giovedì 28 maggio 2026

Guarda chi c'è!

 

Sulle Emocrazie (si può vivere tra virgolette nel sangue?) 


di Alessandro Bergonzoni 

Vendiamo l’anima, quindi vendiamo le armi, vendiamo tutto: corpi e morti altrui, moneta di scambio, per appoggiarci a nazioni che fanno muro, in tutti i sensi, per interessi da disinteresse.

Vendiamo Europa per qualche America e qualcuno di Israele.

Vendiamo lavoro, occupazione, per profitto da esportazione, esuberante.

Vendiamo la storia, per sfruttare pure quella.

Vendiamo papi, a tiratori (scelti) di giacchetta.

Vendiamo talk show per compagnie di giro, dove si vendono libri per l’io senza il sé, mentre scorrono immagini di stragi e disastri, con la sadica sensazione del presentatore di ascolti, che non sente altro.

E sugli sfondi stanzette librarie, fotografie, piante, stantie coreografie. La trasmissione dei virus? Tutte le trasmissioni trasmettono quello del rito funereo, tra capoclaque che dicono quando applaudire, cioè sempre.

Vendiamo psichiatri alla fonda, se non già spiaggiati, tra le rive di social teatri e televisioni, a suon di frasi sfatte allo specchio e interventi pavone.

Vendiamo giornali già venduti, prima, o anche comprati, in ogni senso.

Vendiamo immagini delle persone che contano di più al mondo, anche se quelle che contano davvero sono donne e uomini che continuano a contare figli fratelli padri cadaveri, in più di trenta conflitti nel pianeta: Sud Sudan, Palestina, Ucraina, Mali, Siria, Yemen, Iran, Afghanistan, in una stagnante acqua che profuma di colonialismo. Facciamo marcire, suicidare e asfissiare anche in Italia, non solo nel mondo, detenuti e detenute, nelle celle della tortura del sovraffollamento. Ma storia insegna che appena tocca ai “nostri”, cari, ora purtroppo quelli della Flotilla (stupendi sensibilizzatori nati, a cui va tutta la mia stima), inorridiamo giustamente, chiedendo, male e tardi, sanzioni per dittatori “religiosi” ed “emocratici”, che vivono di sangue: quando anche sanzioni a chi governa e legiferisce da noi, sopra gli occhi di tutti? I Cpr libici e non solo, li abbiamo sponsorizzati e voluti, incaricando “bestie” conosciute e pagate, per ferire e stuprare, chi qui non deve arrivare, all’alba di nuove Albanie. Delinquono? Esattamente come noi, chi ci governa, chi ci difende, cura, rappresenta. Non notiamo analogie perverse e immani? Ci siamo svegliati solo adesso dal “sonnambullismo” che permette, noi complici conniventi, di trattare dei fermati come numeri, come “stuk”, in nome di “segreti” sicurezza, che violano per decreto il Sacro, prima di ogni diritto internazionale? Non riusciamo neanche a dar amore pietà o attenzione, a uno scuro raccoglitore di pomodori, di un vero campo largo, ucciso a Taranto da “nostri chiari” (fosse annegato prima di arrivare, sarebbe stato accusato di essersela cercata, dirà qualcuno). Nessun presidente, saggio o super partes (troppo super?), nessun destro (coerenti fino alla fine, altrui), nessun politico di ultima degenerazione, sinistro centrista mancino ambidestro… Non percepiamo l’olezzo dei “maleadoranti” che tifano per certe sofferenze. Siamo rapaci di usar le unghie e ghermire, usando accordi di ogni tipo per convivere con Stati che fanno nonvivere migliaia di inermi, seppellendo Gaza tra fame e malattie, con una ferocia demoniaco sistematica furibonda, in nome dello scambio di persona: scambiare un popolo per nullità, polvere da spazzar via .

E poi reimmigrare, punire non unire, per manie d’obbrobrio della classe dirigente, soprattutto digerente, che ingoia voci e corpi come nemmeno un mare, con abitudine onnivoro-cannibalica, alterandoci la fauna intestinale: ecco spiegato un sesto senso, di nausea, nella indi/gestione del potere.

Confermo, anche artisticamente e da tempo: le figure di merda non son sculture!

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