martedì 4 marzo 2025

Tutti pazzi

 

Droga, che fare?
di Marco Travaglio
Anzitutto una rettifica: la comunità di recupero per tossicodipendenti che s’è riunita a Londra sotto le insegne dell’Europa era tutto fuorché europea. C’erano Turchia e Canada, che non sono in Europa. C’era la Gran Bretagna padrona di casa, uscita dall’Ue con la Brexit. C’erano Norvegia e Ucraina, che non sono nella Ue. Di cui mancavano 16 membri su 27: Austria, Belgio, Bulgaria, Estonia, Irlanda, Grecia, Croazia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. Un mischione coronato dai presidenti della Commissione e del Consiglio Ue, Von der Leyen e Costa, e dal segretario della Nato Rutte (altro intruso). La lista degli invitati doveva garantire la massima coesione, come nel precedente vertice non-europeo all’Eliseo, con Macron e altri sette nani. Invece anche stavolta ciascuno è andato per conto suo, senza neppure poter dare la colpa al cattivo Orbán. Alla fine, un frullato cacofonico e contraddittorio di “cessate il fuoco in Ucraina”, “piano di pace”, “truppe” e “missili antiaerei”, “riarmo europeo”: tutte espressioni vuote che, appena un leader le annunciava, gli altri si affrettavano a smentirle. Se ne deduce che la non-Europa vuole la pace, ma anche la guerra. Cioè non sa cosa vuole, ma sa cosa non vuole: che la pace la faccia Trump. Ma non ha uno straccio di idea su come impedirgli di farla o, peggio, anticiparlo promuovendo un negoziato russo-ucraino in proprio.
Stiamo parlando di un gruppo di tossici assuefatti al Fentanyl del bellicismo (copyright Daniela Ranieri) che non riescono a disintossicarsi da tre anni di guerrapiattismo: infatti, dopo aver regalato la parola pace a Trump, a Orbán e ai nazi tedeschi, tremano come foglie all’idea che scoppi la pace e non riescono a parlare che di truppe, missili, bombe, riarmo. Trump, con Putin e Xi, sta spostando l’asse dello scontro fra potenze dal piano militare a quello commerciale. Che fra l’altro sarebbe il più congeniale all’Europa, ove mai esistesse. Ma gli eurotossici continuano a vivere nella loro vecchia e diroccata caserma, senza neppure accorgersi di avere le casse e gli arsenali vuoti. E a preparare future guerre che combatteranno da soli contro nemici-fantasma. Intanto continuano a imbottire di Fentanyl il povero Zelensky, anziché aiutarlo a disintossicarsi con robuste dosi di verità e realismo come hanno tentato di fare l’altro giorno Trump e Vance alla Casa Bianca, magari con modi e toni meno brutali. Un’opposizione degna di questo nome dovrebbe unirsi per spingere il governo a dissociarsi dalla piazza di spaccio che si fa chiamare Europa, dicendo sì a negoziati immediati e no ad armi e riarmi assortiti. Così la Meloni potrebbe persino ritrovarsi a rispettare, senza volerlo, la Costituzione.

L'Amaca

 

Una compagna di scuola
DI MICHELE SERRA
Eleonora Giorgi aveva pochi mesi più di me, la riconosco non solo come coetanea, anche come coeva: la sua (mia) generazione credeva che tutto fosse possibile.
Ricordo di lei, più di ogni altra cosa, sicuramente la più banale: la copertina diPlayboy , il corpo esibito e libero.
Era il 1974, avevo vent’anni e dunque aveva vent’anni. L’edicola era un luogo di ritrovo importante, cento volte più di adesso.
Oggi la nudità non è una scelta e tantomeno una sfida, è un ordinario consumo, basta un clic per denudare l’umanità al completo, e le tette, come tutto il resto, sono solo una voce in catalogo. Ma allora le tette al vento (vedi Guccini, Eskimo ) erano una specie di bandiera, senza chiedersi troppo se fossero o non fossero, sulla via della liberazione sessuale, un passo avanti o una nuova maniera di sottomettersi allo sguardo maschile. Semplicemente, la nudità era una conquista dopo millenni di corpo prigioniero, ci scandalizza ilburqa ma noi altri ne siamo usciti da poco.
Poi la vita bastona, segna, ridimensiona, castiga, lei ne ha passate di tutti i colori, il lutto e la droga, qualcosa finisce sui giornali, qualcosa rimane (per fortuna) nelle stanze dove si vive e ci si innamora, di nascosto dagli altri.
Il gossip non svela mai niente di serio e di vero, al massimo seppellisce e nasconde, il gossip è una truffa.
Non so dire bene perché, ho sempre letto le notizie su di lei (in alcuni periodi: pochissime) con una inspiegabile solidarietà, come se avessimo fatto le scuole insieme.
È come se fosse morta una compagna di scuola, la più bella della classe.

Vai di riarmo!

 



Natangelo

 



Ottima definizione

 



lunedì 3 marzo 2025

Guendalina Middei


Quello che è successo nel post di ieri su Zelensky per me è stato inimmaginabile. Mi hanno accusata di essere vile, corrotta, abietta. Rileggendolo mi sono resa conto di aver sbagliato i toni, troppo caustici in un momento tanto drammatico per l’Ucraina, ma mi è dispiaciuto vedere come da parte di alcuni ci sia stata una chiusura totale: nessuna possibilità di dialogo o di confronto.

E vi confesso che queste reazioni mi hanno stupita. Proprio pochi giorni fa scrissi parlando dell’Iliade: nella guerra non ci sono né vinti né vincitori ma solo cuori spezzati. Ma a quanto pare dire che la guerra è un male per i popoli, i piccoli e i deboli non può essere detto. E neanche pensato. Parlare di via diplomatica e abbracciare la linea di coloro che hanno sempre sperato nella possibilità di accorciarla questa guerra, agli occhi di molti ha significato parteggiare per Putin. L’equazione se critichi Zelensky, allora sei filo putiniana è stata assoluta.

La letteratura russa che tanto amo e che ho cercato di farvi conoscere con i miei post, i miei libri e i miei scritti è stata usata contro di me. Di nuovo mi sono dovuta difendere dall’accusa di essere una «putiniana», una spia russa. Addirittura c’è chi mi ha detto: tornatene a parlare di libri, che è meglio! E questo è stato il commento peggiore. 

Perché ho capito di aver fallito con questa pagina. A cosa serve leggere infatti se non per imparare ad esprimere, dar voce e provare ad avere un pensiero critico sulle questioni che davvero contano? A cosa serve leggere Pavese, Celine, Omero, Tolstoj che ci hanno regalato pagine tanto drammatiche e sofferte e dolorose sulla guerra se poi nelle guerre che viviamo nel nostro oggi il cervello dobbiamo spegnerlo e mandarlo in soffitta?  Alcuni vedono nella letteratura soltanto questo, un ozioso passatempo. Nulla di più. E mi ha pianto il cuore. 

Guendalina Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X #letteratura

Una foto



Non servono elucubrazioni, riti voodoo su celebrolesi francesi e portoghesi, e neanche parole attorno al venditore di hot dog che speriamo s’allontani fulmineamente dalla società, dopo averla devastata. Basta una foto, una semplice foto di ieri sera: il signore che s’intravede mettersi le mani in faccia è il Capitano per eccellenza, quel Franco Baresi che se fosse oggi ancora in attività, userebbe frusta e matterello per riportare il senno nello spogliatoio; al suo fianco, attonito, Massaro. Sopra di loro un bullo che sta applaudendo a ‘sta fava, mononeurotico com’è. Una foto esprime lo sdegno e la tracotanza di questi infausti tempi. #cardinalevaiacagare