mercoledì 9 febbraio 2022

Che sport!


Ammesso e non concesso di essere troppo abbacinato da uno sport che fa correre ventidue giocatori attorno ad una palla, mi chiedo però come sia possibile praticare una specialità di questo tipo, dove due atleti si sdraiano uno sull’altro sopra uno minuscolo slittino, per sfrecciare ad oltre cento chilometri dentro uno striminzito pertugio di ghiaccio. Il primo atleta non vede neppure la pista avendo il compagno sopra; e quest’ultimo invece passa tutta la durata della prova a pregare affinché lo slittino non si blocchi improvvisamente, per ovvie ragioni di preservation. Stanno entrambi nella posizione tipica di quando sei sdraiato in spiaggia e t’accorgi che sulla battigia sta transitando lemme lemme una delle inconfutabili attestazioni della maestosità del creato. Un’impercettibile disattenzione di uno dei due distesi, probabilmente anche una flautolenza, può spararli assieme allo slittino a sfiorare Antares, sempre con l’ansia di quello sopra che, presagendo la ricaduta, già si prefigura un proseguo di carriera nella corale papale quale migliore voce angelica!

Ops!




Nero su … rosso!



Aspetta un attimo coccodimamma! Se non intavolavi quella farsa del tira e molla saresti diventato un simbolo. Ma ti sei fatto consigliare dal quel ciccione (a proposito auguri sinceri di pronta guarigione) che ha iniziato la solita commedia vorace che olezza di vergogna. Noi comunque il portierone lo abbiamo trovato. Quindi non fingere di essere triste e vivi la tua nuova vita parigina. A noi non manchi affatto!

Robecchianamente

 

Il Grande Centro. Ristorante, pizzeria, giardino, curling, Italia Viva: c’è di tutto
DI ALESSANDRO ROBECCHI
Grande Centro, ristorante pizzeria con giardino, forno a legna, matrimoni, cerimonie. Più mi addentro in questa faccenda del grande centro e meno ci capisco. Ma insomma, va molto di moda questa specie di curling politico di posizionarsi al centro, tutti al centro, in attesa di capire con quale legge si voterà, quella attuale, un proporzionale, e se sì con quale sbarramento, e insomma per ora il sistema più accreditato è il Salcazzellum, quindi la situazione è fluida.
Il Grande Centro – vendono anche piccoli elettrodomestici – è tutto un fibrillare di sigle e di nuovi nomi, tipo Italia Viva doveva sposare Coraggio Italia e dar vita a Italia al Centro, con il che capirete che un buon copy avrebbe un futuro assicurato. Centro Centrissimo, Centro per Sempre, o anche Centro Arredo – vendono anche camerette – andrebbe bene.
Come avviene nelle grandi città, anche nel Grande Centro c’è un gran traffico, tutti incontrano tutti in appuntamenti segretissimi che il giorno dopo compaiono sui giornali. Berlusconi ha una corsia preferenziale dalla quale, di solito, “si sfila”, poi si rinfila, poi incontra Casini, poi guarda alla Lega, insomma tutte ’ste baggianate sul Centro devono sembrargli un po’ ridicole, visto che il centro pensa di essere lui. In tutta la faccenda, di centrista c’è solo l’egocentrismo, in effetti. Purtroppo, lo dico con la morte nel cuore, Coraggio Italia è un po’ in crisi perché il governatore della Liguria, Toti e il sindaco di Venezia, Brugnaro, hanno diverse visioni del Grande Centro, mannaggia, sai tipo Hegel e Kant, e quindi la situazione si fa drammatica. Resa incandescente dal fatto che con Brugnaro si schiera Lupi, di Noi con l’Italia (giuro). Gli altri, invece, avevano adottato Mastella, perché in una banda uno col cervello ci vuole, e anche perché sennò Renzi e Toti al sud non li vota nessuno, cioè al Grande Centro vendono anche prodotti regionali dop. Per il resto: porte girevoli, cioè se ho capito bene il Grande Centro dovrebbe essere aperto ai residenti nel gruppo misto, a quelli di Forza Italia in crisi d’identità, alla pattuglia compatta di Italia Viva, ai totiani (o totici?).
Poi ci sarebbe un altro centro, che sarebbe quello di Calenda con più Europa, un grandioso polo aggregativo di idee e progetti che si attesta attualmente intorno al quattro per cento, se va bene. Qui, per non far coincidere sempre Centro e grisaglia ministeriale, si sceglie la via del punk: Calenda, “il centro mi fa schifo”. Gli sembra riduttivo, piccolo, mentre lui vuole un movimento “liberale, democratico, riformista europeista e serio”, dice che lui sarà il perno che riporterà Draghi al governo nel 2023. Ecco, bravo, faccia da perno.
Poi siccome c’è stato il festival di Sanremo e tutto il resto, ho perso un po’ di vista ’sta cosa del Grande Centro, ma è certo che nel gioco c’è anche una corrente del Pd che esorta il segretario a “guardare al Centro” dato che nei 5 Stelle prevale il cupio dissolvi. La situazione aggiornata – ma può cambiare tutto in pochi minuti – è che il Grande Centro resta una bella idea, bellissima, tranne alcuni piccoli particolari: non si sa chi lo farebbe, come, con chi, quando, perché, con quali voti, con quale legge elettorale, con quali leader e con quale programma. Dettagli. Sembrerebbe più un “che ci inventiamo adesso?”, solo che il cast è strampalato, la lite sempre in agguato, il melodrammatico “mai con Tizio, mai con Caio” viene smentito dopo due giorni e si ricomincia da capo. Nell’indefessa costruzione del Grande Centro.

martedì 8 febbraio 2022

Tristezza




Che bello!

 


Oggi pomeriggio Constantini e Mosaner lanceranno le pietre per una medaglia che si spera sia d'oro! Anche il fatto di lanciare le pietre nel curling ha tutt'altro significato di quello che normalmente intendiamo. Il più bello sport esistente, semplice, pacioso, mai fuori le righe, il curling, dove sugli spalti al massimo si può udire improperi tipo "Mannaggia, Pofferbacco, Diamine!" Il curling che se fosse stato inventato una trentina di anni fa, mi avrebbe visto sicuramente protagonista! Pofff! Allenamenti con lo scopino, sul ghiaccio, e chissà magari anche qualche convocazione in nazionale, visto l'esiguo numero di aficionados. Tornato dagli allenamenti avrei avuto un'autostrada davanti per assaporare i piaceri culinari "non mangiare troppo che ingrassi!" mi avrebbero sicuramente redarguito in casa;  "ma no! Ho appena fatto due ore di allenamento, pofferbacco! Chissà quante calorie ho consumato con lo scopino, perdindirindina!" Poffff! Il curling! Quante volte mi chiedo, durante un derby o uno scontro con i vaganti a mani vuote nell'olimpo della coppaconleorecchie: "sto soffrendo troppo! Perché non mi sono invaghito del curling?" Poffff! Il curling, per diamine! E oggi tifiamo per loro, affinché lancino le pietre il più preciso possibile! Pofff! E vai con lo scopino, perdinci! Ed infine lo sfottò ai rivali norvegesi: "Marachelloni nordici! Puccettoni infingardi!" 

Pofff! Ahhh il curling!   

L'Amaca

 

Troppo contemporaneo
di Michele Serra
Le consulenze e le conferenze d’oro con le quali ex leader politici mettono a frutto la loro fama e le loro competenze, se fatturate come si deve, non hanno nulla di illegale. In genere, però, sono successive alle cariche politiche e istituzionali. Una specie di super-pensione privata che, per ovvie ragioni di buon gusto, non si sovrappone a uno stato di servizio ancora in essere.
Dunque i casi sono due: o Matteo Renzi si considera un politico dismesso, libero di mettere il suo nome in cartellone sulla scena di Riad e di Mosca, oppure, se ritiene di essere un politico italiano ancora in carica, il buon gusto non è la sua dote più evidente.
Come troppo spesso accade nel nostro Paese la si butta in inchiesta giudiziaria, con conseguente volar di scartoffie e insulti tra tifoserie contrapposte. Ma il cattivo gusto non è reato, e dunque non vale perdere tempo con i codici, a meno non lo si debba fare per ufficio, perché di lavoro si fa il piemme. Per i non piemme esiste comunque un’etica pubblica che, in una società appena appena equilibrata, dovrebbe bastare ampiamente per dividere i comportamenti accettabili da quelli inaccettabili (con qualche sfumatura intermedia). Farsi pagare da sauditi e russi essendo ancora protagonista attivo della vita politica italiana non è elegante, per dirla con un eufemismo. Ma questa, naturalmente, è solo un’opinione. Poggia su una sensibilità forse vecchia (precedente la straordinaria disinvoltura di molti quarantenni d’assalto, in politica come nelle aziende) o forse troppo in anticipo sui tempi. Renzi è sicuramente più contemporaneo di me, ma in casi come questi non è detto che sia un pregio.