Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 24 gennaio 2017
lunedì 23 gennaio 2017
Ignoranza
Giuseppe Grillo, detto Beppe, dovrebbe osservare i fatti prima di giudicare il platinato Trump un moderato. Il primo atto politico del tycoon è stata una telefonata a Bibi, lo starter di un prevedibile e prossimo conflitto globale con il mondo arabo, il perno israeliano per una riedizione di un'intifada dalle proporzioni sconosciute. Grillo dovrebbe sapere che il voler aprire l'ambasciata americana a Gerusalemme, equivarrà a scatenare rivolte, attentati, sommosse, perché trattasi di un atto violento, sciagurato, ai limiti del decoro, inammissibile; un po' come entrare con un coscio di maiale ad una convention di vegani. Ma Bibi Netanyahu e Donald lo sanno e lo cercano, essendo colossali attaccabrighe, desiderosi di soffocare il popolo palestinese. Questa volta il vaffanculo lo invio io a Beppe ed al suo amico Donald, il quale non contento, darà il proprio beneplacito a Netanyahu per costruire altri insediamenti in terra palestinese, gesto tanto becero quanto guerrafondaio, simile ad avere in salotto di casa propria uno sconosciuto dentro una tenda a cui, come minimo, tendi a rompergli almeno gli incisivi. Naturalmente questa scelta improvvida, che farebbe incazzare pure l'Abbé Pierre, suona esclusivamente come una sonora provocazione. Fatta da Bibi e dal moderato, a detta dello sfanculato Beppe, Donald, grande Debitore nei confronti di Goldman Sachs, di cui un ex dipendente però, Steve Mnuchin, è stato appena nominato Segretario al Tesoro. Quando si definisce qualcuno statista, occorrerebbe magari prima informarsi! Anche sulla piattaforma Rousseau!
domenica 22 gennaio 2017
Ma bastaaaa
Poi ti accusano di essere sempre nel borbottio, che nulla ti aggrada, che qualunque cosa succeda sei sempre lì col fucile puntato! Mi chiedo allora come non incazzarsi difronte all'ennesimo accordo, lestofante, tra quello che dovrebbe essere un partito di sinistra e... l'accozzaglia aziendale di proprietà del Miliardario Molesto, corroborato nel portafoglio da tutti noi per oltre un ventennio!
Cazzo!
Come si può andare avanti in questa situazione?
Succede che venga a mancare un membro dell'Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Che fare? Semplice: spunta il nome di Vito Di Marco, vicinissimo a Paolo Romani, deputato-azienda di Forza Italia, da sempre sodale con Fedele Confalonieri e, di conseguenza, il baluardo per Mediaset.
Ora questa proposta di nomina ha avuto il via libera da Verdini, da Alfano ee..... dal PD! Così Agcom in piena formazione, quattro commissari affiancanti il presidente Angelo Marcello Cardani, tra cui è già presente un altro cavallo della scuderia Mediaset, Antonio Martuscello, bloccherà una possibile Opa da parte di Vivendi, per l'interesse nazionale, ci dicono da Roma.
Interesse nazionale?
Scusate un attimo: quando Telecom fu assalita dai francesi nessuno disse nulla, neppure un Orfini qualsiasi. Che le telecomunicazioni non siano interesse nazionale equivale a dire che Pomeriggio 5 sia una trasmissione.
Se Mediaset passasse di mano con le dovute garanzie occupazionali, in un paese normale, non ci dovrebbe essere alcunché di illogico. Siccome però questo non è assolutamente un paese normale, grazie ad un virulento consociativismo senza pari in Europa, il partito che vorrebbe sembrare forza innovativa di sinistra, stringe accordi per mantenere il potere mediatico in mano ad uno che da più di vent'anni martirizza la nazione per i suoi porci comodi.
Porcaccia miseria!
Questo stato democraticamente abnorme ha oramai ridotto a normalità un vulnus minante il diritto, ossia che un privato sceso in politica, detenga la metà del potere mediatico ed attraverso di esso, abbia influito ed inficiato sulla correttezza costituzionale, arrivando a far credere ad un buona parte della nazione che una minorenne, con cui giocherellava, fosse la nipote del ras egiziano.
E questa sconceria, grazie a questo nuovo accordo inciucio, continuerà, alla faccia di tutti coloro che sognano, forse oramai inutilmente, di tornare a respirare aria sana, democratica e, sopratutto, pulita.
D'accordo
Ha perfettamente ragione il ministro Orlando (a proposito! E la legge sulla prescrizione?) allorché si dichiara d'accordo in merito alla riapertura di una discussione sulla figura di Bettino Craxi, per anni padre e padrone del partito socialista e della nazione intera. A tal proposito scrive che Craxi fu "una figura importante e controversa della sinistra che commise errori ma fu portatrice di grandi innovazioni e che propose un’ipotesi di modernizzazione del Paese"
D'accordissimo Signor Ministro! Craxi introdusse, levigandoli, concetti culturali, espressioni politiche i cui risultati, chiamiamoli meglio, con il loro nome: disastri, sono ancora oggi sotto gli occhi di tutti. Il Cinghialone, lo chiamavano così, ha dato inizio ad un'era rappresentabile con un semplice oggetto, forse oggi desueto: la Busta.
Basti ricordare alcuni dati al proposito: come scrive oggi Gomez, i lavori della Metropolitana di Milano costarono al tempo 192 miliardi delle vecchie lire, mentre ad Amburgo se ne spendevano 45. E tutto il sovrabbondante sugo finiva nelle tasche di tutti i partiti, grazie all'idea di riunire nelle mani di uno (Antonio Natali) il surplus scaturente dalle tangenti, provvedendo in seguito alla fraterna ridistribuzione equa ed omnidirezionale nelle mani dei cinque partiti maggiori (compreso il Pci)
Nacque in quegli anni la certezza che con la politica ci si poteva arricchire, non facendo più un cazzo di niente sino alla dipartita e, consequenzialmente, si crearono nicchie di casta in ogni dove, nei comuni, nelle regioni, a Roma, con l'obbiettivo di ingurgitare ricchezze privando il popolino dei propri diritti, arrivando oggi ad una cifra totale di circa un milione di persone viventi agiatamente grazie a questa forma evoluta di mala politica, tra una supercazzola e l'altra sparata per disorientare gli elettori. Grazie al craxismo abbiamo anche ereditato il ventennio del Puttanesimo, colpo finale alla socialità italica, grazie al compare Bettino, il Nano ha potuto foraggiarsi e crescere spaventosamente, per i suoi scopi personali, ingigantenti il patrimonio di famiglia.
Craxi è stato lo starter, il viatico, il lasciapassare per questa stagione d'ingiustizie, soprattutto sociali, di questa malformazione democratica che, con l'aiuto basilare dell'ex presidente della repubblica in politica dal 1953, ci ha portato ad avere il quarto governo in carica senza averne votato la maggioranza, di questo connubio di forze politiche, questo insano mescolamento tendente al bene comune, di tutti loro, a questo partito democratico più di destra che di sinistra, guidato attualmente da un poveretto senza arte né parte, se non quella di raccontare sciocche fiabe indegne, messo al comando da coloro che parassitano ogni risorsa, ogni proposito, ogni speranza.
Apriamo pure la discussione su Craxi, caro ministro! Magari alla luce di questa evasione fiscale senza precedenti, dell'inesistente lotta ai ladri che il suo governo finge di perseguire, dei debitori insolventi delle banche portati ad esempio, delle manovre per farci pagare le scelleratezze bancarie compiute dai vostri.
Sono quindi favorevole alla discussione su questa figura nodale del secolo scorso pur ammettendo, mi consenta, che l'insegnamento di Craxi non sia stato mai, neppure per un momento, da voi dimenticato!
sabato 21 gennaio 2017
Già! Perché?
Perché andarsele a cercare, mediante un'insana abitudine di comprare prima i biglietti per andare al cinema? Stanco più di un maratoneta a cui abbiano segretamente agganciato un paracadute aperto, mi presento alla visione di "Arrival" consapevole, a meno di inserire carboni ardenti nel pertugio, di crollare clamorosamente durante la proiezione.
Tuttavia ho applicato delle tecniche sofisticate per evitare la dipartita, tra cui un mostruoso bidone di popcorn, una taglia extra large a cui rinuncerebbe finanche una possente famiglia americana con il fisico a clessidra, che mi ha impegnato per quasi un'ora, pur pregiudicando l'incombente notte di sonno con un'ingurgitata tale di acqua, da far ipotizzare al tecnico Acam di turno, una rottura di tubo sotterraneo da 6" in zona centro. Inoltre, il binomio popcorn - acqua gassata, ha creato un vortice intestinale di inusitata potenza, portandomi a cercar di mascherare le crescenti tonalità roboanti con colpi di tosse da pneumococco, infastidenti i vicini di posto al punto che quello di destra ha incominciato a bardarsi da Lancillotto per la disfida finale e nel contempo confermandomi che in un cinema la peggior cosa che ti possa capitare, oltre ad uno squilibrato che si metta a suonare l'ukulele, ad un vicino reduce da una sagra della cipolla affetto da meteorismo, è l'impellenza di correre al bagno, evento da me prorogato al punto in cui, tra sudorazioni oceaniche ed instabilità caratteriale, ho deciso di alzarmi, guadagnando l'uscita tra pestoni di scarpe e peroni, scatenanti vaffanculo all'unisono dagli astanti.
Normalmente, il procrastinare la via dei bagni genera, matematicamente, l'aumento esponenziale dell'impellenza, con annessi passi di danza in stile simil-Bolle avvinazzato. Raggiunta la meta ed espletata l'incombenza con rumori tipo battaglia iniziale di "Salvate il soldato Ryan" sono ritornato al mio posto, rasserenato, tra una riedizione degli insulti precedenti e colpi assestati cinicamente ai malleoli degli sfortunati compagni di fila; questa pace interiore mi ha portato, nel giro di qualche nano secondo, ad appisolarmi spudoratamente, forse anche a russare, risvegliandomi con l'accensione delle luci di sala per cercare, come una faraona prossima al forno, pietà, comprensione e soprattutto qualcuno che mi spiegasse il finale del film, di cui ho capito meno di quello che Orfini percepisce in una normale riunione di partito.
venerdì 20 gennaio 2017
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