Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 27 giugno 2025
Para bellumore e culum
Si vis bellum spara balle
DI MARCO TRAVAGLIO
L’unica cosa seria che dovrebbe fare la Nato, non da oggi ma da quando sparì il Patto di Varsavia, sarebbe sciogliersi per mancanza di nemici. Invece, da allora, se li inventa. Anzi li lascia inventare ai padroni Usa, che ogni due per tre sfornano un Impero del Male: l’Iran sciita, l’Iraq sunnita, l’Afghanistan dei talebani (che piacevano tanto quando combattevano i russi), l’Isis sunnita, di nuovo l’Iran sciita, gli alleati della Russia come la Serbia di Milosevic e la Libia di Gheddafi, poi direttamente la Russia. Ora però Trump s’è messo d’accordo con Putin, che gli ha dato una mano a placare l’ira degli ayatollah e a trasformare la guerra all’Iran in una sveltina di una notte, e può tornargli utile in Medio Oriente e con la Cina. Infatti, al vertice Nato dell’Aja, ha sbianchettato ogni accenno all’“aggressione russa in Ucraina”: è rimasta solo la “minaccia” di Mosca, senza precisare per chi e perché, e una postilla sulla Cina che era appena diventata buona contro i dazi trumpiani ed è tornata cattiva perché si papperà Taiwan d’intesa con Mosca (come se Xi avesse bisogno di Putin). Quindi spezzeremo le reni pure alla Cina, che però affaccia sul Pacifico mentre la Nato è l’alleanza del Nord Atlantico (ma questo Rutte&C. lo scopriranno solo se incontreranno un mappamondo).
Il bello è che, mentre sparisce l’ultimo nemico rimasto, la Nato approva un mostruoso piano di riarmo a carico dell’Europa, che non spendeva tanto dalla II guerra mondiale (il 5% del Pil, mentre gli Usa restano al 3). Per difendersi da chi, nessuno lo sa. Sempre dalla Russia, ripetono i trombettieri del riarmo, costretti a inventarsi una balla al giorno per farci digerire un salasso che avremmo rifiutato pure ai tempi della guerra fredda. Dicono che i russi le buscano in Ucraina, ma stanno per invadere Baltici, Finlandia, Polonia e Germania (come minimo); però si scordano di spiegare che cosa se ne farebbe Putin, perché mai dovrebbe attaccare gli amici dell’amico Trump e con quali forze respingerebbe i 32 eserciti Nato. Dicono che gli Usa si sono stufati di mantenere la nostra difesa, come se le loro basi in Europa fossero un favore a noi e non un interesse loro (infatti non han ritirato un marine, un missile, una testata nucleare). Dicono che il 5% non è poi così male perché non sono mica armi (infatti i produttori di carri armati, missili, bombe e bombardieri volano in Borsa), ma cybersicurezza e infrastrutture tipo Ponte sullo Stretto, utilissimo ai nostri soldati per fermare gl’invasori russi tra Scilla e Cariddi. In pratica il ragionier Ugo Rutte e gli altri lecca-Donald prima ci rapinano col riarmo, poi con calma decideranno a cosa serve. Ad aprile Trump disse: “C’è la fila per baciarmi il culo”. Parlava dell’Europa, alla memoria.
L'Amaca
Quanto è maschio lo sport italiano
di MICHELE SERRA
Lo sport femminile italiano, soprattutto negli ultimi anni, spicca per risultati e popolarità. Che il nuovo presidente del Coni sia un maschio anziano, scelto tra sei maschi anziani, età media 71 anni (tra loro il fantastico Franco Carraro, già autorevole dirigente sportivo ai tempi di Cavour), potrebbe dunque sollevare qualche domanda. Non ideologica; banalmente numerica.
Non esistono donne in grado di fare il dirigente sportivo ai massimi livelli? Ci sono, ma considerano troppo noioso doversi confrontare con assemblee di soli maschi, spesso anche litigiosi e suscettibili? È forse ancora in vigore l’antico pregiudizio secondo il quale l’agonismo è un campo di attività soprattutto maschile, pur essendo assodato che le femmine, risultati alla mano, dispongono di vigore e destrezza in misura almeno pari? Il fatto che 48 presidenti di federazione siano uomini, e solamente due le donne, dipende dall’arbitrio del caso o è il ritratto di un ambiente nel quale le donne possono tirare di fioretto, fare un tuffo carpiato, fare schiacciate, vincere a Wimbledon, nuotare come motoscafi, ma giammai comandare? Infine: la disciplina sportiva più diffusa e praticata, il potere, non ha ancora aperto i battenti alle donne?
Oppure li ha aperti, ma il campo di gioco è gremito di maschi che non saprebbero dove altro andare, e non rimane mezzo metro quadrato libero per le femmine?
Da qualche anno abbiamo preso confidenza con il termine “manel”, fusione tra “man” e “panel”. Vuol dire un insieme costituito da soli maschi. È anche capitato che qualche maschio se ne sia accorto e abbia detto: grazie, preferisco non farne parte. Al Coni non è capitato.
Chissà, forse alla prossima elezione, comunque con Franco Carraro tra i favoriti.
giovedì 26 giugno 2025
Ovattata
Caro Robert, da oggi, vedrai ti oscureranno come fecero con Jorge; pronuncerai parole bellissime come quelle odierne. Ma loro faranno finita di nulla, ovattandoti.
“Come si può credere, dopo secoli di storia, che le azioni belliche portino la pace e non si ritorcano contro chi le ha condotte? Come si può pensare di porre le basi del domani senza coesione, senza una visione d’insieme animata dal bene comune? Come si può continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo, nella vana illusione che la supremazia risolva i problemi anziché alimentare odio e vendetta? La gente è sempre meno ignara della quantità di soldi che vanno nelle tasche dei mercanti di morte e con le quali si potrebbero costruire ospedali e scuole; e invece si distruggono quelli già costruiti!”.
“È veramente triste assistere oggi in tanti contesti all’imporsi della legge del più forte, in base alla quale si legittimano i propri interessi. È desolante vedere che la forza del diritto internazionale e del diritto umanitario non sembra più obbligare, sostituita dal presunto diritto di obbligare gli altri con la forza. Questo è indegno dell’uomo, è vergognoso per l’umanità e per i responsabili delle nazioni”.
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