Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 19 gennaio 2017
Per scherzare
Lungi da me di alimentare odi e discussioni futili, e mettendo sopra di tutto la sana presa in giro, alla luce del mio anti juventinismo e prendendo spunto dal nuovo logo della signora, allego una foto presa dal web che, a mio parere, rende utile il suddetto!
Amici juventini! Si fa per riderci un po'!
Ci mancherebbe...
Fiero della città
L'educazione civica nella nostra città è a livelli ottimali. Basta infatti uscire presto la mattina per constatare come funzioni alla grande il PCC (Prenotazione Cestino Cittadino) un sistema per evitare di appoggiare a terra sacchetti d'immondizia. I concittadini eruditi e civilmente consoni al progresso, hanno ideato una prenotazione che permetta loro di scendere al mattino, travalicando obsolete regole di cestini marroni o di sacchetti gialli e neri, per liberarsi democraticamente dei loro rifiuti, mai selezionati a seconda delle squallide, a detta loro, imposizioni comunali, per poi intraprendere al meglio la giornata lavorativa, partecipando, a volte, a discussioni sul degrado, sul bene pubblico, sull'educazione sociale. Rispecchiano al meglio, questi eroi democratici, la valida teoria liberale decretante che siano sempre gli altri a pagare illuminazione stradale, panchine, asfaltature e pulizia, per la ovvia certezza che vuole il genere umano suddiviso divinamente in due categorie: i prescelti e i coglioni.
All'alba si gode lo spettacolo di dame socialmente impegnate e già informate sull'andamento delle borse nipponiche, uscire dal lustro portone espletando il deposito del sacchetto, prenotato la sera prima tramite PCC, o di impavidi signori che, sfidando freddo e pioggia, addirittura la sera prima, stoicamente, occupano il cesto verde, solo apparentemente dedicato ad altre pubbliche funzioni. E che dire dei gruppi organizzati che, allorquando il PCC assegni loro cestini in altre zone cittadine, si organizzano con pullmini e, diligentemente, affrontano il viaggio immersi in letture culturali d'alto rango?
Questo senso civico allarga veramente il cuore, facendo immaginare futuri splendenti e democratici, tra una ciminiera fumante ed un portale simbolo di un'imminente rinascita!
mercoledì 18 gennaio 2017
Mo' m'incazzo!
Succede in questo paese che una grande moltitudine di nostri concittadini stia attraversano una tragica parte di vita. Dopo essere stati martoriati da un cataclisma, vivono sommersi da neve, nell'indifferenza quasi generale. Questa mattina la terra ha ricominciato a tremare, aumentando panico, dolore e difficoltà.
Cosa cazzo dovrebbe fare uno stato serio?
Dovrebbe concentrare le forze e farsi sentire vicino. Per "forze" s'intende soldi, tanti soldi. E allora che vadano a fare in culo gli F-35, le pensioni dorate, gli sprechi, le quote per far parte di Nato, le missioni all'estero, gli acquisti di carri armati che non servono a nulla.
E ora di sparigliare il merdificio politico e fare entrare persone serie, oneste, che non cerchino visibilità fine a se stessa, anzi ai loro comodi.
Occorre agire, spendere per migliorare la vita di quelle povere persone, dei loro animali, delle loro sbiadite proprietà. Occorre in poche parole, uno Stato serio, anni luce lontano dal nostro.
Scacciare i mercanti dal tempio, rendendo severe le pene a chi vorrebbe continuare a lucrare su queste calamità.
Occorre riappropriarci del bene più caro: la dignità dello Stato.
E a culo tutto il resto! (cit.)
martedì 17 gennaio 2017
Lettera di un terremotato
di Alessandro Santi
Gentilissimo commissario Errani, le scrivo facendomi portavoce di alcune importanti istanze di una comunità (Ussita, Visso e Castel S. Angelo) duramente colpita dagli eventi sismici di agosto e ottobre. Pur prendendo atto dell’eccezionalità degli eventi occorsi e degli sforzi che si stanno facendo per gestire questa emergenza, sono comunque ancora troppi e gravi i problemi, a distanza di diversi mesi, che non sono ancora stati indirizzati e per i quali non c’è ancora risposta; per questo vorremmo conoscere le reali intenzioni dello Stato e le relative pianificazioni degli interventi.
Si percepisce ormai tra la popolazione montana (o meglio tra quelli che non sono stati deportati sul litorale) e tra tutti i proprietari delle seconde case (tessuto economico della zona), uno sconcertante immobilismo delle istituzioni centrali che sfocia in un inevitabile senso di abbandono. In particolare:
1. Demolizioni e messa in sicurezza. Solo una piccola parte degli edifici pericolanti è stata rimossa. Lo smaltimento dei rifiuti procede con estrema lentezza, peggiorata inoltre dalle (prevedibili) condizioni avverse. A questi ritmi non è prevedibile un orizzonte temporale per l’inizio delle attività di ricostruzione.
2. Container. Non c’è ancora traccia di questi moduli. Diverse persone si ostinano a vivere in camper o dentro roulotte a -10°. Nel comune di Norcia, in Umbria, sono state quasi completate le operazioni di urbanizzazione necessarie alla loro installazione, nelle Marche invece non abbiamo alcuna idea dei tempi.
3. Ricoveri per gli animali. Alcuni allevatori hanno lanciato un grido di allarme per il rischio di morte per assideramento del bestiame. Le condizioni atmosferiche invernali della zona dovrebbero essere note a tutti.
In quattro mesi non si è stati in grado di fornire questi ricoveri.
4. Verifiche di agibilità. Ci sono richieste di verifiche di agibilità che risalgono ad agosto e per le quali non è stata fornita nemmeno una risposta sui tempi.
5. Attività produttive. Molti commercianti e piccoli agricoltori lamentano ritardi negli aiuti.
6. Ripristino viabilità. Sussistono ancora gravi situazioni di inagibilità per le quali non si ha evidenza di un piano di ripristino da parte di Anas.
L’impressione dominante è di uno stallo totale dovuto a una burocrazia eccessiva che, in questo momento, rappresenta il principale vincolo a ogni forma di ripresa. Il nostro problema non è avere date certe, ma essere certi che esiste un piano di interventi programmato, che possa aggirare una burocrazia devastante. Ne va del futuro della nostra terra e della sua precaria economia basata sul turismo.
lunedì 16 gennaio 2017
Che bella sorpresa!
Ma guarda un po'! Mancano 3,4 miliardi! Ma come? Il duo comico Padoan&Bomba ha fatto male i conti? Ma non vorrete mica dire che le mancette, le elargizioni pro referendum, i soldi scialacquati per far vedere ninnoli e lustrini ai babbani, alla fine ci hanno fatto sforare? Ma non andava tutto bene? Non stavamo andando alla grande? Non era tutto oro quello che luccicava? E adesso? Entro febbraio bisognerà rientrare. Noi, naturalmente. Lo Scialacquatore invece è a casa beato e sereno a scrivere un libro di fiabe! Lui, il rottamatore, l'innovatore, il trascinatore di tutti noi... nel baratro!
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