venerdì 6 novembre 2026

L'Amaca

 

Il maranza

bianco e biondo


DI MICHELE SERRA


È piuttosto divertente il ripudio di Trump da parte di noti trumpisti,

anche nostrani, che d'improvviso, come per incanto, si richiamano ai

valori della democrazia liberale. È come se avessero mandato avanti

quello manesco, il bullo del gruppo, il maranza dei miliardari (bianco e

biondo, così sono i maranza ricchi). E vedendolo tornare a casa lacero e

pesto, per darsi un contegno scuotono la testa: benedetto figliolo, non te

l'avevamo detto che non è questa la maniera di fare politica?

No, non glielo avevate detto. Esattamente al contrario, vi eravate messi in

testa il cappellino Maga, o indossato la tshirt "Dio Patria Famiglia". E ci

avevate spiegato, a noi mediocri benpensanti dem, che l'aggressività, le

intimidazioni, gli insulti, la prevaricazione, sono solo una maniera

schietta, non ipocrita, di fare politica. Che il popolo non è fatto per le

smancerie e i minuetti, il popolo parla dritto e parla chiaro. Che non è

razzismo, braccare gli immigrati come prede da snidare: è ordine

pubblico. È autodifesa.


E quell'omone volgare che, appena insediato, disse «fanno tutti la fila per

baciarmi il culo», lo avete applaudito e lo avete raccontato, sui vostri

giornali diretti e schietti, come il campione della Nuova Politica, quella

che non sa cosa farsene delle bellurie della democrazia e delle fisime dei

radical chic.

Beh, ce ne fosse uno, dei trumpisti italiani, che rivendica di averlo

applaudito, e aggiunge di essere dispiaciuto della sua sconfitta. E ce ne

fosse uno, dei repubblicani americani che lo hanno blandito e subìto per

puro codismo nei confronti del vincente, che adesso, da perdente, ha il

buon gusto di difenderlo.


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