giovedì 26 agosto 2021

200.000!!!!

 Onorato, emozionato, estasiato, spaesato non so come ringraziarvi per il traguardo delle duecentomila visite a questo umile e scapestrato blog!!

Grazie, grazie e ancora grazie! 

La filosofia di Prolasso alle Gonadi è oramai chiara e lampante a tutti: nessun lucro, nessuna pubblicità, niente di niente, solo l'insalubre desiderio di trasmettervi qualcosa che possa germinare in voi, come la speranza e la volontà di rimanere estranei all'Allocchismo dilagante ed imperante! 

Guardiamo assieme la Luna, lasciando il dito agli innumerevoli babbani che ci circondano. 

Infine, se posso permettermi, oserei darvi un consiglio: non fatevi mai trascinare da chicchessia, ragionate con la propria cervice, fatevi un'opinione leggendo varie sfaccettature di una notizia. 

E, naturalmente, evitate con dispregio i programmi di Al Tappone, la lettura di Libero, il Giornale, Minzolini, la Maglie, il Cazzaro e l'Ebetino! (a meno che non siate certi di affrontarli esclusivamente in modalità comica)   

Besos! 

Stronzo!

 


Non era affatto facile raffigurare il termine "stronzo", nel senso comportamentale, ma questo pusillanime mercenario c'è riuscito alla grande! Pensate che oltre ai 6500 dollari richiesti per il volo dall'inferno, nel caso ci fossero difficoltà per arrivare all'aereo, lo "stronzo" applica pure un sovrapprezzo!
Fondatore di Blackwater, amico personale dell'imbecille biondastro al momento decaduto, lo "stronzo" ha addirittura una società che lavora per il Pentagono, fornendo uomini valorosi - di 'sta minchia - esperti in sicurezza. La sorellina lavorava, eufemismo, nella becera amministrazione del balordo Trump.
Insomma da oggi quando darò dello "stronzo" a qualcuno mi apparirà subitaneamente in cabina la faccia di codesto ribaldo senza scrupoli. Stronzo!

Ottimo Daniè!

 

Salvini, Renzi e cielle: chi è povero è peccatore
di Daniela Ranieri
“È meglio un povero che un bugiardo”, sta scritto nella Bibbia. Avrebbero dovuto saperlo, e magari ricordarlo all’ospite, gli organizzatori del Meeting cristiano di Comunione e Liberazione, dove Salvini ha biasimato il Reddito di cittadinanza: “L’unico provvedimento che non rivoterei, crea solo un deserto economico e morale perché diseduca le persone alla fatica e alla sofferenza”. Accanto a lui c’era Letta – tocca ricordare che il Pd votò contro il Rdc, un provvedimento che c’è in tutta Europa – oltre a Lupi, Tajani, Rosato e Meloni in videocollegamento. La pochade della Restaurazione è tale che il Corriere ne fa un quadretto spiritosissimo: “Solo Conte ha difeso l’importanza dell’assegno per i più poveri, mentre per il resto si è levato un coro di critiche, condivise dalla platea ciellina… Conte ha cercato di manifestare il suo no con ampie bracciate di dissenso, ma non ha trovato alleati nei due rappresentanti di centrosinistra presenti” (al Corriere credono che Italia viva sia centrosinistra).
Quel povero illuso di Conte non s’è accorto che il Paese investito dai denari del Piano nazionale di ripresa e resilienza va spedito verso la crescita e chi resta indietro è una zavorra di cui liberarsi. Avrete notato che ultimamente i cultori del neo-liberismo (tale è Salvini, che ha provato per anni a vendersi come scardinatore delle élite per conto dei popoli e talpa che scava sotto il “sistema”, per rivelarsi vieppiù il ragazzo di bottega dell’establishment e dei banchieri) non si accontentano di fare in modo che i ricchi stiano sempre meglio. Onesta era in ciò la flat tax: una scostumata dichiarazione d’amore per i padroncini, su su fino ai finanzieri, a scapito di chi guadagna poco. Questi difensori della rendita e del capitale ormai millantano un fondamento etico per le loro posizioni.
Che uno come Salvini, capo di un partito che si è intascato 49 milioni di denari pubblici, parli di “deserto morale” è auto-parodico. Ma è suggestivo che tiri in ballo la “sofferenza”, l’insufficiente sofferenza a cui sarebbero sottoposti 5 milioni di poveri assoluti (più 1 dovuto alla pandemia), esattamente come quel Renzi che – spiaggiato su una poltrona, promuovendo il suo libro – ha detto: “Voglio riaffermare l’idea che la gente deve soffrire, rischiare, giocarsela. I nostri nonni hanno fatto l’Italia sudando e spaccandosi la schiena, non prendendo soldi dallo Stato”.
A chi parlano costoro? Cosa c’è dietro questo disprezzo per i poveri mascherato da elogio del duro lavoro da parte di due mestieranti della politica le cui biografie di bambagia sono sovrapponibili? C’è tutto il peggio delle moderne società inegualitarie: fatalismo, stigma sociale, mitologia del rischio e del farsi da sé, lode del lavoro usurante e sottopagato. Non si accontentano di indicare nei deboli il freno alla società dei benestanti: devono anche umiliarli. Come? Parlando di merito. Il merito è la giustificazione di ogni ingiustizia. In teoria non ci sarebbe bisogno: il governo dei Migliori fa già tutto quello che vogliono loro e Confindustria (del resto se infarcisci la cabina di regia del Pnrr di consulenti turbo-liberisti, si sa già dove andrai a parare). I poveri sono nullafacenti per indole. Anche quando lavorano, se continuano a essere poveri è per colpa loro, perché non hanno rischiato abbastanza. “I 5Stelle hanno cambiato idea su tutto. Gli è rimasta una cosa, e gliela smontiamo noi: il Reddito di cittadinanza”, ha detto quel miracolato di Renzi, uno che di lavoro fa il senatore della Repubblica e lo stipendiato di una monarchia teocratica islamica senza alcuno scrupolo. “Va rivisto il Reddito di cittadinanza – questo è Salvini – siamo pieni di imprenditori, ristoratori, albergatori in Calabria che non riescono a trovare personale. Molti rispondono che preferiscono stare a casa, con l’aria condizionata, piuttosto che andare a lavorare”. Gli scansafatiche che mangiano alle nostre spalle (523 euro in media al mese) non sono più “i migranti col tablet”: nel misero calcolo elettorale, questi politici (tutti tranne Conte) vogliono ingraziarsi gli imprenditori e nel contempo mettere operai, rider, precari che si spaccano la schiena per salari infami contro i poverissimi percettori del Rdc. Perciò ritengono una priorità eliminare il Rdc, non alzare il salario minimo: in sostanza il Rdc fa concorrenza sleale ai salari che le imprese elargiscono graziosamente ingrassando il loro intoccabile sacro profitto. Chi non produce non merita aiuti statali (“Sussidistan”, lo chiama Bonomi, che invece per le aziende i soldini li vuole). A parte che se i criteri sono la produttività e il merito loro sarebbero i primi a cadere, ci si accorge che costoro stanno minando il concetto di welfare? Va bene, se non si vogliono dare soldi pubblici ai poveracci, non resta che la vecchia soluzione: prendere i soldi privati a chi ne ha evidentemente troppi.

mercoledì 25 agosto 2021

Fantastico Osho!




Il Green Pass lede la libertà!


“Tutti i cittadini devono pregare cinque volte al giorno. Se durante l’ora della preghiera verrete sorpresi in altre attività, sarete bastonati. Tutti gli uomini devono portare la barba. La lunghezza prescritta è di almeno un palmo sotto il mento. Se non vi conformerete a questa disposizione, sarete bastonati. 

Tutti i ragazzi devono portare il turbante. Gli scolari delle scuole elementari porteranno il turbante nero, quelli delle scuole superiori bianco. Tutti gli studenti devono indossare abiti islamici. Le camicie devono essere abbottonate sino al collo. 

È proibito cantare. È proibito danzare. È proibito giocare a carte, giocare a scacchi, giocare d’azzardo e far volare gli aquiloni. È proibito scrivere libri, guardare film e dipingere. Se tenete in casa dei parrocchetti, sarete bastonati e i vostri uccelli verranno uccisi. 

Se rubate, vi sarà tagliata la mano al polso. Se tornate a rubare vi sarà tagliato il piede. Se non siete musulmani, non dovete praticare la vostra religione in luoghi dove potete essere visti da musulmani. 

Se disubbidite, sarete bastonati e imprigionati. Se verrete sorpresi a convertire un musulmano alla vostra fede, sarete giustiziati.

Donne, attenzione: dovete stare dentro casa a qualsiasi ora del giorno. Non è decoroso per una donna vagare oziosamente per le strade. Se uscite, dovete essere accompagnate da un mahram, un parente di sesso maschile. 

La donna che verrà sorpresa da sola per la strada sarà bastonata e rispedita a casa. Non dovete mostrare il volto in nessuna circostanza. Quando uscite, dovete indossare il burqa. Altrimenti verrete duramente percosse. Sono proibiti i cosmetici. Sono proibiti i gioielli. 

Non dovete indossare abiti attraenti. Non dovete parlare se non per rispondere. Non dovete guardare negli occhi gli uomini. Non dovete ridere in pubblico. In caso contrario verrete bastonate.

I colori del giorno lentamente si sciolsero nel grigio e le cime delle montagne lontane divennero sagome confuse di giganti accovacciati.”

Per capire e aver dubbi

 

Kabul e il baco dell’Occidente
NEL “MEDIOEVO SOSTENIBILE” DEGLI “STUDENTI DEL CORANO” NON C’ERA CORRUZIONE E NESSUNO VOLEVA FUGGIRE, COME MI RACCONTÒ STRADA. IL MODERNISMO INTERNAZIONALE NON HA MAI ATTECCHITO
di Massimo Fini
“Un liberale che pretende che tutti siano liberali, non è un liberale: è un fascista.” (Il Ribelle dalla A alla Z)
Agli illustri colleghi che si occupano dell’Afghanistan descrivendo in coro i vincitori talebani come la feccia della Terra vorrei fare una domanda semplice semplice. Abbiamo visto tutti le scomposte fughe di massa di migliaia di afghani che accerchiano l’aeroporto di Kabul, disposti a calpestarsi l’un l’altro pur di raggiungere un qualsiasi luogo che non sia in Afghanistan. Bene. Quando nel 1996 dopo aver sconfitto i “signori della guerra” il Mullah Omar, che mi pare fosse un talebano, prese il potere a Kabul, non ci furono “fughe di massa” (né di frange della popolazione) né ci furono durante i 6 anni in cui governò il Paese. Allora che cos’è cambiato in questi 20 anni? Gli illustri colleghi dovrebbero porsi qualche domanda e darci una risposta.
La disfatta degli occidentali in Afghanistan non è vergognosa in sé – le guerre si possono anche perdere – ma per quello che abbiamo fatto, o non abbiamo fatto, nei 20 anni di occupazione. Sentivo l’altro giorno a Sky Tg24 Economia Cottarelli e altri pregevoli economisti affermare, senza porsi a loro volta qualche domanda, che l’Afghanistan, già povero, lo è più oggi di 20 anni fa. Ma com’è possibile, visto che gli Usa vi hanno riversato 2.300 miliardi di dollari? Dove è andato quel fiume di denaro? È finito nelle tasche di quanti hanno accettato di collaborare con noi, che magari ora sono proprio quelli che fuggono terrorizzati, è finito nella corruzione di governo, esercito, polizia, governatori provinciali, magistratura. I sovietici fecero grandi distruzioni materiali; noi, oltre a quelle, abbiamo devastato moralmente l’Afghanistan. Ashraf Ghani che ha conseguito un master alla Columbia University e non può essere minimamente sospettato di simpatie talebane, prima di diventare presidente al posto dell’ancor più corrotto Karzai, il cui fratello era uno dei massimi trafficanti di droga, disse: “Questo profluvio di dollari che ci è caduto addosso ha corrotto la nostra integrità”.
Il distico che precede questo articolo è dedicato a Mario Sechi, direttore dell’AGI, e a Emma Bonino, entrambi intervistati da Sky. Dopo aver sparato sui Talebani, si mettono sulla linea Bush-Fukuyama per cui ogni stato al mondo deve essere “democratico, basato sulla libera intrapresa e sul consumo”. Su Bonino c’è qualcosa da aggiungere. Nel 1997 era commissario Ue e chiese al governo talebano di poter visitare l’Afghanistan. I Talebani non avevano alcun dovere di accettare questa richiesta visto che la Ue non riconosceva il loro governo, invece le diedero il visto e la trattarono con gentilezza e cortesia come gli afghani, per tradizione, han sempre fatto con gli ospiti stranieri. Bonino poté visitare tutto ciò che voleva. Arrivata a Kabul entrò in un ospedale seguita da un codazzo di giornalisti, fotografi, cameramen e si diresse nel reparto femminile dove i fotografi cominciarono a fare i loro scatti e i cameramen a filmare. Arrivò il “Corpo per la promozione della virtù e la punizione del vizio”, acchiappò la Bonino e la portò al primo posto di polizia dove le spiegarono come andavano le cose da quelle parti. Del resto nemmeno in Italia è possibile fotografare o filmare i degenti senza il loro consenso oltre a quello della Direzione dell’ospedale. Per un reato di questo genere allora in Afghanistan era prevista la fustigazione con “le verghe sacre”, invece la rilasciarono dopo due ore. Avrebbero fatto meglio a fustigarla. Con “le verghe sacre”, naturalmente. Forse avrebbe capito ciò che, da buona radicale occidentale, non ha mai capito: che anche la sensibilità e i costumi degli altri meritano rispetto. Invece Bonino, rientrata a Bruxelles, ottenne che la Ue tagliasse i fondi umanitari per l’Afghanistan. Più o meno è quanto si sta facendo adesso congelando i beni afghani, oggi talebani, all’estero, il che non aiuterà certamente la popolazione e indurrà i talebani a indurirsi.
Adesso, dopo un lungo soggiorno in Gran Bretagna e a Parigi, spunta Ahmad Massoud, figlio del più celebre Ahmad Shah Massoud, il “Leone del Panshir”. E anche su questo personaggio, molto ammirato in Occidente, bisogna dire alcune cose chiare. È stato Massoud a dare inizio alla tragedia dell’Afghanistan post sovietico. Finito il regime sovietico occupò Kabul che fu immediatamente circondata dagli uomini di Hekmatyar, suo storico nemico. Fu l’inizio del conflitto civile fra i “signori della guerra”, cui si aggiunsero Dostum e Ismail Khan (forse il migliore del gruppo) che fecero dell’Afghanistan terra di stupri, violenze e ogni sorta di abusi sulla povera gente. Fu questo a dare la spinta al movimento talebano guidato dal Mullah Omar che sconfisse i “signori della guerra” ricacciando Massoud nel Panshir, Dostum in Uzbekistan, Hekmatyar e Ismail Khan in Iran, ponendo fine alla guerra civile e portando la pace e l’ordine. Mi ha raccontato Gino Strada, che ha un po’ più di autorità di me visto che nell’Afghanistan talebano ci ha vissuto: “Non c’era criminalità. Assolutamente. Si poteva girare tranquilli, anche di notte. Gli afghani dovevano rispettare certe regole. C’era la seccatura del ‘Corpo per la promozione della virtù e la punizione del vizio’ che li fermava se non avevano la barba della giusta misura, li ammoniva o gli gridava dietro. Qualche volta volavano anche delle botte. Ma era raro… Non grandi cose. Con l’ospedale ho avuto qualche problema all’inizio, quando lo stavamo costruendo. Venne da me il viceministro della Sanità, Stahikzai, che apparteneva a una delle migliori famiglie di Kandahar, un uomo colto, distinto, amabile. Perché gli afghani sono strana gente, possono essere molto signorili o invece rozzissimi, tipi che si scaccolano o si puliscono i piedi davanti a te, non per scortesia o disprezzo, perché sono abituati così. Beh Stahikzai mi dice: ‘Qui ci vuole un blocco solo per le donne e anche il personale deve essere tutto femminile, medici compresi’. ‘Ma come facciamo se medici donne non ce ne sono o sono pochissime?’. Dopo un po’ di tira e molla ci accordammo e da allora abbiamo potuto lavorare regolarmente. Il 40% del nostro personale femminile era afghano”. (Il Mullah Omar, p.35).
Sul Mullah Omar gli americani avevano messo una taglia di 25 milioni di dollari. Con una simile cifra da quelle parti si compra tutto l’Afghanistan e anche un po’ di Pakistan. Ma in quindici anni non si è trovato nessuno che abbia tradito Omar. Anche questo è l’Afghanistan, così diverso da noi. In Italia ci si vende per mille euro e anche meno.
Il Mullah Omar non era, prima che lo attaccassimo, antioccidentale, ma aoccidentale. Voleva conservare le tradizioni del suo Paese senza disdegnare però alcune conquiste della nostra cultura, soprattutto nel campo della medicina e dei trasporti, che in Afghanistan hanno molta importanza. Propugnava cioè un “medioevo sostenibile” in contrasto col nostro modernismo insostenibile che ci sta portando al fosso. Preferisco il Medioevo.