venerdì 8 aprile 2016

Contessa d'arte

Con tutto il rispetto per la Sovrintendenza, il blocco dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale del Felettino a La Spezia per via della presenza dei ruderi di villa Cerretti, sa un po' di presa per i fondelli, lo stesso dicasi per i resti delle latrine del teatro Politeama in piazza Verdi.
C'è da chiedersi dove siano stati durante questi anni i "signori dell'arte": se villa Cerretti è tanto importante da bloccare i lavori dell'ospedale, perché la si è lasciata marcire e avviluppare dai rovi? Perché nessuno non si è fatto mai sentire con il proprietario del rudere, l'Asl5, al fine di richiederne interventi manutentivi? Perché non si ė progettato un recupero, una salvaguardia del valore artistico di questo luogo pregno di patriottismo di eroi del Risorgimento quali Giuseppe Cerretti e Aurelio Saffi?
Forse perché al di là del ricordo storico, dentro non vi è nulla che debba essere oggetto di valorizzazione artistica.
E ha detto bene il capogruppo in regione del PD Raffaella Paita, definendo incredibile il fatto che la Sovrintendenza nel 2011 dichiarò il bene non storico, rimangiandosi il tutto oggi e fermando appunto i lavori, appena iniziati, del nuovo nosocomio.
Che succede dunque dalle parti del Golfo dei Poeti? Cos'è questa corsa al reperto scatenatasi nei meandri del protezionismo archeologico? 
Eccedere, a volte, è dannoso. Perseverare pure. Se questi "saccenti bloccanti" lavorassero nella capitale, a Roma ancor oggi circolerebbero le bighe e la stazione Termini avrebbe due soli binari come Brescello. 
Lo stesso dicasi di "Piazza Moviola2-il ritorno dei portali" (ex Piazza Verdi): che speravano di trovare nei resti affiorati di un teatro cittadino, spazzato via dal piano regolatore dell'epoca? Forse carte della pizzeria Pia di allora, ancora unte? Un quadro di Strina?
E soprattutto: Italia Nostra! Ok, siamo consapevoli della vostra esistenza! Basta però, per favore! Non vorrei che un giorno arrivaste tutti trafelati ad annunciarci lo sbarco degli extraterrestri! Quella è la Cattedrale.

giovedì 7 aprile 2016

Altro giro



Italiani brava gente


Cominciano ad uscire nomi, come da una cloaca intasata, di tutti i nostri connazionali impelagati nello scandalo Panama. 
Ce n'è per tutti i gusti e i pensieri.
Per ora si parte dal Bellachioma Montezemolo, alla D'urso, al Valentino che ha sempre vestito di nuovo riccone insoddisfatte e lui, er core de Roma, Verdone. 
Spiace, e molto, constatare che la corsa il riparo delle fortune sia ansia per tante menti, tanti soloni, tanti imprenditori, a detta di molti, esempio e vanto dell'italianità nel mondo.
Quello che fa specie è proprio questa routine, inficiata di apparente normalità. La tesi è sempre questa: sono vip, parlo ed insegno, critico, suggerisco e m'inalbero se ci sono (ad esempio) buche nelle strade, vedi Verdone, critico l'amministrazione perché non le ricopre e poi, come sdoppiato in personalità, sottraggo risorse, mi estraneo dalla compartecipazione ai tributi, preservando le mie ricchezze dai salassi che invece, a noi soliti noti, pedissequamente tolgono.
Sta proprio qui il marcio del capitalismo, degenerato, imperante in ogni dove nei cosiddetti paesi avanzati (avanzati forse inteso come rifiuti della Democrazia): a parole, solo a parole, si persegue il bene comune. Nei fatti pagano sempre i più deboli.
E il sarto abbronzato? Che dire delle sue opere (perché è acclarato che le creazioni di Valentino siano creazioni artistiche) dei costi esorbitanti, dei guadagni spaventosi? Come possa uno come lui, emblema del bello, essere caduto nel cunicolo incuneante del distacco morale dalla partecipazione alle spese comuni, resta un mistero. 
Ci vorrebbe, ma questa è pura chimera, una società sana. Non come la nostra. Se ci fosse una maggioranza di persone integerrime, e ci sarebbe solo che attualmente è silente, che, svergognando queste sanguisughe, le metta al bando non comprando più abiti, non andando più al cinema a vedere i loro film, non seguendo le loro scorribande lacrimose alla tv, insomma relegandoli in un angolo oscuro della comunità, forse le cose tenderebbero a cambiare, migliorando la vita di tutti.
Il problema, invece, grave e difficilmente correggibile è che purtroppo questi energumeni vengono visti come furbi, scaltri, protetti e vincenti.
Come questa forma ammalata di regime, prescrive.    

Onomatopeicamente



Effettivamente ...


Se il sole fosse una lampadina da qualche parte, oltre al nome del fabbricante, ci sarebbe scritto 
4x (10alla26) watt. E magari anche non disperdere nell'ambiente...

Scuse


Popolo strano, al limite dell'incredibile! Eppure ogni volta che fanno qualcosa come nel video, riescono ancora a stupirci e a farci meditare sulle nostre rovine.
Akagi Nyugyo produce ghiaccioli in Giappone e, per il costo delle materie prime aumentate, ha dovuto alzare il prezzo del prodotto dell'equivalente di ben ... 8 centesimi! L'ultimo aumento si era verificato 25 anni or sono!
Che hanno fatto dopo aver aumentato il ghiacciolo? Hanno riunito almeno 100 dipendenti ed hanno chiesto scusa, comprensivo d'inchino!

Che succederebbe in casa nostra se ci fosse questa tradizione? A quante piroette, salti mortali, contorsioni dovremmo assistere ogni giorno? I petrolieri cosa dovrebbero fare? E quelli di acqua, luce, abbigliamento, bus, treni? 
E a capodanno i Benetton delle autostrade che capriole dovrebbero eseguire per chiederci venia dei loro misfatti?

Otto centesimi e il lutto espresso in video!
Se non fosse per le manie di cui sono posseduti (fotografare tutto anche gli stessi smartphone da cui scattano, ridere sempre tenendo un espressione in viso tra l'ilare ed il babbeo doc, parlare a voce alta tra loro con suoni ricordanti le partenze in attacco di Bruce Lee, portare ombrellini aperti ovunque, con qualunque tempo, danneggianti retine e cornee e fastidiosi più che trovar in treno Orfini parlante di trasparenza) verrebbe voglia di scatenargli un applauso!
Complimenti comunque e... supportateci in questa lotta impari!

Takatakamoto!

mercoledì 6 aprile 2016

Il sogno di Lizzy


Lizzy aveva un sogno, una richiesta prima che una malattia genetica, la sindrome di Usher -tipo B, le portasse via la vista. Lizzy, bimba americana di 5 anni, il suo desiderio lo aveva esternato ai suoi genitori che hanno fatto di tutto per esaudirla. Lizzy voleva vedere "qualcuno" che emana una luce particolare, del tipo che Lizzy continuerà a vedere nonostante la sindrome di Usher. 
Lizzy è stata esaudita. 
E da come umanamente lo ha guardato, pare aver già compreso l'essenzialità di questa Luce.