Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 4 dicembre 2022
Stop a tutto!
Dal web ineccepibilmente
Ma quindi mi state dicendo che l’operazione Ronaldo, 100 milioni al Real Madrid e 60 milioni netti l’anno al calciatore, all’epoca 34enne, non è stata la più grande operazione di marketing della storia del calcio mondiale? La storiella che in 3 giorni con la vendita delle magliette avevano già coperto l’ingaggio del portoghese, quindi, è stata una delle solite minchiate dei giornalai? Siuuuuuuuuuuuu!
Ma quindi mi state dicendo che quella cosa di sospendere le mensilità dei calciatori per pagarli nel bilancio successivo non è stata una genialata dei vertici bianconeri? Tutte quelle fiabe sulla sensibilità di Chiellini & company di rinunciare ai soldi per lanciare un segnale al mondo sofferente per la pandemia quindi, non erano a lieto fine? Nessun Nobel per la pace quindi?
Ma quindi mi state dicendo che Sassuolo, Genoa, Atalanta ecc ecc davvero erano succursali della Juve? E noi che pensavamo che quando Carnevali non voleva dare Politano al Napoli era solo strategia di calciomercato! Noi che gridavamo al complotto quando Atalanta e Sassuolo si scansavano. Noi che avevamo dubbi sulle salvezze miracolose del Genoa. Non eravamo impazziti quindi?
Ma quindi mi state dicendo che 18 milioni per Rovella in scadenza non erano il prezzo giusto? Che Portanova pagato 10 milioni senza mezza presenza in serie A non erano esagerati? Che Petrelli 8 non era una bufala? Che 8 milioni per lo scambio tra Akè Marley e Tongya andavano bene? I 20 milioni di Audero, 8 milioni per Muratore che oggi gioca in Lega Pro, 3,5 per Mulè, i 20 di Mandragora, i 12 di bomber Cerri, poi Lanini, Albian, Sene, De Marino, Goria, Loria ecc ecc non erano grandi operazioni di mercato di Marotta e Paratici. Erano solo numeri ad capocchiam per aggiustare artificialmente il bilancio? Giuro che non avrei mai immaginato, pensavo fosse il loro reale valore. Arthur 72 milioni, ad esempio, pensavo li valesse tutti.
Ma quindi mi state dicendo che la Superlega non era un’idea per far crescere il calcio europeo ma solo un disperato tentativo di trovare i soldi per “apparare” i danni fatti al bilancio, agli azionisti ed alla passione della gente? Ed io che già impazzivo dall'idea di vedere ogni settimana Juve-Real e Juve-Barca.
Ma quindi mi state dicendo che quel Gravina presidente FIGC che aveva promesso pene severe per la Juve nel caso Suarez (sempre loro, che sfiga!) per poi dimenticare tutto a tarallucci e vino è lo stesso Gravina che di notte partecipava alle riunioni con Agnelli, Percassi, Preziosi ecc… per parlare di come migliorare il calcio italiano? Non è un omonimo quindi? Ed è il presidente ancora, giusto? Bene...
Ma quindi mi state dicendo che tutti quei personaggi di indubbia fede gobba che vediamo nei salotti televisivi non stanno lì per meriti ma perché imposti dalla società bianconera? Cioè, Cruciani non è presente in tutte le trasmissioni perché grande conoscitore di calcio e maestro della lingua italiana, ma è messo lì per difendere la Juve contro tutto e tutti, fingendosi laziale? Non ci credo, Cruciani no, era il mio preferito!
Ma quindi mi state dicendo che a distanza di 15 anni questi rischiano di nuovo di essere retrocessi in serie B per imbrogli e truffe varie? Ma non erano quelli che rispettavano i regolamenti e le sentenze in Italia per poi esporre due scudetti in più nel loro stadio e fare 150 ricorsi contro Calciopoli? Uh Gesù …
Ma quindi mi state dicendo che l’Italia sta facendo l’ennesima figura di merda a livello mondiale, oltre a quella di non essersi qualificata per Russia e Qatar, dopo essere uscita ai gironi nei precedenti due con Nuova Zelanda, Slovacchia e Costarica? Ma quindi tutte quelle leccate di culo che ci sono state in questi anni, sulla squadra che domina per 9 volte di fila in campionato e che in Europa esce contro il Lione che non gioca da un anno, l’Ajax dei Pulcini, il Porto in 10 uomini ed il Villareal decimo in Liga, non sono servite a nulla? Tutti quei complimenti ad Agnelli, Nedved, Paratici ecc…! Boh, non ci sto capendo nulla!
Ma quindi mi state dicendo che stanno nella merda ancora una volta? Ma posso godere almeno? Oppure mi chiudete la pagina?
Spinelli al solito precisa
Perchè bluffano sulla pace ucraina
BUONA VOLONTÀ E FATTI - Nelle stesse ore della supposta apertura al dialogo Washington annunciava nuove armi e imputava a Mosca crimini di guerra. Nato e Ue la accusavano di terrorismo e Ursula invocava un tribunale speciale
DI BARBARA SPINELLI
Si è parlato di mano tesa a Putin; di una conferenza di pace imminente, fissata per il 13 dicembre a Parigi e destinata in origine al sostegno di Kiev. Si è ipotizzato un allineamento di Biden a Macron, più incline alla diplomazia e portavoce anche se timido dei malumori popolari in un’Europa che paga gli effetti economico-sociali della guerra ben più degli Stati Uniti. Perfino nel governo italiano, che di trattative non discute mai – né con Draghi né con Meloni – si comincia a sussurrare, per tema di figurare come Ultimo Mohicano, che pace o tregua sarebbero auspicabili.
Basta ricordare alcune circostanze per capire che si è trattato, almeno per ora, di un fenomenale bluff. Da mesi esistono sotterranee trattative russo-statunitensi, ed è vero che le guerre si concludono spesso con una finale escalation, come in Vietnam. Ma resta il fatto che nelle stesse ore in cui Macron incontrava Biden, Washington annunciava nuovi invii di armi e ripeteva che Mosca dovrà rispondere di crimini di guerra in tribunali internazionali. La stessa cosa diceva Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, mentre il Parlamento europeo accusava Mosca, il 6 ottobre, di “sponsorizzare il terrorismo” (unici italiani contrari i 5 Stelle e tre eurodeputati Pd). Intanto Roma e Berlino approvavano nuovi invii di armi a Kiev: 50 carri antiaerei Gepard la Germania, dell’Italia non sappiamo perché vige scandalosamente il segreto.
Ma soprattutto un dato avrebbe dovuto mitigare l’inappropriata euforia. Appena due giorni prima del viaggio di Macron, il 29 novembre, i ministri degli esteri Nato riuniti a Bucarest avevano emesso un comunicato in cui si “riaffermano le decisioni prese nel 2008 a Bucarest, insieme a tutte le susseguenti decisioni concernenti Georgia e Ucraina” (“Porte Aperte” Nato ai due paesi). Il 25 novembre, il segretario generale della Nato Stoltenberg giudicava “irricevibile il veto russo” sugli allargamenti. Non sono stati sufficienti quindici anni di messe in guardia del Cremlino, più otto anni di conflitto in Donbass, più quasi nove mesi di guerra micidiale in Ucraina, per aprire un po’ le menti di Washington, della Nato, dell’Europa. Per capire che almeno quest’ostacolo a un ordine pacifico paneuropeo andava imperativamente rimosso.
Incomprensibile e illogico è appunto questo: l’illusione, la cocciuta coazione a ripetere che spinge il fronte occidentale a infrangere sistematicamente, con qualche effimero ravvedimento, quella che Putin ha definito invalicabile linea rossa sin dalla Conferenza sulla sicurezza del 2007 a Monaco. Nel vertice Nato di novembre tutti hanno sottoscritto il comunicato, Parigi compresa: dov’è il disallineamento di Macron?
Non meno illogica è la volontà Usa – dunque atlantica, dunque europea – di lasciare che sia Kiev a decidere l’ora del negoziato. Difficile “parlare con Putin”, se lo ritieni uno sponsor del terrorismo e se lasci che a decidere sia Zelensky, che oggi non può più fare marcia indietro senza perdere la faccia e forse la vita. Quanto al processo contro Mosca, l’accusa di violazione del diritto internazionale è giustificata ma a formularla non possono essere Washington o la Nato o alcuni Stati europei, colpevoli di ben più numerose violazioni in una lunghissima serie di guerre, da quella di Corea a quelle in Afghanistan, Iraq, Libia.
Gli Stati Uniti non hanno aderito alla Corte Penale, assieme a Russia e Cina oltre a Israele e Sudan. Washington ha auspicato l’intervento della Corte per Belgrado e Libia, e si è scatenata contro la domanda palestinese di processare l’apartheid israeliano nei territori occupati. Ma gli Stati Uniti, che hanno centinaia di basi militari sulla terra, vanno schermati da qualsiasi incriminazione. È il privilegio di una potenza il cui solo scopo è il mantenimento dell’ordine unipolare (detto anche “ordine basato sulle regole”, tutte nordamericane) che Washington ha riservato a sé stessa dopo la prima guerra fredda. L’Italia ne sa qualcosa, dopo la strage del Cermis nel 1998. Nell’ordine unipolare c’è un unico padrone e il padrone non si processa. Nemmeno il dissenso di giornalisti investigatori è ammesso: Julian Assange ha rivelato crimini commessi da Stati Uniti e alleati in Afghanistan e Iraq, e il giorno in cui sarà estradato negli Usa rischia una pena di 175 anni.
La verità è che c’è del metodo, nella marcata volontà d’ignorare le linee rosse indicate da Mosca. Non è per patologica cocciutaggine che si nega al Cremlino il diritto a spazi pacifici e neutrali ai suoi confini ma perché si ritiene che tali spazi appartengono alla sfera d’interesse Nato, quasi che Ucraina, Georgia o Moldavia fossero paragonabili a Cuba, immerse nell’Atlantico. Per questo la guerra ha da esser lunga e per procura, in modo da sfibrare la Russia in vista dello scontro giudicato prioritario: quello con la Cina. Con un alleato russo sfibrato, Pechino sarà meno forte.
Il problema è che a patirne è l’Ucraina. Il paese sta morendo sotto i nostri occhi, ridotto a un moncone privato dei territori più produttivi a Sud-Est, e a noi sta evidentemente bene così. Sta morendo perché l’invasore ha violato la sua sovranità ma anche a causa di un nazionalismo che Bush senior denunciò fin dal 1991 a Kiev, commentando la fine dell’Urss e l’indipendenza ucraina: “Non appoggeremo chi aspira all’indipendenza per sostituire una remota tirannia con un dispotismo locale. Non aiuteremo chi promuove un nazionalismo suicida fondato sull’odio razziale” (sia detto per inciso: anche la Lettonia che è nell’UE attua politiche segregazioniste verso il 48% dei cittadini, che sono di etnia russa). La guerra di Kiev e delle milizie naziste contro i russofoni del Donbass, iniziata nel 2014, convalida i timori di Bush sr, oggi dimenticato. L’inverno senza elettricità sarà atroce per gli ucraini, e noi guardiamo rapiti l’eroe che stramazza.
Chi esce spezzato dalla tragedia è l’UE: impoverita dalle sanzioni a Mosca, egemonizzata da un Est che ancora regola i conti (Ungheria esclusa) con l’ex Urss. Ursula von der Leyen ama indossare completini colorati di ucraino giallo-blu, sbaglia il numero dei morti ucraini, reclama sempre più sanzioni. Macron prova a differenziarsi ma è debole in patria e nell’UE.
Il governo italiano è allineato a Washington fin dai tempi di Draghi, manda armi ma non ha peso, affetto com’è da afonia. È ancora più afono con Meloni, perché ogni discordanza dalla Nato è fatale per l’estrema destra. Aveva un’occasione con Draghi, visto il prestigio. L’ha persa.
E forse nell’UE siamo uno Stato tra i più torbidi: perché l’unico a chiedere trattative, trasparenza, dibattiti parlamentari chiarificatori su guerra e pace è Giuseppe Conte, leader di un partito cronicamente etichettato come filorusso e filocinese e che tutti – a destra, al centro, nell’ex sinistra, nei media dominanti – desiderano delegittimare, senza riuscirci.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)



