domenica 23 luglio 2023

L'Amaca

 

Conosco la sorella
DI MICHELE SERRA
La storia dell’“osservatorio sui giudici” che un trio di zelanti fascistoni voleva costituire per tenere d’occhio e schedare le famose “toghe rosse” è a mezzo tra il gesto sovversivo e la buffonata: con tanto di millantato appoggio dell’entourage di Meloni, tipico di chi si fa grosso vantando accessi al Palazzo che solo lui sa. «Guarda che io conosco la sorella della Meloni» è puro Franco e Ciccio: si riderebbe se la materia non fosse molto delicata e non ci fosse un’inchiesta della magistratura in corso; e se uno dei tre, Adriano Tilgher, non fosse un nome storico del neofascismo più bellicoso e compromesso con la stagione della violenza.
Di certo c’è il fatto che un vecchio arsenale umano (vecchio, ma con protagonisti di ogni età anagrafica) che pareva ormai dismesso, con la vittoria elettorale del partito che ha la fiamma nel simbolo ha ripreso vita come per incanto.
Ovviamente non per responsabilità diretta della presidente del Consiglio — anche se qualche elemento del suo governo rientra perfettamente nella fenomenologia littoria — ma per un inevitabile fattore ambientale: «Daje che ce stanno i nostri al governo!».
Palazzo Chigi è sicuramente consapevole di non avere bisogno di un osservatorio sulle toghe rosse, sebbene gentilmente offerto, quanto di un osservatorio (permanente) sugli impiccioni neri, quel codazzo di fan si spera indesiderati che mettono imbarazzo o per fanatismo o per cialtroneria, qualità spesso conviventi.
Unico inconveniente, il rischio di trovare in quella terra di confine qualche sottosegretario. O sua sorella.

sabato 22 luglio 2023

Perfettamente d’accordo


di Lorenzo Tosa 

In questi giorni, insieme alle grandinate grosse come palle da tennis, agli eventi estremi e al caldo record, si sta affacciando una nuova (in realtà vecchissima) categoria di disagiati: i negazionisti del clima.

Mario Tozzi, il noto geologo e divulgatore scientifico, ha preso allora una decisione che condivido al 1000 per cento: non parteciperà più ad alcun talk show o convegno in cui saranno presenti negazionisti di ogni genere. Lo ha spiegato, perfettamente, così:

“Anche basta.
Il campionario di fesserie prive di alcun contenuto scientifico propalate dai negazionisti del ruolo antropico nell'attuale cambiamento climatico si accresce di nuova zavorra inutile ogni giorno. 
Siccome il tempo è prezioso e non può essere sciupato nel lavare la testa agli asini, non partecipo più a nessun talk show o convegno in cui, anche lontanamente, si profili l'ombra ignorante di un negazionista. Nessuna validità di controparte scientifica a chi nega l'evidenza scientifica dei fatti. Non vanno né contrastati né invitati, vogliono solo fare confusione e ritardare ogni regolamentazione del sistema economico. Vanno trattati come appestati o ignorati, in nessun modo amplificati. Nel caso, meglio nessuna risposta”.

Anche le virgole.

La Ciliegina



Samuel Chukwueze è la Ciliegina della fantastica galoppata rossonera nel mercato estivo ad opera di Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, infaticabili maestri dell’acquisto senza se e senza ma, in grado di tradurre le deduzioni sinapsiche di Billy Beane, guru indiscusso del byte a servizio della gloria calcistica. 
Anche se il cuore è ancora incerottato dall’addio di Paolino e Sandro, il futuro dei colori padroni del globo sarà aureo e al limite dell’invincibile.
Mancino ed amante della fascia destra sino a poco tempo fa di proprietà di Salamella, Samuel è stato baciato oltremodo dalla dea Eupalla, tanto che, da voci vicine all’ambiente, nella sua dimora meneghina pare che Chukwueze si farà montare una mensola possente in grado di reggere i Palloni d’Oro che gli verranno consegnati a grappoli dagli attoniti giurati. 
Samuel ha già consigliato allo staff medico di equipaggiare le borse con antidepressivi, Maalox e gocce EN. Per gli avversari. 

Da un lettore del Fatto


“Le nazioni europee hanno bisogno di prede. È sempre stato così: chi ha la forza bruta delle armi vince su ogni diritto e quando un Paese manda soldati e cannoni in una terra lontana non pensa certo al benessere di quel popolo… La Francia ha conquistato il diritto di proteggere Tunisia e Algeria. Ma ditemi con tutta onestà: chi ci guadagna in questa funzione, i protetti o i protettori? Le potenze europee hanno inzuppato di sangue i loro confini, hanno svuotato i loro tesori di Stato per trasformarli in cannoni, si sono gettati contro milioni di morti, eppure l’esempio non ha insegnato nulla!… L’Italia continua con la sua campagna d’Africa, la quale aggrava la tensione tra i vari imperialismi, i quali si danno tutti a una sfrenata corsa agli armamenti. Mentre la Germania annuncia la ricostituzione del suo esercito, l’Inghilterra spende miliardi e miliardi per l’aviazione e la marina. L’Europa vive su un barile di polvere da sparo, attorno cui ogni Nazione gioca con le torce accese…”, scriveva Linda Gorret in Mon voyage en Italie e altre memorie (End edizioni).
Queste sono le parole con cui una semplice ragazza di venti anni, figlia di valdostani emigrati in Francia, si interrogava sulle sorti e sui problemi del mondo: era il 1935 e anche allora si parlava 1935 delle guerre e della situazione di quel periodo, con parole profetiche perché semplicemente umane e ragionevoli. Certamente sono umanità e ragionevolezza che mancano a quei governanti – di ieri e di oggi – a cui Linda si rivolge dicendo: “Mettete fine a questa infamia! Impedite la catastrofe che si avvicina!”. Tutto è, purtroppo, tremendamente simile a quel che accade oggi.

Carlo Zaccari

Energia Popolare???

 


Nella più totale blasfemia si è riunita "Energia Popolare" la corrente di Bonaccini... Energia Popolare... l'han chiamata così questo coacervo di idiosincrasie a quella "vaga, vaghissima, idea di socialismo" che Elly sta tentando di proteggere, di far germogliare, probabilmente inutilmente. E si son sentite delle fregnacce inaudite da quelle parti, tipo la sola presenza di Fassino... Fassino... e dell'armaiolo impenitente e vassallo del dell'ex adulterato segretario Attila - Bimbominkia capace al tempo di distruggere ideali e conquiste frutto di fatiche decennali, come neppure un Trochetti sarebbe stato capace di fare; come Alessia Morani lodante il pensatore di ghetti Minniti, a suo dire "l’unico ad avere avuto una strategia politica sui migranti» (mecojoni); come la stratega maxima delle supercazzole, la senatrice Valeria Valente: «La radicalità non può essere massimalismo»(ri-mecojoni!); come l'ex sindaco di Lodi Simone Uggetti, che fu a suo tempo arrestato per poi finire assolto, che raggiunge il top della stoltezza ideologica, prima sparando a mo' di figlioletta del Mausoleante sui giudici «Anche i magistrati sbagliano e bisogna avere il coraggio di dirlo! No alla subalternità», poi elogiano addirittura il Cinghialone dipingendolo come un perseguitato: «Quando un magistrato si mette a dare la caccia a una persona e non a un reato, è un grave errore!», ed infine difendendo il fascistello in pectore «Non sono mai stato renziano, ma Renzi che è stato il nostro segretario non può essere additato di tutti i mali del mondo. Io ora faccio l’imprenditore e senza Jobs Act farei fatica». Farei fatica senza il Jobs Act! E grazie al kazzo! Quella fu la madre di tutte le decisioni improvvide dello sciagurato di Rignano, capace di schiavizzare una quantità di lavoratori che nemmeno il Pregiudicato che fu, avrebbe potuto concepire!
Questo assembramento insano di Bonaccini ricorda un pochetto la bottiglia di plastica che si fora riempiendola a metà con della birra per attirare i calabroni: Elly, sono tutti lì riuniti! Basta un soffio e finalmente li potremmo mandare a ciapà i ratt!
Pensaci Elly, pensaci! E pensa ad Enrico!

Travagliatamente

 

La gazzella e i cazzari
di Marco Travaglio
Con la geniale uscita di Musumeci, che ha definito “assistenzialismo” il salario minimo ignorando il significato sia di assistenzialismo sia di salario minimo, il governo Meloni si avvicina pericolosamente all’en plein della cazzata: che quasi tutti i ministri, a parte forse Bernini e Schillaci, sono riusciti a spararne almeno una in nove mesi. Non avendo a disposizione una Treccani, vorremmo rendere omaggio ai nostri preferiti. Di Nordio, primatista mondiale, vogliamo ricordare quella dei “veri mafiosi” che non parlano al telefono né a tu per tu per paura delle intercettazioni, alla vigilia del malaugurato arresto di Messina Denaro grazie alle intercettazioni. Di Sangiuliano, la promessa di “provare a leggere” i libri dello Strega dopo averli votati in qualità di giurato non-lettore (quantomai opportuna, visto che la lettura della Divina commedia l’ha convinto che Dante abbia “fondato il pensiero di destra”. Di Salvini, a campione, il delicato accostamento fra gli alluvionati d’Emilia Romagna e la sconfitta del Milan. Della Roccella, quello fra la Santanché e Tortora (per il ruolo del pappagallo, c’è l’imbarazzo della scelta). Di Lollobrigida, più delle minchiate sulla “sostituzione etnica”, ci ha affascinato la giustificazione: “Non sono razzista, sono ignorante”, che peraltro è il motto dell’intera compagine governativa.
E come dimenticare Piantedosi, che contraddice sia le piante sia le dosi col decreto Rave e poi se la prende con quei pezzenti dei migranti, detti anche “carichi residuali”, che “mettono in pericolo la vita dei figli” salpando sui barconi pericolanti anziché su comodi yacht e navi da crociera. E Valditara, che urla “evviva l’umiliazione, fattore fondamentale nella crescita” a scuola. E Crosetto, che attribuisce “l’aumento esponenziale del fenomeno migratorio” alla “strategia di guerra ibrida del battaglione Wagner” (ha stato Putin). E Sgarbi che, essendo sottosegretario alla Cultura, intrattiene lo scelto pubblico del museo Maxxi sul “cazzo, organo di conoscenza, cioè di penetrazione, che serve a capire” (cos’ha al posto della testa). E Tajani che, sempre sul salario minimo, parla di “roba da Urss” (infatti c’è in tre quarti d’Europa e soprattutto nel Paese più sovietico del mondo: gli Stati Uniti). E La Russa, che essendo ben più che ministro (è la seconda carica dello Stato), batte tutti al fotofinish definendo i nazisti uccisi dai partigiani in via Rasella “una banda musicale di semi-pensionati”: tipo i Pooh o il Quartetto Cetra. Ogni mattina, come sorge il sole, la Meloni si sveglia e deve scegliere fra due opzioni: correre più veloce delle cazzate dei suoi ministri, o inseguirli con sparate ancor più grosse, tipo “andremo a cercare gli scafisti in tutto il globo terracqueo”. Ha scelto la seconda.

L'Amaca

 

Chi paga i danni della vita?
di Michele Serra
La notizia che in Florida una bambina di otto anni ha ottenuto ottocentomila dollari di risarcimento perché un pezzetto di pollo fritto le è caduto su una gamba in un drive-in, rende l’idea del tipo di società che stiamo preparando: tutto il potere è agli avvocati che costruiscono risarcimenti e agli ingegneri elettronici che costruiscono algoritmi, le restanti categorie potranno sopravvivere solo come clienti delle prime due o come loro personale di servizio. (Avvertenza: la precedente frase è un paradosso. Lo scrivo nel caso che un avvocato americano la legga e mi citi in giudizio).
L’aspetto strabiliante è la motivazione della sentenza. La giuria ha condannato McDonald’s perché “non aveva adeguatamente avvertito sui possibili danni causati dai bocconcini di pollo fritto”. Cioè: non è abbastanza evidente a chiunque che il pollo fritto scotta? Esclusa l’ipotesi che qualcuno, nel drive-in, in un raptus di sadismo abbia volontariamente rincorso la bimba con cibi arroventati, allo scopo di ustionarla, quali margini sono ancora concessi all’incidente, all’imponderabile, se si stabilisce che OGNI evento deve avere per forza un colpevole, un imputabile? Ogni precipizio andrà dotato di cartelli che avvertono della legge di gravità? Ogni deserto dei rischi che si corrono sdraiandosi nudi sotto il sole allo zenit? Ogni biglietto di aereo, di treno, di traghetto, di autostrada, sarà accompagnato da una clausola legale che avverte della possibilità di un incidente?
Se tutto ha un colpevole, niente rimane della responsabilità individuale e di quell’evidente fattore di rischio che è la vita. Portando alle sue conseguenze logiche sentenze come quella del pollo fritto, ogni neonato potrà fare causa ai genitori perché non lo avevano avvertito adeguatamente dei possibili danni che venire al mondo può infliggerci.