domenica 10 novembre 2024

Attorno ai concetti

 

Populismo o morte
di Marco Travaglio
Ma lo Xi Jinping che accoglie Mattarella a Pechino e si dichiara “suo buon amico” e a cui Mattarella promette “dialogo” e commerci “senza alzare steccati ingiustificati da blocchi contrapposti” è lo stesso con cui Conte firmò la Via della Seta vituperato da tutti come un servo della Cina? E il Trump a cui Mattarella porge “cordiali auguri di successo” e “di benessere per la sua persona e di prosperità per l’amico popolo statunitense”, con “la ferma volontà di lavorare d’intesa nella ricerca di soluzioni efficaci alle gravi crisi” e di cui Draghi afferma “farà una grande differenza, non tutta in senso negativo”, è lo stesso che, se Meloni o Conte o Salvini dicono le stesse cose o anche meno, diventano dei fottuti populisti fascisti? Il tempo è galantuomo, ma pure cortissimo, come la memoria di chi non lo perde a cambiare idea: cambia semplicemente padrone. Forse il ritorno del bandito finto biondo sortirà altri effetti positivi, oltre alla svolta ucraina: riabilitare chi predicava il negoziato con Mosca e un multipolarismo che guardi anche a Est; e quel sano “populismo” che da vent’anni impedisce all’astensionismo di raggiungere il 100% degli elettori.
Chi vuole capire perché gli elettori votano così deve archiviare le categorie “destra/centro/sinistra” e spostarsi sul nuovo asse che orienta gran parte dei votanti: élite/popolo, vecchio/nuovo. L’ha spiegato bene Sabrina Ferilli sul Fatto: “Agli americani interessava capire cosa sarebbe accaduto sulle tasse, non se Trump aveva detto ‘fica’”. Da 15 anni i giornaloni scagliano anatemi contro i populisti 5 Stelle chiamandoli “partito del Vaffa” perché due anni prima di fondarli, al V-Day, Grillo mandò affanculo i 25 pregiudicati in Parlamento: come se ci fosse qualcosa di male nello sfanculare una classe politica di delinquenti e se milioni di elettori non avessero votato M5S anche per quello. Nel tempo che resta fra una scomunica e un piagnisteo per gli elettori che non obbediscono più, lorsignori dovrebbero domandarsi che fare per comunicare con loro. La Schlein, con un riflesso pavloviano che ne segnala l’irredimibilità, è subito corsa fra le braccia di Draghi. I 5 Stelle hanno la fortuna di aprire fra due settimane i loro Stati generali: se vogliono rinascere o almeno rilanciarsi, dovranno imboccare la corsia opposta. Meno politicamente corretto, più populismo. Meno campo largo, più campo aperto. Non per tornare a mitologiche “origini” ormai passate, ma per ripartire da ciò che han fatto nei due governi Conte: leggi per gli onesti, i poveri, i lavoratori precari, l’ambiente, le imprese sane e buoni rapporti con gli Usa, ma anche con la Cina e la Russia. Sono i soli che non devono inseguire nessun modello o moda del momento: gli basta essere se stessi.

L'Amaca

 

La fatica è l’ultima speranza
DI MICHELE SERRA
Non riesco a capire perché delle scelte di Israele debba rispondere un qualsiasi ebreo che si trovi in qualsiasi punto del globo”, dice desolata Lia Levi a proposito della orrenda caccia all’ebreo di Amsterdam.
Ma è una domanda razionale, e civile, in un contesto irrazionale e neo-tribale.
Riconoscere a ogni persona – non solamente le persone ebree – lo stato di persona, la sua unicità e la sua inviolabilità di individuo, è un salto di qualità che, con ogni evidenza, le comunità umane non sono in condizione di fare, se non nelle ridotte (oggi assediate e spesso derise) della fraternità umanitarista, del soccorso medico internazionale e delle istituzioni sovranazionali. Questo salto di qualità ricostruirebbe ab ovo la storia umana.
Ridurrebbe drasticamente il fondamentalismo religioso, il nazionalismo bellicoso, il razzismo, del quale l’antisemitismo è, tra noi occidentali, il più obbrobrioso e ripugnante riassunto. Ma ne siamo lontanissimi.
L’antisemitismo torna non solamente in quanto tale, con la sua ferocia malata, la sua ossessione di ripulire il mondo dagli impuri.
Torna come l’arma più comoda, più scontata, più alla portata dell’ultimo dei curvaioli, di una guerra alla ragione, alla cultura, alla pazienza e alla collaborazione che recluta ovunque masse sterminate: come sempre i più ignoranti, i più indifesi, i più furiosi, i più pericolosi. Cercare di linciare uno sconosciuto è alla portata dell’ultimo degli idioti. Studiare la storia, soprattutto quella degli altri, è molto più faticoso. La fatica è l’ultima speranza, ma in quanti avranno voglia di farla?

Buona azione

 



sabato 9 novembre 2024

Non ci crederete ma…



Caro Pera, caro sindaco: ok, potrebbero essere stati i suffumigi delle navi da crociere; ma chiudere la piazzola per l’elisoccorso per metterci il luna Park è di un’insensatezza unica, un must del ricoglionimento globale che oramai ci sta affossando! Il ripiego del Montagna per l’elicottero è una dilazione di tempo intollerabile per i casi drammatici che necessitano il trasporto in elicottero. Ripensaci e scrivi a Babbo Natale di portarti tanto pesce in dono; ricco di omega 3!

Alloccalia News

 



Paravento

 



Si proprio lui!

 

Questo signore a breve avrà in mano la valigetta con i codici...