giovedì 5 novembre 2026

L'Amaca

 

La democrazia

è popolare


DI MICHELE SERRA


Essendo troppo lunga la lista degli imputati, imputo a me stesso di avere

creduto che le ragioni dei democratici di mezzo mondo fossero ridotte al

lumicino, e la prepotenza dei ricchi e dei forti fosse ormai la sola forza in

campo.

La giustizia sociale, l'uguaglianza, i diritti delle persone non sono ridotte

a illusione minoritaria, e quasi elitaria: così come vuole far credere, da

molti anni, l'oscena propaganda populista. Sono valori popolari. È il voto

popolare che ha sconfitto Trump. Il voto delle moltitudini alle prese con

la penuria economica mentre la Borsa si gonfia. Degli immigrati che

temono la persecuzione e la cacciata, e vedono nel razzismo dei bianchi

una minaccia diretta. Dei deboli che rifiutano di sentirsi colpevoli di

esserlo. Delle cosiddette lobbies lgtb eccetera che sono milioni di

persone e non accettano di essere ricacciate nel silenzio dal quale

provengono.

L'essenza della sensazionale risalita dei dem americani è bene espressa

nei comizi del nuovo senatore del Texas, Talarico. Qual è la minoranza

che minaccia i diritti del popolo? Gli ispanici? Gli islamici? I gay? No, la

minoranza che mette in pericolo la democrazia e i diritti è la ristretta

cerchia di miliardari che fa ala a Donald Trump.

Gli slogan hanno sempre qualcosa di semplificatorio e di brutale, ma

avere rimesso al centro della politica la questione della disuguaglianza, e

la lotta contro le oligarchie, è ciò che ha fatto rinascere i dem, specie

quelli di nuova generazione. È il loro ruolo storico, e se lo stanno

riprendendo. È un campo nel quale la destra, storicamente, non ha voce.

Non ce la può fare. Il populismo è solo una finzione, nessun potere forte

ha mai avuto paura della destra.

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