuncio dei morti.
Eppure qualcosa di serio avrebbe potuto dirlo: che i negazionisti del clima travestiti da nemici dell’“ambientalismo ideologico”, molti dei quali votano Lega o FdI o FI, sono corresponsabili di queste catastrofi tutt’altro che “naturali”. Se Ischia ha 60mila abitanti e più di 27 mila pratiche di sanatoria, lo dobbiamo a chi non fa altro che promettere e perpetrare condoni in cambio di voti (altro che “voto di scambio” col Reddito di cittadinanza). Nell’ultima campagna elettorale finita due mesi fa, la Lega prometteva di bloccare gli abbattimenti le case abusive. Come ricorda Maurizio Acerbo (Up), il 9 settembre, due settimane prima delle elezioni, all’hotel Ramada di Napoli si tenne una riunione fra alcuni sindaci campani, i rappresentanti dei movimenti anti-demolizioni e i candidati leghisti Rixi, Cantalamessa, Castiello e Nappi. Tema: un decreto per bloccare gli abbattimenti. Quello che da anni Salvini va twittando col tragicomico eufemismo “Pace edilizia” e Rixi ha tradotto in un disegno di legge sul “ravvedimento operoso” per tenere in piedi gli edifici abusivi. Nappi, meno ipocrita, si faceva campagna elettorale con lo slogan “Condono edilizio subito”. Ora Rixi è viceministro alle Infrastrutture, cioè il braccio armato di Salvini, e la Castiello sottosegretario ai Rapporti col Parlamento. Da ieri sanno, insieme al loro principale, dove porta la loro “pace edilizia”: alla pace eterna.
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