Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 18 febbraio 2022
Dixit
“L’umanità è maledetta se per dare prova di coraggio si condanna eternamente a uccidere. Il coraggio oggi non è far vagare sul mondo la terribile nube della guerra. Il coraggio non è lasciare alla forza la soluzione di conflitti che la ragione può risolvere. Per voi il coraggio deve essere quello di ogni ora: è saper sopportare le prove fisiche e morali che la vita impone di continuo. Il coraggio è scegliere un mestiere, farlo bene, non disgustarsi per dettagli monotoni e fastidiosi. In qualunque mestiere bisogna esser sia pratici sia filosofi. Il coraggio è capire qual è la propria vita, precisarla, approfondirla e al tempo stesso coordinarla con la vita in generale. Il coraggio è tenere d’occhio la propria macchina per filare o per tessere in modo che nessun filo si rompa, e tuttavia prepararsi a un ordine sociale più grande e fraterno in cui la macchina sarà al servizio dei lavoratori liberati. Il coraggio è accettare le nuove condizioni che la vita propone alla scienza e all’arte, accogliere ed esplorare la complessità quasi infinita dei fatti e dei dettagli, e al tempo stesso illuminare questa realtà enorme e confusa con delle idee generali, organizzarla e sollevarla con la bellezza sacra delle forme e dei ritmi. Il coraggio è dominare i propri errori, soffrirne ma non esserne sopraffatti e continuare il proprio cammino. È andare verso l’ideale comprendendo la realtà. È agire e dedicarsi alle grandi cause senza sapere quale ricompensa riserverà al nostro sforzo l’universo, né se una ricompensa ci sarà. Il coraggio è cercare la verità e dirla, non cedere alla menzogna, non associarsi alle urla dei fanatici”.
Jean Jaurés (da L'Internazionale)
L'Amaca
Grandissimo!
giovedì 17 febbraio 2022
A pensar male
Passano le ere politiche ma lui è sempre lì! Oltre che a raccogliere pensioni da tempo immemore, il dott Sottile, come lo chiamano gli adulatori, il Topastro come lo soprannominano coloro a cui sta sulle scatole, appartengo a questa categoria, il galoppino del defunto Cinghialone, e dopo la caduta freddamente allontanato, continua ad imperversare nel panorama nazionale, ora addirittura come presidente della Corte Costituzionale. Misteriosamente riappare dopo periodi di obnubilamento, voluto per detergere il passato, ritornando ad arzigogolare, sua principale caratteristica, per il bene della casta molto bene da lui rappresentata.
Ieri sera ad esempio si è messo ad insegnare anormalmente, visto l'attuale ruolo, spiegando il perché dell'inammissibilità di alcuni testi referendari, tra cui il fine vita per chi è costretto da malattie all'immobilità e alla vita vegetale, e alla legalizzazione della cannabis.
A pensar male si potrebbe sottilmente arrivare a pensare che questa cancellazione di referendum tanto temuta dalla gerarchia ecclesiale, per il fine vita, possa generare a breve un ritorno di piaceri al Topastro, che agogna da sempre di sedersi sulla poltrona quirinalizia. Chissà! Mattarella non ha specificato se intende finire l'ennesimo settennato, e probabilmente il problema non è ancora all'ordine del giorno. Ma nel 2023 dopo le elezioni gli scenari muteranno, probabilmente in peggio vista l'eventualità dell'arrivo dei pseudofascisti di Sora Cicoria; e visto che Draghi si è scocciato della mancata ascesa al colle, vuoi vedere che i cari amici porporati peroreranno la causa del Topastro presidente? Solo il tempo potrà validare codesta tesi. Per il resto l'altra inammissibilità riguardante le canne libere, è l'ennesimo favore alla malavita organizzata. Ma non credo che il Topastro sia sensibile pure a questa causa generante introiti malavitosi di svariati miliardi. Almeno lo spero!
Vergogna e dolore
La nomea di paese di merda viene alimentata da eventi di questo tipo, la tragica scomparsa di Sara, infermiera da una ventina di giorni presso una struttura privata, la Fondazione San Raffaele di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Sara è morta in auto contro un palo dopo aver terminato per la seconda volta consecutiva il turno di notte. Adesso, come in ogni paese di merda che si rispetti, sono iniziate le giaculatorie, i cicalecci infami come quello della stessa struttura clinica che si è detta "sgomenta" dell'accaduto, parlando di "una tragedia tanto grande quanto inaccettabile", tirando fuori probabilmente il fato per nascondere le tristi magagne di chi sostanzialmente deve produrre lucro, sempre più lucro per sfamare l'atavica fame di azionisti e beceri figuri dediti esclusivamente all'arricchimento.