Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 14 settembre 2023
Riconoscenti
L'Amaca
L’amaca
Il vero vecchio e il finto nuovo
DI MICHELE SERRA
Sento alla radio il ministro Nordio parlare di “buon costume”, termine che non udivo da qualche lustro. E sento in un programma mattutino di Raidue definire le donne “il gentil sesso”,altra espressione databile, direi, ai cinegiornali degli anni Cinquanta. La mia idea della destra di governo è che lentamente, inesorabilmente riaffiorerà (sta già riaffiorando) tutto il già visto, il già detto e il già sentito di un’Italia molto tradizionale, molto perbenista, mi permetto di dire molto vecchia. Non necessariamente negativa o esecrabile: solo vecchia. E conformista.
La confezione fintamente gaglioffa che gli intellettuali di potere fanno di questo materiale è una vera e propria truffa. Il cartello “siamo contro corrente” che affiggono sopra le loro botteghe è una frode in commercio. Sono (tal quale il generale Vannacci, che difatti è generale, mica ai margini della società) italiani di maggioranza (ahimé), che per rendere più accattivanti le cose che dicono le travestono da “coraggiose” o “trasgressive”. Hanno carriere importanti e molto premiate, anche con incarichi pubblici (il finto frondista Foa è stato presidente della Rai), ma adorano passare per rivoluzionari. Hanno l’auto blu – alcuni non da ora - ma si presentano al pubblico come se scendessero da una motoretta scassata. Prima o poi la destra frescona (che è il corpo grosso; la fanteria) prenderà il sopravvento, e chiederà a questi signori di non allargarsi troppo. Saranno i Bruno Vespa a trionfare, come sempre. I testimonial impeccabili del conformismo, della medietà, della cravatta. Fare il descamisado, magari in compagnia di qualche grillino che in Rai si sente ancora a casa sua, tra poco non sarà più funzionale.
Le vere restaurazioni amano ristabilire in fretta le convenzioni comode, e le abitudini tranquille.
mercoledì 13 settembre 2023
Daniela e i miseri
Quei “riformisti” falliti che assediano Schlein
DI DANIELA RANIERI
Ma apprendiamo che Elly Schlein incontra Calenda per avanzare una proposta di legge per salvare la Sanità pubblica. Vedi tante volte la vita: avevamo lasciato Calenda che ridisegnava il mondo con Renzi sulla base della sua (di Renzi) Weltanschauung darwinista prestazionale, e lo troviamo a combattere per offrire cure agli indigenti.
Ora, siccome la Sanità è talmente allo sfascio che non esiste cittadino che non ne abbia fatto esperienza, giocoforza è entrata nell’agenda di questi miracolati parlamentari, che se vogliono prendere ancora qualche voto devono pur sposare qualche tema popolare, fino a ieri “populista” perché a promuoverlo era il M5S. È la stessa sorte toccata al Reddito di cittadinanza, abolito da Meloni e dal suo governo ferocemente neoliberista: quando fu varato, il Pd votò addirittura contro; al salario minimo, su cui i privilegiati di sinistra sono sempre stati contrari o tiepidini, non essendo tema da Zona a traffico limitato; al cambiamento climatico, improvvisamente tema caldo nel partito ferocemente sviluppista dello Sblocca Italia.
E sulla Sanità, che improvvisamente gli sta a cuore (senza penalizzare i privati, ci mancherebbe): li avete mai sentiti denunciare il disastro degli ospedali? No, perché godono di assistenza sanitaria integrativa estesa anche ai famigliari. Li avete mai visti piangere sui giornali per il fatto che tra il 2010 e il 2019 tra tagli e definanziamenti sono stati sottratti 37 miliardi al Sistema sanitario nazionale? No, perché il governo che, d’accordo con le Regioni, ha danneggiato di più il Ssn sotto il nome truffaldino di “Patto per la Salute”, tagliando 16,6 miliardi promessi e mai erogati, è stato il governo Renzi, e non uno dei suoi lacchè si dissociò dalla criminale operazione.
Ora questi falliti della politica friggono sulle sedie perché Schlein dice cose di minimo buon senso in linea con la Costituzione, ergo è una massimalista radicale e dovrebbe spingersi un po’ più verso destra, come hanno fatto loro, beninteso restando nel Pd: mica sono matti a entrare in un partito che ha il 2%.
Parentela travagliata
Wow!
Che c'è scritto? - che dirà? - dove trova il tempo per far tutto? - è proprio una grande donna - ma quello non è il giornalista che un tempo era cameriere, musico, intrattenitore, servo del suo padrone attualmente in mausoleo?
Ebbene è uscito, Vannacci trema! Giorgia e Alessandro ci spiegano l'essenza della vita su questo pianeta, Giorgia ci educa, saggia com'è!
Questo è un piccolo assaggio:
Meloni preferisce pizzicare i progressisti. Li chiama globalisti. «Mettono la persona contro la sua identità, apparentemente per renderlapiù libera, nella pratica per renderla più inconsapevole, e dunque in balia di chi comanda». La sinistra è per ilmelting pot. «Preferisce un migrante africano a uno moldavo, anche se la Moldavia ha un reddito pro capite inferiore a quello di gran parte dei Paesi del Nord Africa».
E ti sei chiesto perché?, chiede Giorgia ad Alessandro.
«Perché il moldavo, in quanto europeo, è troppo affine alla nostra cultura. E dunque non è funzionale al disegno di mescolare il più possibile per diluire. È molto più funzionale a questo disegno il migrante africano. E poco importa se il migrante africano o mediorientale o dell’Asia centrale e meridionale rischia di integrarsi più difficilmente». Qual è il presunto disegno che porterebbe a spalancare le porte almigrante africano?
«Sono due obiettivi occulti. Snaturare l’identità delle nazioni e rivedere al ribasso i diritti dei lavoratori ».
Quindi la destra difende l’identità, la sinistra la diluisce.
Vannacci non li aveva. Spero che il libro di Giorgia ne sia composto. Dei quattro veli.




