lunedì 4 aprile 2016

Senti senti...


Pagina 13 di Repubblica. 
Titolo: "Il super teste ai Pm - Pagato per mentire sull'omicidio Alpi-

Cavolo e ce lo dite così?
Vi ricordate la storia? Nel 1994 Ilaria Alpi e Miran Hrovantin, giornalisti del Tg3, furono uccisi durante un agguato. Le ragioni di tale assassinio restano un mistero, molto probabilmente legato al traffico d'armi.
Si viene a sapere che l'accusatore, Ahmed Alì Rage, la cui testimonianza ha sbattuto in galera per 16 anni Hashi Omar Hassan, era falsa e pare pagata dai nostri servizi segreti! 
Le istituzioni italiane chissà per quale mistero, per quale schifezza, hanno quindi preferito incolpare un innocente?
Parrebbe di sì!
Tra conati vari, attendiamo la Verità, ormai chimera in questo regime solo sulla carta democratico!

Mossak Fonseca


Insomma questo enorme archivio che qualcuno ha donato ad un pool di giornalisti mondiali, tra cui quelli de L'Espresso, rivela migliaia di nomi, 800 italiani, che in barba ad una dignità umana hanno spostato ricchezze ed oggetti di lusso, barche da sogno, sotto l'egida di Panama, uno degli stati canaglia che in virtù di profitti luridi, tolgono ossigeno a tutti i paesi del globo, facendo pagare, al solito, più balzelli alla maggioranza degli umani, sottospecie oramai conclamata con la nomea di "coglioni".
Ci sono nomi di tutto rispetto, ad iniziare da lui, il despota russo Putin, pare che gli roteino attorno qualcosa come due miliardi di dollari, per poi andare al padre defunto dell'albionico Cameron, per continuare con il cognato del cinese Xi Jinping, l'ucraino Poroshenko, l'attuale presidente argentino Muricio Macrì, per poi arrivare alla Pulce Messi, comprensibile per aver nel sangue dribbling sfuggenti, sia di avversari che di tributi.
Non si capisce perché i paradisi fiscali non vengano combattuti dalla comunità internazionale alla stregua dei terroristi, sedei guerrafondai, di coloro insomma che con le loro nefandezze alternano equilibri economici, lasciando difficoltà gestionali negli stati di loro appartenenza. O meglio: una ragione credo vi sia: nei paradisi fiscali sguazzano molti di coloro che a parole fanno credere di lottarvici contro, vedasi Cameron. Non frequento, per fortuna, circoli ed amicizie di ricconi impegnati più a nascondere risorse che a respirare aria. Mi ritengo fortunato in tal senso. Immagino l'idea di base degli incontri tra essi: un'idea tanto bislacca quanto rivestita di verità, di convincimento ad essere nel giusto, ossia la protezione delle loro ricchezze, del riparo delle fortune da ogni tassazione, da ogni controllo fiscale. È un mondo che gira così, da quando l'alterazione genetica del capitalismo ha preso il sopravvento. Chi guadagna cifre inumane, molte volte sfruttando inferiori, si autoconvince per leggi universali, di cui s'ignora fonte ed origine, a non dover elargire nulla per la comunità. 
Fa specie che, per molto meno, in tempi passati si siano verificati moti popolari riportanti ragione e giustizia sulla Terra.
In questo caso invece no. Tutto tace, tutto è silente. Ed è un peccato.

Pecunia


Rivalsa, faida, lotta interna, il potere davanti a tutto. È quello che emerge dalle votazioni del PD spezzino per la nomina del nuovo segretario provinciale. Ha vinto Federica Pecunia (nomen omen?) fedelissima paitiana e naturalmente renziana. Barli ha stravinto nel capoluogo mentre la Val di Vara con quel "simpaticone" di Cavarra, ha permesso alla Pecunia di asfaltare il candidato orlandiano. Al di là della facciata restano le macerie figlie di una guerra senza esclusione di colpi nata al tempo delle regionali, tra Ciccio Orlando e "Lella di tutti loro", battaglia prioritaria e, soprattutto, noncurante del disastro cittadino del capoluogo, ove due piazze delle quattro principali sono state divorate, svilite, svendute, fagocitate da tristi ed atroci errori gestionali nonché architettonici. Che dire di Acam, delle quindicimila famiglie che ancora scaricano merda in Morin davanti a turisti che confondono i miasmi con il profumo dei muscoli, ordinando successivamente, e comprensibilmente, bagna cauda nei ristoranti sul mare? 
Che dire delle pavimentazioni cartonate sbriciolatisi in ogni dove, degli autobus incolonnati nella piazza senza protezioni con duemila studenti trafelati che corrono per andar a scuola, che dire della ciminiera sparante carbone bruciato ed inquinante più di questi ex rossi, ex ulivisti, ex di sinistra, proiettati verso il grande partito della Nazione di verdiniana concezione? 
Nulla! Se non la constatazione amara che, grazie al padre di tutti i consociativismi, continueranno a regnare imperterriti in queste lande oramai solitarie ed oggetto di studio per longevità, inamovibilità, per lo stantio e prolungato permanere sulla tolda di questa Liguria atipica, insalubre ove regna da decenni il detto affaristico della combutta "destra-centro-sinistra" più longeva d'Italia: 
pecunia (rigorosamente minuscolo) non olet!

domenica 3 aprile 2016

Ridiamoci

Visita


Ieri sera mi è venuto a trovare il Sig. Ovvio Demagogico, un tipo reietto dalla Nomenklatura odierna, tutta assorta dalle parole che scendono come olio benefico dalla bocca del nostro amatissimo presidente del consiglio.
Ovvio vive di stenti, non riuscendo ad emergere per "ovvie" ragioni, insensibile per genealogia alle novità imperiture della compagine governativa. Ovvio veste senza sapore, inconsistente alla novità, senza livore né rivalsa; egli s'accompagna ai detti popolari "se aumentano le nuvole va a finire che piove", "aprile dolce dormire; siamo in primavera e tra non molto arriverà l'estate!"
Il sig. Demagogico come dicevo reietto dai nostri illuminati signori di corte vedasi Lotti, capelluto arruffato sempre tessente accordi con personalità portanti la costituzione come Verdini, o Maria Elena Boschi che non sapeva della storia d'amore tra la figlia di papà Guidi ed il suo compagno dedito al provocar piacere ai francesi della Total (per missione naturalmente), vive senza affanni, saltuariamente commentando fatti accaduti nelle stanze del potere, impregnandoli della tanta vituperata demagogia; ad esempio domandandosi come un pluri inquisito come Verdini possa aver riscritto la costituzione di uno stato sovrano, oppure come sia stato possibile che in trent'anni non si sia riusciti a produrre una legge sul conflitto d'interessi valida ed arginante lo strapotere mediatico dello Zio pervertito dell'attuale Premier. 
Sig. Ovvio -gli dissi- non prosegua per favore su questo sentiero, altrimenti m'incupisco!
Ovvio, mi disse, ovvio che ci s'innervosisca a rimembrare cose che "tutti in coro" trasformarono in stantie, obsolete, fuorvianti! È stato il loro grande capolavoro! 
Adesso senti questa! Naturalmente se entrassi in qualche circolo piddino, magari alla presenza di Orfini, tutti i presenti mi lancerebbero improperi a dismisura, affossandomi con "buuu" lancinanti. Si, ciò che ti sto per dire è una delle più becere ovvietà demagogiche della recente storia italiana. Ma te la dico lo stesso, essendo naturale per me convivere con il demagogico.
L'ammiraglio De Giorgi, anch'egli indagato per il fattaccio del petrolio, si pregia di aver convinto la politica romana a spendere 5,4 miliardi di euro nei prossimi anni per riammodernare la nostra flotta navale. A questo punto mi scocca il quesito: perché spendere tanti soldi, come anche per gli F35 che vuole sono la Pinotta ministra delle forze armate per compiacere i costruttori americani, sapendo che non potremo utilizzare i nuovi macchinari per la radio-terapia che colpiscono con precisione perfetta le cellule tumorali senza intervento invasivi, ma che costano 4/6 milioni di dollari cadauno, cifra impossibile per la nostra sanità, tesoro di molti golosi? E perché non utilizzare tali cifre per acquistare le nuove medicine contro Aids, tumori in arrivo ma dal proibitivo costo di 100mila dollari a ciclo di cura?
Basta Sig Ovvio! gli dissi. Lei fa sempre i soliti discorsi pro-popolino! Lei non sa che siamo inseriti in una realtà europea, che noi alimentiamo un carrozzone solo in apparenza spendaccione, burocratico parossisticamente! Si adesso mi dirà perché una volta al mese questi traslocano spendendo cifre incredibili per andare a riunirsi a Strasburgo. Ma che demagogia sig Ovvio! Ma non capisce che sono forme alte di democrazia? Così come la spesa militare! Insomma basta lamentarsi al proposito! Occorre spendere in questo ambito vitale. Come è naturale che, periodicamente, vi siano dei "saldi di fine stagione", "Sbaracchi" che stolti chiamano guerre o conflitti. Sono solo interventi umanitari utili a consumar armi al fine di riprodurne nuove e maggiormente efficienti, capaci di uccidere uomini senza danneggiare intonaci e mattoni! Capisce il nuovo che avanza?  Via sig. Ovvio! Si lasci andare! 
Si alzò, salutandomi, con una riga sul volto creata da una lacrima. 
Era triste, ovviamente, per come comprese di essere fuori dal tempo e lontano anni luce dal passo indomito di questa gloriosa società.

Un saluto

Un saluto Cesarone! E grazie per Paolino!


Ridiamoci