mercoledì 20 maggio 2026

Quando ce vo'...

 

Riarmo in disarmo 


di Marco Travaglio 

Ricapitoliamo. Nel 2014, al vertice Nato di Newport, il premier Renzi conferma con gli altri soci l’impegno assunto nel lontano 2006 a portare le spese militari al 2% del Pil. Ma, siccome non c’è un euro, né lui, né Gentiloni, né Conte danno seguito all’idiozia, come del resto quasi tutti gli altri. Solo qualche rialzino annuo, tant’è che nel 2021, all’arrivo di Draghi, la quota italiana è all’1,4% (26 miliardi l’anno). Ma nel 2022, subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Biden rimette in riga i soci al vertice di Bruxelles: Draghi e Guerini, come altri sudditi, promettono il 2% (38 miliardi l’anno) entro il 2024. Papa Francesco tuona: “Mi vergogno per loro. Il 2% del Pil nelle armi? Sono dei pazzi!”. Conte si oppone e chiede, vista la crisi, di diluire l’aumento fino al 2028: botte da orbi dalle destre e dal Pd, che l’accusano di aver aumentato nelle sue tre finanziarie la spesa militare di 1,1 miliardi l’anno (spiccioli rispetto ai 12 in più promessi da Draghi). Il Corriere gli imputa un’“escalation anti-armi”, la Stampaun’“escalation grillina” (ma escalation significa più armi, non meno). Per Mieli “una dozzina di miliardi” l’anno ai mercanti di morte più bisognosi non è nulla. Folli auspica che “Draghi si liberi di un segmento dei 5S”: cioè di Conte (Di Maio è già sul presentat’arm). Polito lecca “la spesa per la Difesa necessaria e produttiva”, “non alternativa agli ospedali o al sussidio di disoccupazione, come ripetono i demagoghi”, quindi “non ingiusta e neanche immorale”. De Angelis accusa Conte di fare “demagogia su un’inesistente corsa al riarmo”. Giannini e Merlo dicono che sul 2% si è impegnato Conte, anche se nel 2006 c’era Prodi e nel 2014 Renzi. Draghi giura che tira diritto, ma poi rinvia il 2% al 2028 (come chiede Conte) fingendo di non aver mai detto 2024 (invece l’ha sempre detto, e pure Guerini).

Nel 2022 la Meloni va al governo: “Confermo il 2% di Pil: siamo una nazione seria”. Infatti nel 2025, appena Trump ordina il 5% al vertice dell’Aja, fa retromarcia e firma il 5% (mentre Sánchez resta al 2): cioè s’impegna a spendere 70 miliardi in più all’anno. Il Fatto scrive che è una cifra assurda, ma nessuno ci dà retta: che saranno mai 70 miliardi. Ieri mattina i capigruppo di FdI, Lega, FI e Noi Moderati presentano una mozione che fa retromarcia sulla retromarcia: serve una “revisione” dell’“irrealistico” 5% (cioè si torna al 2, peraltro mai raggiunto). E chi l’aveva firmato? La Meloni: la stessa che ha firmato pure il Patto di Stabilità e ora lo contesta. Ma nel pomeriggio la retromarcia sulla retromarcia viene cancellata da un’altra retromarcia (si torna al 5%). In attesa della prossima, questi gaglioffi potrebbero abbonarsi al Fatto: costa molto meno del riarmo e aiuta a evitare figure da pagliacci.

martedì 19 maggio 2026

Come dargli torto?

 



L'Amaca

 


Quanto è noioso il razzismo

DI MICHELE SERRA

Come è orribile e come è prevedibile, ogni volta che un crimine scuote le nostre giornate, la disputa occhiuta sul passaporto del criminale, da dove viene, da dove vengono i suoi genitori, che religione professa. L'ansia speculativa della destra peggiore (quella che è al governo) e dei suoi media esagitati non vede l'ora di smascherare il non italiano e il non cristiano: titoli giubilanti (non trovo parola più adatta) accolgono ogni delitto dell'Uomo Nero come la trionfale conferma di un'invasione sordida e violenta; mentre il delitto dell'Uomo Bianco, sul mercato dello spavento, non è spendibile.

Di contro, chi ha disgusto per la pratica razzista di quei titoli è ridotto ad augurarsi, a ogni crimine, che l'autore sia nostrano, come i salumi e i formaggi dop, così si può tirare un sospiro di sollievo, tra amici: "per fortuna l'assassino di Rocca di Sotto non è africano nemmeno di quinta generazione, è uno di Rocca di Sopra e pare sia battezzato e cresimato. Così almeno Salvini, Vannacci e Belpietro possono concedersi un turno di riposo".

Questa classificazione delle colpe secondo criteri etnico-religiosi è una scemenza proprio dal punto di vista della comprensione dei fatti, ammesso che i fatti interessino: chiedete a un criminologo, a uno psichiatra, a un bravo poliziotto se essere musulmano, ateo, buddista, cattolico, anabattista ha un peso decisivo, nella genesi di un crimine. Vi risponderanno, tutti assieme, che l'unica effettiva rilevanza, negli atti di violenza, è costituita da un insieme, i maschi giovani, di tutti i paesi e di tutte le religioni, che è al tempo stesso preciso e molto vago. "Maschio giovane fa una strage" non è però un titolo in uso. Bisognerebbe introdurlo, invece.

Altan

 


Ellekappa

 



Natangelo

 



Preparazione esame terza media