mercoledì 27 gennaio 2021

Oh Oh!

 Leggi qui le avventure del Bomba!

Cliccate qui sopra e leggerete un interessante articolo narrante le gesta del Senatore Ridanciano in giro per il globo mentre qui stiamo vivendo una crisi di governo, da lui causata, che sta alla ragione come i suoi discorsi alla verità! Tà Tà! 


Polemicamente

 


Rincuorar

 


martedì 26 gennaio 2021

Pensieri di uomo per bene


 

Fuori dalla specie

 


Il problema non è quest'idiota, tale Algero Corretini, ma i suoi follower che pare siano duecentomila, si avete letto bene: 200.000. 

Per un numero di seguaci così alto la voglia di spegnere la luce, augurando a tutti una lunga, quasi eterna buonanotte è immenso. Dignità, ragione, cultura, nulla è parte di questo gnomo. Per di più pochi giorni fa codesto rigonfio di nulla ha anche sprangato la propria compagna, ha messo le mani, meglio dire la spranga, addosso ad una donna, e solo per questo dovrebbe essere portato da qualche parte per non nuocere più alla collettività. Se duecentomila persone lo seguono e lo ammirano, come detto, ogni altro discorso dovrebbe terminare. Siamo a questo stadio di degrado, di pochezza, di nullità. Siamo un paese di vecchi con dietro un'imbecillità in costante crescita, in grado di liofilizzare tutto quanto di buono le vecchie generazioni ci hanno consegnato. 

Il muscoloso grazie ad anabolizzanti, con bolidi sotto il culo che sfascia in allegria, con la passione per i tatuaggi tale che da avvicinarlo e di molto al girone degli inetti. Grazie alla propria corte di followers riesce a guadagnare anche 4mila euro al giorno, per la gioia di chi ci vuole così, senza nulla in cervice, per poter continuare a curare i propri interessi, che sono anche i nostri ma che molti preferiscono delegare, impegnati come sono a riempire fiaschi di aria fritta. 

Una nazione seria rieducherebbe tali esempi di vuoto cosmico, attraverso delle cure psicologiche atte a normalizzare crani debosciati dalla perfida metodologia ossequiante il vuoto per eliminare menti, chissà, forse in grado di contrastarli. 

Speriamo che cotanto ebete rimanga per qualche anno in galera, magari a meditare sulla propria nullità. Me lo auguro di cuore, sperando inoltre che la compagna gli voli via, verso la libertà del cuore e, soprattutto, della mente. 

Dialoghi

 


Intervista saggia ad Agnoletto

 “Brevetti pubblici e via le licenze: così si battono i colossi”

La petizione: “Così paghiamo due volte: serve un mln di firme per chiedere alla Commissione di rimediare”
di Ste.Ve. | 26 GENNAIO 2021
“La Commissione europea faccia valere il fatto di aver finanziato la ricerca per dire: tutti i brevetti ottenuti con un significativo apporto di soldi pubblici devono restare pubblici. Perché altrimenti continueremo nella situazione attuale, dove paghiamo per fare ricerca sui vaccini, poi li dobbiamo ripagare un’altra volta per acquistarli e in più siamo totalmente nelle mani di chi li produce su quando ci vengono consegnati, come stiamo vedendo adesso”.
Vittorio Agnoletto, medico del lavoro, docente a contratto alla Statale di Milano di Globalizzazione e politiche della salute, ex parlamentare europeo (Rifondazione Comunista/Sinistra Europea), ha appena lanciato una petizione. Insieme a diversi altri medici di tutta Europa e a decine di associazioni internazionali tra cui Oxfam, Un Ponte Per e molte altre, vuole raccogliere 1 milione di firme per costringere la Commissione europea a cambiare strada sui vaccini.
Qual è il problema principale?
È che siamo di fronte a vaccini prodotti grazie a un grande contributo pubblico, non si capisce perché il brevetto debba rimanere privato.
Se il brevetto rimane privato cosa succede?
Il monopolio su un vaccino, come su ogni altra proprietà intellettuale, dura 20 anni. Lo ha stabilito l’Organizzazione mondiale del commercio l’1 gennaio 1995. Questo vuol dire che il proprietario del brevetto per 20 anni è l’unico produttore del vaccino, decide lui quanto se ne produce, dove, quando, con chi fare accordi commerciali e con chi no. Tutto questo può avere influenza economica sui mercati. Lo stiamo vedendo adesso, con prezzi diversi a seconda dei Paesi acquirenti e consegne in ritardo.
Si poteva fare diversamente?
Sì, si poteva. Nel nostro caso è la Commissione europea ad aver sbagliato. Non ha ricordato di dire una cosa semplice alle società private nel momento in cui ha cominciato a finanziarle: io vi aiuto, ma poi il brevetto deve essere pubblico, deve appartenere all’Unione europea”.
Adesso come se ne esce?
L’India e il Sudafrica, appoggiati da un centinaio di Paesi poveri del mondo, hanno chiesto all’Organizzazione mondiale della Sanità una moratoria sui brevetti dei vaccini per il coronavirus, una sospensione dell’accordo del ‘95. Hanno fatto richiesta di discutere del tema velocemente, con la modalità fast-track, ma gli Stati Uniti di Trump e la Commissione europea si sono opposti. La Wto non ha messo in discussione d’urgenza la questione sollevata da India e Sudafrica e adesso se ne riparlerà non si sa bene quando.
Lei e gli altri promotori della raccolta firme cosa proponete?
Noi abbiamo fatto una Ice, uno strumento istituzionale dell’Unione europea: una richiesta alla Commissione europea per cui serve un milione di firme. Il testo chiede alla Commissione di rivedere le regole di applicazione dei brevetti dentro l’Ue.
Nel concreto?
Innanzitutto una cosa che si potrebbe fare anche domani. Che l’Italia e l’Ue rinuncino alle licenze obbligatorie. È una clausola prevista dai TRIPs (Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights), gli accordi internazionali sulla proprietà intellettuale dell’Organizzazione mondiale del commercio. Autorizza a produrre i farmaci in proprio, scavalcando il brevetto, tutti gli Stati che si trovano contemporaneamente in una situazione di pandemia e di difficoltà economica. Chi è in queste due condizioni può usare il brevetto per produrre il vaccino, perché prevale il diritto alla salute rispetto al profitto economico. Seconda cosa: chiediamo che la Commissione europea aderisca alla proposta del Sudafrica e dell’India di una moratoria sui brevetti per il Covid durante la pandemia. Terzo: che la Commissione europea faccia valere il fatto di aver finanziato la ricerca per i vaccini.